{"id":24070,"date":"2013-09-10T00:00:00","date_gmt":"2013-09-09T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/londa-siriana-sul-petrolio\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:30","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:30","slug":"londa-siriana-sul-petrolio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/09\/londa-siriana-sul-petrolio\/","title":{"rendered":"L\u2019onda siriana sul petrolio"},"content":{"rendered":"<p>Al di l\u00e0 della fondatezza o meno di un intervento militare occidentale in Siria, l\u2019incertezza che ne \u00e8 derivata si sta riflettendo sull\u2019andamento del prezzo del greggio a livello internazionale. L\u2019energia, seppur indirettamente, resta uno degli aspetti fondamentali delle vicende geopolitiche mediorientali e una variabile strategica imprescindibile per le potenze dell\u2019area.<\/p>\n<p><b>Brent in rialzo<\/b><br \/>\nLe quotazione del Brent Dated, il benchmark europeo di riferimento internazionale, sono aumentate durante il mese scorso fino a toccare, il 29 agosto, il picco massimo degli ultimi 6 mesi, sfiorando i 117 dollari al barile ($\/bbl). In un solo mese, il prezzo del greggio europeo ha guadagnato quasi 8 dollari in pi\u00f9 al barile. Se il 31 luglio si attestava a 107,83 $\/bbl, il 30 agosto ha superato i 115 $\/bbl.<\/p>\n<p>Questo rialzo sconta il cosiddetto <i>war premium<\/i>, il rischio cio\u00e8 di un potenziale scenario di guerra in Siria dalle conseguenze imprevedibili per la stabilit\u00e0 del Medio Oriente. L\u2019effetto <i>bullish<\/i> di un probabile intervento occidentale \u00e8 motivato dall\u2019impatto di una eventuale crisi regionale sull\u2019offerta petrolifera mondiale, in un contesto di mercato gi\u00e0 <i>corto<\/i> a causa delle difficolt\u00e0 produttive registrate in altri paesi.<\/p>\n<p><b>Grandi vicini <\/b><br \/>\nLa minaccia che un attacco occidentale al regime di Assad pone al lato dell\u2019offerta non pu\u00f2, tuttavia, essere ricondotta al semplice mercato siriano. Damasco \u00e8 un esiguo produttore di petrolio. Prima dello scoppio del conflitto, produceva circa 380.000 b\/g di petrolio, ben poco se pensiamo ai 3 milioni di b\/g dell\u2019Iraq o ai quasi 10 milioni del gigante saudita. Questa quota \u00e8 scesa ulteriormente durante gli scontri degli ultimi due anni, arrivando a toccare i 20.000 b\/g a maggio 2013.<\/p>\n<p>Il timore diffuso \u00e8 piuttosto riferito alla possibilit\u00e0 di un \u201ccontagio\u201d del conflitto siriano ai suoi ben pi\u00f9 importanti \u2013 energeticamente parlando \u2013 vicini. Le divisioni settarie e religiose trasversali a tutto il mondo arabo, gli interessi regionali di alcuni paesi come Qatar, Iran, Arabia Saudita, Russia e Turchia, la fragile stabilit\u00e0 e il controllo interno di stati come l\u2019Iraq e il Libano, rischiano di alimentare uno scontro non pi\u00f9 contenibile al mero suolo siriano.<\/p>\n<p>Il pericolo di una guerra per procura che coinvolga produttori come Iraq, Iran e Arabia Sauditae la paventata (seppur improbabile) ritorsione iraniana di chiusura dello stretto di Hormuz in caso di attacco occidentale in Siria si riflettono sui prezzi del petrolio.<\/p>\n<p><b>Non solo Siria<\/b><br \/>\nLe tensioni in Siria non sono le uniche cause dell\u2019aumento dei prezzi del petrolio. I volumi delle forniture in calo in Libia e Iraq e gli scontri in Egitto e Nigeria concorrono ad alimentare il trend in rialzo.<\/p>\n<p>L\u2019instabilit\u00e0 politica del Nord Africa e del Medio Oriente si conferma un fattore chiave nell\u2019andamento del mercato petrolifero internazionale. Le infrastrutture petrolifere restano uno dei bersagli principali dell\u2019instabilit\u00e0 regionale. Prima fra tutte, la pipeline Kirkuk \u2013 Ceyhan oggetto, negli ultimi mesi, di numerosi attacchi che hanno ridotto le esportazioni petrolifere irachene di circa 300.000 b\/g.<\/p>\n<p>Non sorprende quindi che, ad agosto, l\u2019offerta Opec si sia ridotta di 165.000 b\/g rispetto al mese di luglio, la peggior performance dal giugno del 2011. A poco sono servite le prospettive incoraggianti sulla produzione interna statunitense, trainata dallo sviluppo delle risorse non convenzionali di <i>shaleoil<\/i>, e le performance non esaltanti dell\u2019economia mondiale.<\/p>\n<p>Questi fattori avrebbero dovuto mantenere una <i>spare capacity<\/i>, capacit\u00e0 inutilizzata effettivamente disponibile, elevata e limitare gli spunti rialzisti. Ciononostante, non sono serviti ad allentare la morsa sul prezzo del petrolio, che dall\u2019inizio dell\u2019anno ha registrato una media di circa 108 $\/bbl.<\/p>\n<p><b>Scenario possibile<\/b><br \/>\nL\u2019escalation di tensione tra gli attori in gioco nella delicata questione siriana \u00e8 riprova della strategicit\u00e0 degli interessi coinvolti.<\/p>\n<p>L\u2019Arabia Saudita ha proposto alla Russia un accordo storico di cooperazione per il controllo del mercato del petrolio e del gas qualora Mosca abbandonasse l\u2019alleato siriano, salvo poi minacciare ritorsioni con l\u2019assoldamento di gruppi ceceni in vista delle prossime olimpiadi invernali.<\/p>\n<p>Stati Uniti e Russia hanno mostrato i muscoli con test missilistici pi\u00f9 o meno confermati dai rispettivi governi nel Mediterraneo, alimentando i timori dei paesi dell\u2019area.<\/p>\n<p>L\u2019incertezza degli sviluppi futuri rende un calo del prezzo del petrolio sotto i 115 $\/bbl sempre meno probabile, almeno fino al pronunciamento del Congresso statunitense a cui Obama ha rimesso la decisione finale sulla Siria.<\/p>\n<p>In caso di attacco alla Siria, i prezzi, scontando gi\u00e0 un <i>war premium<\/i>, potrebbero aumentare in modo pi\u00f9 contenuto di quanto alcuni analisti paventano e cio\u00e8 un salto fino a 150 $\/bbl. Questo \u00e8 quello che \u00e8 accaduto in Libia nel 2011 quando, dopo lo scoppio della guerra, le quotazioni ebbero un significativo, ma non drastico aumento, poich\u00e9 il <i>war premium<\/i>, gi\u00e0 accumulato nelle settimane precedenti, aveva attenuato la reazione del mercato al verificarsi del conflitto.<\/p>\n<p>L\u2019andamento delle quotazioni petrolifere risulta sempre pi\u00f9 spesso agganciato ai timori geopolitici nelle aree produttrici, tendendo ad incorporare le aspettative e le percezioni relativamente ad un certo evento prima ancora che esso accada.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 un inevitabile <i>fear premium<\/i>, premio della paura, spesso di matrice (geo)politica, che acquista sempre pi\u00f9 rilevanza nei mercati energetici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al di l\u00e0 della fondatezza o meno di un intervento militare occidentale in Siria, l\u2019incertezza che ne \u00e8 derivata si sta riflettendo sull\u2019andamento del prezzo del greggio a livello internazionale. 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