{"id":24120,"date":"2013-09-17T00:00:00","date_gmt":"2013-09-16T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/nessun-miracolo-dalla-germania\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:28","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:28","slug":"nessun-miracolo-dalla-germania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/09\/nessun-miracolo-dalla-germania\/","title":{"rendered":"Nessun miracolo dalla Germania"},"content":{"rendered":"<p>Bruxelles e le maggiori capitali europee attendono le elezioni federali tedesche del 22 settembre con la speranza che l\u2019esito della consultazione nel paese leader in Europa possa sbloccare una agenda europea sostanzialmente paralizzata e priva di un grande progetto unificante.<\/p>\n<p><b>Speranze e previsioni<\/b><br \/>\nSarebbe per\u00f2 un errore attendersi un esito salvifico che porti a una radicale svolta nella gestione delle questioni pi\u00f9 urgenti su cui l\u2019Unione europea dovr\u00e0 pronunciarsi.<\/p>\n<p>\u00c8 improbabile che dopo le elezioni la Germania si trasformi da un \u201cegemone riluttante\u201d &#8211; come la definiva a giugno <i>The Economist<\/i> &#8211; in un attore pronto ad assumersi pienamente le sue responsabilit\u00e0 di stato membro pi\u00f9 forte dal punto di vista dell\u2019economia, dei conti pubblici e della competitivit\u00e0, pi\u00f9 stabile e affidabile dal punto di vista politico, e potenzialmente pi\u00f9 interessato al successo del progetto europeo.<\/p>\n<p>I sondaggi danno stabilmente in testa il partito dei Cristiani democratici uniti (Cdu) guidato da Angela Merkel e che deve, in gran parte, alla stessa cancelliera il consenso di cui gode.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 incerte le previsioni per gli altri partiti. Il distacco tra Cdu e il partito socialdemocratico (Spd) rende per\u00f2 improbabile il sorpasso da parte della sinistra.<\/p>\n<p>Altro dubbio \u00e8 quello che riguarda i voti che otterr\u00e0 Alternativa per la Germania (Afd), la nuova formazione politica con un programma elettorale marcatamente anti-europeo. Vi \u00e8 la possibilit\u00e0, anche se remota, che questa formazione superi la soglia di sbarramento del 5%.<\/p>\n<p><b>Coalizione dal colore incerto <\/b><br \/>\nLa vera incertezza riguarda quindi la composizione della coalizione di governo. Ma tutto lascia ritenere che sar\u00e0 ancora la Merkel a guidare il governo e ad imporre la sua agenda.<\/p>\n<p>Le combinazioni pi\u00f9 probabili sono quindi nell\u2019ordine: una riedizione della grande coalizione tra Cdu e Spd (che aveva governato nella legislatura che ha preceduto quella appena conclusa, con esiti elettorali disastrosi per i socialdemocratici); una prosecuzione della coalizione tra Cdu e i liberali della Fdp (praticabile solo nell\u2019ipotesi che questi ultimi recuperino consensi, superando la soglia del 5%); una nuova e inedita coalizione tra Cdu e \u201cverdi\u201d (difficile, ma non impossibile da immaginare).<\/p>\n<p><b>Frenate sull\u2019Europa<\/b><br \/>\nPer troppi mesi l\u2019agenda europea \u00e8 stata di fatto \u201csospesa\u201d in attesa delle elezioni in Germania. Sono per\u00f2 da escludere grandi sorprese nell\u2019atteggiamento tedesco nei confronti dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>Il primo banco di prova sar\u00e0 la riforma della \u201cgovernance\u201d economica dell\u2019Unione e dell\u2019eurozona. La Germania su questo fronte \u00e8 riuscita a far passare tutte le riforme che ha ritenuto necessarie per garantire un controllo pi\u00f9 efficace sulle politiche di bilancio degli stati membri, con l\u2019obiettivo, condivisibile, di ridurre deficit e debiti pubblici e di costringere anche gli stati dell\u2019Europa meridionale alla disciplina di bilancio. Non senza imporre una linea di austerit\u00e0 che si \u00e8 rivelata disastrosa per alcuni.<\/p>\n<p>Quando si \u00e8 trattato di avviare una riforma in profondit\u00e0 delle regole necessarie per la gestione della moneta comune, Berlino ha per\u00f2 tirato il freno. Dopo un avvio pieno di promesse, qualche effettivo progresso \u00e8 stato realizzato solo sul tema dell\u2019unione bancaria.<\/p>\n<p>La Germania ora frena su aspetti qualificanti del meccanismo unico di risoluzione (<i>single resolution mechanism<\/i>), una componente essenziale del progetto. Berlino si \u00e8 anche mostrata restia ad assumere impegni sulla creazione di meccanismi pi\u00f9 efficaci, perch\u00e9 pi\u00f9 vincolanti, di coordinamento delle politiche economiche nazionali.<\/p>\n<p>La Germania \u00e8 ancora pi\u00f9 negativa sull\u2019ipotesi di un autonomo bilancio dell\u2019eurozona, <i>fiscal capacity<\/i>, in grado di completare l\u2019unione monetaria con effettivi meccanismi di solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019argomento, non privo di fondamento, utilizzato da Berlino per resistere a queste pur essenziali riforme \u00e8 stato quello della necessit\u00e0 di una previa revisione dei trattati, in nome di una cultura della legalit\u00e0 che caratterizza in maniera bipartisan la cultura politica tedesca.<\/p>\n<p>Altrettanto improbabile \u00e8 una modifica radicale della grande prudenza che ha ispirato finora la linea della Germania sul tema degli stimoli alla crescita e all\u2019occupazione. Difficile immaginare una svolta radicale da parte di un paese che, con un discorso pubblico ampiamente condiviso e quasi mai contestato, ha con insistenza ossessiva ribadito che l\u2019economia non si rilancia con iniezioni di spesa pubblica, ma con riforme puntuali e incisive in grado di stimolare la competitivit\u00e0.<\/p>\n<p>Complesso infine immaginare un atteggiamento tedesco pi\u00f9 condiscendente, almeno in pubblico, nei confronti della Banca centrale europea e della sua politica monetaria. Anche in questo caso si tratterebbe di rimettere in discussione una cultura della disciplina di bilancio e della stabilit\u00e0 che affonda le sue radici nel Dna del paese.<\/p>\n<p><b>Possibili interlocutori <\/b><br \/>\nSe il nostro governo potr\u00e0 contare su un minimo di stabilit\u00e0, potremo per\u00f2 presentarci come interlocutori credibili del nostro maggiore partner in Europa.<\/p>\n<p>Per farlo dobbiamo mantenere gli impegni in materia di sostenibilit\u00e0 dei nostri conti pubblici; attuare quelle riforme minime, ma complicate da realizzare, che sono irrinunciabili per recuperare competitivit\u00e0 in Europa e nel mondo; e accettare di verificare con i tedeschi un\u2019agenda praticabile per rilanciare il progetto europeo attraverso una riforma del governo europeo dell\u2019economia.<\/p>\n<p>Questo deve comprendere anche revisioni mirate dei trattati per rendere possibili le necessarie riforme del governo dell\u2019economia.<\/p>\n<p>Potrebbe sembrare un programma poco ambizioso, ma avrebbe il merito di proporci come interlocutori preziosi per il nuovo governo tedesco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bruxelles e le maggiori capitali europee attendono le elezioni federali tedesche del 22 settembre con la speranza che l\u2019esito della consultazione nel paese leader in Europa possa sbloccare una agenda europea sostanzialmente paralizzata e priva di un grande progetto unificante. 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