{"id":24170,"date":"2013-09-23T00:00:00","date_gmt":"2013-09-22T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/londra-biglietto-di-sola-andata\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:26","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:26","slug":"londra-biglietto-di-sola-andata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/09\/londra-biglietto-di-sola-andata\/","title":{"rendered":"Londra, biglietto di sola andata"},"content":{"rendered":"<p>Un&#8217;Europa flessibile, <i>\u00e0 la carte<\/i>, dove Londra pu\u00f2 scegliere quello che gli \u00e8 pi\u00f9 conveniente Questa l\u2019immagine tracciata dal premier britannico durante il discorso pronunciato a inizio anno quando ha lanciato il referendum sulla partecipazione della Gran Bretagna all&#8217;Unione europea da tenersi nel 2017.<\/p>\n<p>Un disegno chiaro e al limite onesto che mostra il tipo di Europa che gli inglesi vorrebbero, libera da eccessivi vincoli istituzionali e incentrata su quel mercato unico, di cui Cameron rivendica la paternit\u00e0 britannica.<\/p>\n<p> <b>Europa elefantiaca<\/b><br \/> Secondo Cameron, l&#8217;Unione europea si \u00e8 trasformata in un organismo elefantiaco e complesso che ha perso il suo diretto rapporto con i cittadini. Se altri paesi vogliono andare avanti con l&#8217;integrazione lo facciano pure, a condizione che Londra mantenga il suo <i>droit de renard <\/i>e, ove necessario, il diritto di veto su questioni prioritarie che la riguardano.<\/p>\n<p> Secondo Cameron, la Gran Bretagna deve negoziare un nuovo accordo con l&#8217;Unione europea che sia nell&#8217;interesse &#8220;non solo del Regno Unito, ma anche dell&#8217;Europa&#8221;. Spingere i paesi europei a far parte di un&#8217;unione politica centralizzata sarebbe un grande errore.<\/p>\n<p> La Gran Bretagna non vi parteciperebbe mai. Sono troppo diverse le tradizioni, la storia e soprattutto le economie dei paesi membri per essere riconducibili in un unico contesto che non sia dotato della necessaria flessibilit\u00e0.<\/p>\n<p> <b>Conseguenze dell\u2019eurozona<\/b><br \/> Cameron ha preso atto della trasformazione storica determinata dall&#8217;adozione della moneta unica e delle politiche che l&#8217;eurozona ha dovuto adottare per difenderla. L&#8217;euro \u00e8 un progetto politico oltre che economico e non pu\u00f2 fallire, ma ci\u00f2 comporta una diversa organizzazione costituzionale dell&#8217;Unione.<\/p>\n<p> Una eurozona sempre pi\u00f9 integrata dovr\u00e0 relazionarsi con i paesi che non ne fanno parte. Se i ministri dell&#8217;eurogruppo agiranno in modo coordinato all&#8217;interno del consiglio dei ministri Ecofin si former\u00e0 una maggioranza permanente in grado di imporre agli altri paesi le proprie scelte.<\/p>\n<p> \u00c8 una posizione inaccettabile per l&#8217;Inghilterra, che ritiene finita l&#8217;epoca del progetto unico per l&#8217;Europa che si era voluto tenere in piedi ricorrendo a aggiustamenti di ingegneria istituzionale, come le cooperazioni rafforzate, gli <i>opt out<\/i>, le avanguardie etc.<\/p>\n<p> <b>Finalit\u00e0 diverse<\/b><br \/> Occorre adesso un nuovo accordo politico tra gli stati dell&#8217;eurozona e quelli che non ne fanno parte. Non si pu\u00f2 negare la chiarezza degli obiettivi perseguiti da Cameron, ma certamente questi non coincidono con le finalit\u00e0 di un&#8217;Unione sempre pi\u00f9 stretta che dovrebbe comportare un&#8217;evoluzione in senso federale.<\/p>\n<p> Su questo aspetto gli obietivi britannici sono totalmente divergenti da quelli dei padri fondatori. Durante i 40 anni di appartenenza all&#8217;Unione europea, la Gran Bretagna ha sempre negoziato e ottenuto deroghe nei settori pi\u00f9 sensibili che comportavano cessione di sovranit\u00e0.<\/p>\n<p> \u00c8 stato cos\u00ec per il trattato di Shengen, per la moneta unica, per la Carta dei diritti fondamentali. I numerosi <i>opt out <\/i>di cui beneficia Londra producono gravi distorsioni nel funzionamento dell&#8217;Unione, assicurando alla Gran Bretagna un vantaggio competitivo, grazie al <i>dumping<\/i> sociale e economico di cui pu\u00f2 avvalersi.<\/p>\n<p> Si dir\u00e0 che l&#8217;apporto della Gran Bretagna \u00e8 determinante per una politica estera e di difesa comune, ma questa \u00e8 evanescente e Londra preferisce privilegiare la speciale relazione che intrattiene con gli Stati Uniti. Il recente voto del parlamento inglese sull&#8217;intervento in Siria sembra per\u00f2 aver creato qualche incomprensione oltreoceano.<\/p>\n<p> <b>Piede in due scarpe<\/b><br \/> Visto che per gli inglesi l&#8217;Unione non \u00e8 una finalit\u00e0 a s\u00e8 stante, ma uno strumento di cui si avvale lo Stato nazionale, sarebbe pi\u00f9 saggio negoziare con Londra i termini della sua partecipazione all&#8217;Unione europea, come accade ad esempio con la Svizzera, la Norvegia e altri paesi dell&#8217;Associazione europea di libero scambio.<\/p>\n<p> Questo comporterebbe la rinuncia britannica a partecipare alle decisioni delle istituzioni. Un prezzo molto alto da pagare. Cameron ne \u00e8 consapevole. E qui nasce l&#8217;ambiguit\u00e0 del suo discorso, perch\u00e8 il premier reclama regole che consentano a Londra di prendere parte alle decisioni sul mercato unico &#8211; soprattutto nei settori chiave come i servizi finanziari &#8211; lasciondosi le mani libere per il resto.<\/p>\n<p> Ma sarebbe ancora pi\u00f9 alto il prezzo che l&#8217;Europa pagherebbe se continuasse a voler mantenere a tutti i costi Londra nell&#8217;Unione, negoziando condizioni sempre pi\u00f9 al ribasso, suscettibili di vanificare i processi di necessaria cessione di sovranit\u00e0.<\/p>\n<p> L&#8217;Europa non pu\u00f2 essere ridotta ad una grande area di libero scambio. Il mercato unico tanto caro agli inglesi non potr\u00e0 funzionare senza una poltica economica e fiscale comune.<\/p>\n<p> La posizione assunta da Cameron e il dibattito interno che ne seguir\u00e0 in vista delle elezioni del 2015 e del referendum del 2017 impongono agli altri paesi europei di fare la loro scelta, senza privilegiare situazioni di comodo nascoste dietro l&#8217;atteggiamento britannico.<\/p>\n<p> <b>Inaccettabile compromesso al ribasso<\/b><br \/> Se l&#8217;Unione europea vorr\u00e0 procedere nell&#8217;integrazione verso un&#8217;organizzazione di tipo federale, non potr\u00e0 accettare compromessi al ribasso o regole istituzionali ambigue e pasticciate.<\/p>\n<p> Il rapporto con la Gran Bretagna e con i paesi che ne vorranno seguire l&#8217;esempio dovr\u00e0 essere molto chiaro. Aperto alla collaborazione e allo stretto coordinamento nei settori possibili, ma nel rispetto del principio <i>all but institutions<\/i>.<\/p>\n<p> Questo \u00e8 principio di cui aveva parlato Jacques Delors, poi ripreso da Romani Prodi, immaginando uno stretto partenariato economico e politico con le nuove democrazie emerse dopo la caduta del muro di Berlino, senza prevederne l&#8217;immediato ingresso nell&#8217;Unione.<\/p>\n<p> Sar\u00e0 interessante vedere come si comporteranno gli elettori britannici alla prova del referendum. Gi\u00e0 nel \u201855, il rappresentante inglese abbandon\u00f2 la conferenza di Messina e Londra dovette attendere l&#8217;uscita di scena del presidente francese Jacques De Gaulle per diventare membro della comunit\u00e0 economica europea.<\/p>\n<p> Cameron \u00e8 stato molto chiaro nel precisare che l&#8217;uscita dall&#8217;Unione \u00e8 un biglietto di sola andata.<\/p>\n<p> Fortunatamente nel Regno Unito non tutti la pensano allo stesso modo. Il sociologo Anthony Giddens sta mettendo a punto un manifesto per rilanciare il processo di integrazione europea attraverso una modifica dei trattati. L\u2019obiettivo \u00e8 la creazione degli Stati Uniti di Europa.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un&#8217;Europa flessibile, \u00e0 la carte, dove Londra pu\u00f2 scegliere quello che gli \u00e8 pi\u00f9 conveniente Questa l\u2019immagine tracciata dal premier britannico durante il discorso pronunciato a inizio anno quando ha lanciato il referendum sulla partecipazione della Gran Bretagna all&#8217;Unione europea da tenersi nel 2017. 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