{"id":24130,"date":"2013-09-17T00:00:00","date_gmt":"2013-09-16T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-passo-lento-della-germania\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:28","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:28","slug":"il-passo-lento-della-germania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/09\/il-passo-lento-della-germania\/","title":{"rendered":"Il passo lento della Germania"},"content":{"rendered":"<p>Tutti gli occhi dell\u2019Europa sono puntati sulla Germania. Molti sperano che il nuovo governo tedesco che si former\u00e0 dopo le elezioni del 22 settembre abbia una visione dell\u2019Europa pi\u00f9 lungimirante dell\u2019approccio \u201c<i>step-by-step<\/i>\u201d della cancelliera Angela Merkel con la sua insistenza ossessiva sull\u2019austerit\u00e0. <\/p>\n<p><b>Scarsa ambizione<\/b><br \/>Gli europei vogliono che la Germania, la pi\u00f9 grande e potente economia dell\u2019Unione europea, accetti responsabilit\u00e0 di leadership politica commisurate al suo peso economico. In particolare, chiedono che Berlino cambi passo su tre specifici fronti: costruzione di una solida unione bancaria, strategia di crescita e un maggiore impegno nella politica estera europea. <\/p>\n<p>Tuttavia, la Germania nella quale molti sperano non \u00e8 all\u2019orizzonte. \u00c8 difficile immaginare che una nuova coalizione di governo fornisca una leadership illuminata in grado di accettare grossi sacrifici a breve termine in vista di una molto pi\u00f9 incerta stabilit\u00e0 politica a lungo termine.<\/p>\n<p>Sono in realt\u00e0 molti i vincoli che limitano la capacit\u00e0 di azione della Germania, ma il mondo esterno tende a ignorarli. C\u2019\u00e8 un grande divario tra le aspettative europee di un ruolo tedesco pi\u00f9 risoluto e costruttivo e quel che la Germania pu\u00f2 fare concretamente. <\/p>\n<p>Molto semplicemente, Berlino non ha l\u2019ambizione politica di assumersi un ruolo di leadership in tempi cos\u00ec turbolenti. Spera piuttosto di influenzare gli eventi con il buon esempio, spingendo gli altri stati ad adottare il modello tedesco di parsimonia interna e di competitivit\u00e0 verso l\u2019esterno.<\/p>\n<p>\u00c8 improbabile che la nuova coalizione di governo, qualunque sia la sua composizione, soddisfi le aspettative europee. Le divergenze tra la Germania ed i suoi partner vanno infatti molto al di l\u00e0 di disaccordi tattici su questioni politiche o economiche o sulla portata o l\u2019ordine di propriet\u00e0 delle riforme. Riflettono letture contrastanti della realt\u00e0 europea e nazionale. <\/p>\n<p><b>Esitazioni sull\u2019unione bancaria<\/b><br \/>La Germania non cambier\u00e0 posizione sulle tre questioni fondamentali summenzionate: unione bancaria, strategia di crescita e politica estera europea.<\/p>\n<p>Molti vedono l\u2019unione bancaria come la chiave per risolvere la crisi e stabilizzare il progetto europeo e temono che la Germania, con le sue titubanze, la faccia affossare. I leader politici europei hanno d\u2019altronde preso atto che Berlino deve affrontare specifici ostacoli costituzionali sull\u2019unione bancaria e il meccanismo europeo di stabilit\u00e0 (<i>European Stability Mechanism, Esm<\/i>).<\/p>\n<p>L\u2019attuale governo tedesco ritiene necessario un ulteriore cambiamento dei trattati dell\u2019Unione prima del conferimento di nuovi poteri a Bruxelles. Solo allora l\u2019unione bancaria potr\u00e0 essere avviata. Berlino teme che, senza questi cambiamenti, l\u2019unione verrebbe impugnata dinanzi alla Corte costituzionale di Karlsruhe. <\/p>\n<p>Per effetto di questi ostacoli giuridici e politici, \u00e8 probabile che la Germania continui a tentennare sull\u2019unione bancaria anche dopo le elezioni. L\u2019unico fattore che potrebbe indurre la Germania a superare queste esitazioni \u00e8 una nuova fibrillazione dei mercati finanziari.<\/p>\n<p>\u00c8 diffusa la convinzione, soprattutto negli Stati del sud d\u2019Europa, che la Germania dovrebbe agire di pi\u00f9 come motore dell\u2019economia europea nel suo complesso. In breve, si chiede un\u2019inversione di rotta della politica economica tedesca sia a livello domestico che all\u2019interno dell\u2019eurozona. <\/p>\n<p><b>Modello pi\u00f9 che guida<\/b><br \/>Tuttavia, tali richieste sono in aperto contrasto con tre convinzioni profondamente radicate in Germania.<\/p>\n<p>I tedeschi sono convinti che la loro economia stia andando molto bene, grazie a un duro lavoro e a difficili scelte politiche. Pertanto, essi continuano a decantare l\u2019austerit\u00e0 come via per il successo economico e il modello che gli altri dovrebbero seguire. <\/p>\n<p>Al contempo, la Germania si sente molto meno ricca di quanto immaginano i suoi vicini del sud. La Germania del benessere coesiste con un paese molto pi\u00f9 povero, segnato da redditi terribilmente bassi, infrastrutture fatiscenti, budget locali e regionali scarsi, invecchiamento della popolazione e forza lavoro in calo. Il dibattito interno tedesco si concentra sempre pi\u00f9 sulle disparit\u00e0 di reddito, la crescente povert\u00e0 nazionale e le tensioni sociali che queste tendenze stanno producendo.<\/p>\n<p>I politici europei chiedono alla Germania anche un chiaro impegno a favore di una politica estera comune. L\u2019Europa, si ritiene, non pu\u00f2 avere una direzione strategica senza la Germania, ma il fatto \u00e8 che la Germania stessa ne \u00e8 priva. Per mezzo secolo, dopo la seconda guerra mondiale, si \u00e8 insegnato alla Germania ad evitare un pensiero strategico autonomo su scala globale e a preferire il commercio alla diplomazia e la Germania ha fatto propria questa concezione. Ma ora \u00e8 improbabile che cambi atteggiamento.<\/p>\n<p>La Germania pu\u00f2 essere fondamentale per la politica europea, ma si propone come modello da emulare, piuttosto che come potenza con un ruolo di guida da assolvere. Anche se la Germania continuer\u00e0 ad accettare che si prendano misure urgenti per garantire la sopravvivenza dell\u2019euro, \u00e8 poco probabile, qualunque sia l\u2019esito delle elezioni, che i politici tedeschi cambino direzione. <\/p>\n<p>Il momento decisivo per l\u2019Unione si avr\u00e0 piuttosto dopo le elezioni europee del 2014. Si aprir\u00e0 allora una fase molto delicata nella quale la Germania non sar\u00e0 n\u00e9 l\u2019unico attore n\u00e9 quello dominante.<\/p>\n<p>.<br \/>Traduzione di Giulia Cavallo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutti gli occhi dell\u2019Europa sono puntati sulla Germania. Molti sperano che il nuovo governo tedesco che si former\u00e0 dopo le elezioni del 22 settembre abbia una visione dell\u2019Europa pi\u00f9 lungimirante dell\u2019approccio \u201cstep-by-step\u201d della cancelliera Angela Merkel con la sua insistenza ossessiva sull\u2019austerit\u00e0. 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