{"id":24140,"date":"2013-09-18T00:00:00","date_gmt":"2013-09-17T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/piu-europa-che-america-nel-mirino-degli-italiani\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:27","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:27","slug":"piu-europa-che-america-nel-mirino-degli-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/09\/piu-europa-che-america-nel-mirino-degli-italiani\/","title":{"rendered":"Pi\u00f9 Europa che America nel mirino degli italiani"},"content":{"rendered":"<p>Il 16 ottobre, il presidente del Consiglio italiano Enrico Letta sar\u00e0 ricevuto a Washington, nello Studio Ovale della Casa Bianca, dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Un tempo &#8211; non lontano, invero &#8211; visite del genere servivano a ricevere una sorta d\u2019investitura dal \u201cgrande amico e alleato\u201d americano.<\/p>\n<p>Oggi non solo ci si chiede se la visita sia d\u2019investitura o di commiato, ma credibilit\u00e0 e appoggio li si va a chiedere prima a Bruxelles che a Washington: lo fece Mario Monti, l\u2019ha fatto Letta.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/Graf_grama.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p><b>Chiusi su noi stessi<\/b><br \/>Per l\u2019Italia, e per gli italiani, i rapporti transatlantici restano per\u00f2 importanti &#8211; magari un po\u2019 scontati, e quindi un po\u2019 noiosi nella loro ovviet\u00e0 &#8211; come dimostra e conferma <i>Transatlantic Trends 2013<\/i>. Tra noi e gli Stati Uniti fila tutto liscio o quasi. Obama continua a piacerci \u2013 anche se non tanto come prima- nonostante la sorpresa, quasi lo shock, di certe sue scelte in politica estera.<\/p>\n<p>Quest\u2019anno, il rapporto ci rivela un\u2019Italia particolarmente insoddisfatta e diffidente non degli Stati Uniti, ma dell\u2019Unione europea. Un paese dove due cittadini su tre vedono nella crescita della Cina  una minaccia, non un\u2019opportunit\u00e0. Seppur minore, vi \u00e8 anche una certa diffidenza verso gli altri paesi emergenti.<\/p>\n<p>\u00c8 un\u2019Italia che, come il resto d\u2019Europa, tende a chiudersi su se stessa e a negare solidariet\u00e0, magari sentendosela negata. Un\u2019Italia che in generale segue la tendenza espressa dagli altri europei e spesso la estremizza. Un\u2019Italia, infine, che accumula le contraddizioni.<\/p>\n<p><b>Contraddizioni<\/b><br \/>Siamo i pi\u00f9 insoddisfatti della politica economica del nostro governo contro la crisi, ma siamo pure molto critici delle scelte dell\u2019Ue e insofferenti di quelle di Angela Merkel. Abbiamo per\u00f2 pi\u00f9 rispetto per il cancelliere tedesco che per i leader dell\u2019Unione e per i politici nostrani, la cui stima \u00e8 in calo &#8211; e questo gi\u00e0 lo sapevamo.<\/p>\n<p>Siamo i pi\u00f9 convinti che l\u2019attuale sistema economico va a beneficio di pochi e non contribuisce affatto a un\u2019equa distribuzione delle risorse disponibili: lo pensa il 93% degli italiani intervistati. Pensiamo che sia necessario ridurre la spesa pubblica e siamo fra i pi\u00f9 disponibili a tagliare le spese per la difesa, ma siamo ostili a tagliare quelle per il welfare e siamo i meglio disposti ad aumentare gli interventi per i trasporti e le infrastrutture e per la scienza, l\u2019innovazione e l\u2019istruzione.<\/p>\n<p>Dell\u2019euro, abbiamo un\u2019opinione migliore di spagnoli, portoghesi e persino francesi, per non parlare di polacchi, svedesi e britannici, che, infatti, ne sono fuori. Per\u00f2, tedeschi e olandesi ci credono, ovviamente, molto pi\u00f9 di noi.  In tre anni, la percentuale degli italiani che pensa che l\u2019euro sia stato negativo per l\u2019economia \u00e8 salita dal 46 al 58%, un pessimo viatico per le elezioni europee dell\u2019anno prossimo.<\/p>\n<p>E suona tetro pure quel 49% che boccia l\u2019Ue nel suo insieme. Attenzione, per\u00f2: le critiche alla moneta unica e all\u2019Unione europea si sprecano, ma di uscirne nessuno o quasi ci pensa davvero, non solo in Italia.<\/p>\n<p><b>Immigrazione<\/b><br \/>La riluttanza alla solidariet\u00e0 si misura bene sull\u2019immigrazione: dopo i portoghesi, pure molto segnati dalla crisi, siamo i pi\u00f9 preoccupati dagli immigrati irregolari (86%), una tendenza che \u00e8 per\u00f2 forte in tutto il Mediterraneo.  Siamo i pi\u00f9 inclini a considerare l\u2019immigrazione un problema e non un\u2019opportunit\u00e0, 82%, alla pari con i polacchi e, anche in questo caso, secondi solo ai portoghesi.<\/p>\n<p>Si direbbe quasi che i popoli con una storia d\u2019emigrazione, pi\u00f9 o meno recente, siano oggi i pi\u00f9 freddi e i meno generosi nei confronti di quanti oggi vivono questa situazione.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 16 ottobre, il presidente del Consiglio italiano Enrico Letta sar\u00e0 ricevuto a Washington, nello Studio Ovale della Casa Bianca, dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Un tempo &#8211; non lontano, invero &#8211; visite del genere servivano a ricevere una sorta d\u2019investitura dal \u201cgrande amico e alleato\u201d americano. 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