{"id":24020,"date":"2013-09-05T00:00:00","date_gmt":"2013-09-04T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/siria-lazzardo-di-obama\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:31","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:31","slug":"siria-lazzardo-di-obama","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/09\/siria-lazzardo-di-obama\/","title":{"rendered":"Siria, l\u2019azzardo di Obama"},"content":{"rendered":"<p>Il 9 settembre il Congresso statunitense si riunir\u00e0 per discutere dell\u2019intervento in Siria. Il presidente Barack Obama si attende entro il 15 un via libera per lanciare al momento opportuno l\u2019azione punitiva nei confronti del presidente siriano Assad e del suo regime.<\/p>\n<p>L\u2019interventismo di Obama si basa su una serie di presupposti.<\/p>\n<p>Il presidente statunitense ritiene il regime siriano pienamente responsabile dell\u2019impiego di agenti chimici durante le operazioni. Basandosi anche su intercettazioni telefoniche, Obama \u00e8 altrettanto certo dell\u2019estraneit\u00e0 delle fazioni ribelli.<\/p>\n<p>In aggiunta, il presidente \u00e8 sicuro che da qui al voto al Congresso l\u2019amministrazione statunitense riuscir\u00e0 a convincere un numero di parlamentari tale da garantirgli un voto favorevole.<\/p>\n<p>Obama \u00e8 anche convinto che l\u2019azione militare, anche se limitata nel tempo e nei mezzi impiegati, avr\u00e0 effetti decisivi non certo sull\u2019esito della guerra civile, ma per convincere Assad che nelle operazioni in corso ci sono limiti che non gli \u00e8 consentito superare.<\/p>\n<p>Infine, il presidente si aspetta che Russia e Iran si limitino a protestare, e che non ci saranno incidenti n\u00e9 contraccolpi destabilizzanti a livello regionale, in paesi esposti come Libano, Giordania e Israele.<\/p>\n<p><b>Dubbi leciti<\/b><br \/>Queste convinzioni di Obama meritano per\u00f2 di essere esaminate alla luce di alcune questioni non trascurabili. <\/p>\n<p>La storia, anche quella pi\u00f9 recente, ci insegna che occorre essere assai prudenti nell\u2019attribuzione di responsabilit\u00e0. Uno degli eventi determinanti per l\u2019avvio delle operazioni aeree contro Belgrado fu l\u2019eccidio di Racak del \u201999. Anche in quel caso l\u2019ambasciatore statunitense William Walker non aveva dubbi, tant\u2019\u00e8 che cerc\u00f2 di convincere la patologa finlandese Hilena Ranta, incaricata delle indagini forensi a apportare qualche modifica al suo rapporto (mai reso pubblico nella sua interezza). Dubbi erano per\u00f2 legittimi, dal momento che la strage di Racak venne stralciata dai capi d\u2019accusa nel processo di Slobodan Milosevic davanti al tribunale internazionale.<\/p>\n<p>Anche la scommessa di Obama sul sostegno del Congresso merita una riflessione. In un sistema istituzionale come quello britannico, la sconfessione del premier David Cameron da parte del Parlamento ha fortemente indebolito il suo governo. <\/p>\n<p>Quali potrebbero essere le conseguenze negli Stati Uniti nel caso di un voto contrario da parte del Congresso? Obama ne uscirebbe con una credibilit\u00e0 fortemente, forse irrimediabilmente, compromessa e gli equilibri strategici sarebbero rimessi in discussione, con conseguenze di grande portata proprio per un\u2019Unione Europea, incapace di darsi una politica estera comune e di fare progressi sulla strada dell\u2019integrazione delle capacit\u00e0 militari.<\/p>\n<p>Inoltre, ci sono voluti mesi di incessanti bombardamenti per convincere Milosevic ad accettare di sedersi ad un tavolo negoziale: basteranno una cinquantina di missili da crociera Tomahawk per indurre Assad ad un impiego della forza pi\u00f9 coerente con le norme umanitarie internazionali? <\/p>\n<p>\u00c8 lecito dubitarne, anche nel caso in cui la difesa aerea siriana si riveli del tutto impotente. Qualora invece i sistemi antiaerei di Assad, alcuni dei quali ben pi\u00f9 moderni di quelli serbi, dimostrassero una certa efficacia, sarebbe difficile evitare l\u2019avvio di una campagna di neutralizzazione delle difese aree (<i>Suppression of enemy air defence, Sead<\/i>), con un prolungamento delle operazioni e i conseguenti rischi, sia sul piano politico che su quello prettamente militare.<\/p>\n<p><b>Da Mosca a Teheran<\/b><br \/>Passando alle relazioni con le altre potenze, se \u00e8 ragionevole attendersi reazioni vibranti, ma limitate al piano diplomatico, da parte di Mosca (ma a quel punto il raffreddamento dei rapporti sar\u00e0 difficile da recuperare), non si pu\u00f2 escludere  una pi\u00f9 concreta reazione da parte di Teheran. <\/p>\n<p>Si pensi allo stretto di Hormuz, dove non \u00e8 difficile impedire, o quanto meno rallentare, il transito di risorse energetiche globali con conseguenze facilmente immaginabili sulla disponibilit\u00e0 di energia per Europa e Cina. Verrebbe anche meno qualsiasi speranza di una maggiore disponibilit\u00e0 al dialogo dei nuovi vertici iraniani, con ulteriori tensioni nell\u2019area.<\/p>\n<p>Il conflitto siriano non \u00e8 purtroppo puramente interno: si tratta anche di una fase virulenta di una disputa regionale che, oltre all\u2019Iran, coinvolge anche Arabia Saudita e i suoi satelliti\/alleati. Tra i coinvolti c\u2019\u00e8 anche la Turchia.<\/p>\n<p>Un eventuale allargamento del conflitto rischia di frantumare i fragili equilibri in Giordania e soprattutto in Libano. Il Paese dei cedri \u00e8 separato da Israele dalla missione dell\u2019 Onu (Unifil), dove operano un migliaio di militari Italiani, immersi in un ambiente locale controllato dalle milizie di Hezbollah, alimentato dall\u2019Iran e schierato con Assad. \u00c8 una polveriera pronta a deflagrare.<\/p>\n<p>Con la richiesta di una luce verde all\u2019attacco da parte del Congresso Obama si \u00e8 bruciato i ponti alle spalle, pur sapendo che tra gli alleati solo il presidente francese Fran\u00e7ois Hollande \u00e8 pronto a seguirlo. <\/p>\n<p>Un po\u2019 poco per parlare di una coalizione di volenterosi. Specie se si pensa a un prolungamento delle operazioni oltre all\u2019attacco limitato, per non parlare  di un eventuale avvio di operazioni di terra. E questo il Pentagono lo sa benissimo.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 9 settembre il Congresso statunitense si riunir\u00e0 per discutere dell\u2019intervento in Siria. 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