{"id":24220,"date":"2013-09-30T00:00:00","date_gmt":"2013-09-29T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/iran-lora-del-grande-compromesso\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:24","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:24","slug":"iran-lora-del-grande-compromesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/09\/iran-lora-del-grande-compromesso\/","title":{"rendered":"Iran, l\u2019ora del grande compromesso"},"content":{"rendered":"<p>Ancora pochi giorni fa era inimmaginabile una grande intesa per la stabilizzazione complessiva del Medio Oriente in grado di sciogliere l&#8217;intreccio dei conflitti della regione.<\/p>\n<p>Oggi, pur fra incognite, insidie e sfiducie reciproche, la ripresa del negoziato israelo-palestinese, l&#8217;intesa sulle armi chimiche siriane e le manifestazioni di buona volont\u00e0 scambiate alle Nazioni Unite tra Iran e Stati Uniti potrebbero indicare che qualcosa si muove nella direzione giusta.<\/p>\n<p><b>Isolamento addio<\/b><br \/>Quali potrebbero essere le componenti di questo &#8220;grand bargain&#8221;?<\/p>\n<p>Nodi centrali sono il ruolo di Teheran nella regione e quindi la questione nucleare e gli equilibri tra Iran, Turchia e monarchie del Golfo; la sicurezza di Israele; la stabilizzazione sostenibile dei paesi traversati dalle convulsioni del 2011-2012; la fine dei conflitti di diversa intensit\u00e0 in Siria, Iraq e Libano alimentati dalle rivalit\u00e0 tra attori esterni, dai jihadisti e dagli strumentalizzati conflitti religiosi.<\/p>\n<p>Il presidente iraniano Hassan Rouhani persegue l&#8217;uscita dall&#8217;isolamento e dalle sue gravi conseguenze economiche. Ma l&#8217;obiettivo strategico dell&#8217;Iran resta immutato: assicurare la sua influenza fino al Mediterraneo e poter quindi contare su positivi rapporti con Iraq, Siria e Libano. <\/p>\n<p>\u00c8 una vocazione connaturata alla storia plurimillenaria della Persia che ha determinato nei secoli conflitti con i vicini occidentali. Una composizione tra gli interessi degli attori interni ed esterni alla regione pu\u00f2 essere ora trovata? E come si profilano le posizioni di questi attori?<\/p>\n<p>La Turchia potrebbe essere la pi\u00f9 interessata a un compromesso, con le dovute garanzie e malgrado le radicate diffidenze verso il regime clericale sciita iraniano. Dovrebbero spingerla in questa direzione il capitale politico ed economico investito in questi anni nella regione, le esigenze di mantenimento della crescita economica e le aspettative di conseguenti effetti positivi anche sulla stabilit\u00e0 interna, scossa dalle proteste degli ultimi mesi, e sulla questione curda nei suoi risvolti interni e regionali.<\/p>\n<p><b>Conservatori<\/b><br \/>Pi\u00f9 critica \u00e8 la lettura degli interessi dell&#8217;Arabia Saudita e delle altre monarchie del Golfo nelle cui strategie sembrano prevalere essenzialmente due aspetti. Da un lato il loro ruolo di esportatori di idrocarburi e grandi attori della finanza internazionale e dall\u2019altro la conservazione degli assetti di potere interni.<\/p>\n<p>Una prospettiva di pacificazione e quindi di totale agibilit\u00e0 di tutte le risorse energetiche della regione significherebbe accettare che l&#8217;Iraq diventi, come gli consentirebbero le sue riserve, grande esportatore di idrocarburi e quindi accumulatore e gestore di risorse finanziarie di peso comparabile a quello dell&#8217;Arabia Saudita. <\/p>\n<p>Significherebbe anche accettare un ruolo analogo dell&#8217;Iran, amplificato dalle sue dimensioni, dallo spessore della sua statualit\u00e0 e dalla sua capacit\u00e0 di utilizzare lo strumento religioso. \u00c8 una prospettiva che Riad ed in misura diversa altre capitali del Golfo hanno costantemente contrastato anche per le possibili conseguenze sui loro assetti interni.<\/p>\n<p>Per Israele si tratter\u00e0 di vedere quale visione dei suoi interessi di lungo periodo prevarr\u00e0: se considerare la propria sicurezza meglio garantita da tensioni e contrapposizioni che consentano di dividere i nemici e valorizzare al meglio una evidente supremazia militare, oppure puntare a riconciliazione, legittimazione reciproca e cooperazione a livello regionale con le necessarie garanzie di adeguate capacit\u00e0 di difesa, ma senza l&#8217;arma nucleare. L&#8217;apporto israeliano al disegno complessivo \u00e8 quindi indispensabile, ma tutt&#8217;altro che scontato.<\/p>\n<p><b>Attori esterni<\/b><br \/>Fondamentale sar\u00e0 poi il concorso delle potenze fuori dalla regione.<\/p>\n<p>Stati Uniti, Europa, Giappone, Cina e India hanno prevalenti interessi alla stabilizzazione e alla soluzione dei conflitti nell&#8217;area. La Russia, che dal complesso esercizio ricaverebbe un riaffermato ruolo di grande potenza con capacit\u00e0 e influenze determinanti nella regione, sar\u00e0 tanto pi\u00f9 interessata a portare positivamente a termine il processo assieme al resto della comunit\u00e0 internazionale quanto pi\u00f9 la sua economia ora prevalentemente basata sulla esportazione di idrocarburi evolver\u00e0 verso una realt\u00e0 industriale moderna con interessi sempre maggiori in un sistema economico mondiale integrato.<\/p>\n<p>Nucleo centrale di questo processo \u00e8 l&#8217;accordo sulle capacit\u00e0 nucleari iraniane, basato sul riconoscimento del diritto al loro sviluppo per usi pacifici contenuto nel trattato di non proliferazione e sulla garanzia che non vi sia una sua possibile conversione militare, con una accettazione da parte dell&#8217;Iran di verifiche, ingerenze e misure tecniche tali da fugare ogni dubbio.<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 ci\u00f2 si realizzi potr\u00e0 per\u00f2 essere necessario che ai condizionamenti posti all&#8217;Iran si accompagni un rilancio dell&#8217;attuazione integrale del trattato di non proliferazione, inclusa la disposizione dell&#8217;art. 6 sull&#8217;impegno per il disarmo nucleare. Questa disposizione fu tra le condizioni poste dall&#8217;Italia, e da altri, al trattato del quale il nostro paese \u00e8 sempre stata tra i maggiori sostenitori.<\/p>\n<p>Saranno disponibili le potenze nucleari ad un effettivo, scadenzato e verificato processo di disarmo nucleare su cui il presidente Obama ha a pi\u00f9 riprese espresso buone intenzioni?<\/p>\n<p>Come si vede la strada verso l&#8217;auspicato &#8220;grand bargain&#8221; \u00e8 tutt&#8217;altro che facile. Ma questo non significa che non si debba cercare di percorrerla con determinazione.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora pochi giorni fa era inimmaginabile una grande intesa per la stabilizzazione complessiva del Medio Oriente in grado di sciogliere l&#8217;intreccio dei conflitti della regione. 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