{"id":24250,"date":"2013-10-03T00:00:00","date_gmt":"2013-10-02T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-politica-degli-scacchi-di-ankara\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:23","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:23","slug":"la-politica-degli-scacchi-di-ankara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/10\/la-politica-degli-scacchi-di-ankara\/","title":{"rendered":"La politica degli scacchi di Ankara"},"content":{"rendered":"<p>Sebbene il primo ministro turco Recep Tayyip Erdo&#287;an abbia ben mosso l&#8217;alfiere delle riforme sullo scacchiere bicromo della politica turca, la partita \u00e8 lunga, imprevedibile e tutta ancora da giocare.<\/p>\n<p><b>Matrioska turca<\/b><br \/>Dalle ceneri delle proteste di piazza Taksim, con il pacchetto di \u201criforme di democratizzazione\u201d presentato il 30 settembre, il governo gioca a sorpresa la pedina meno visibile, quella al fondo dello scacchiere. Con una sola mossa cerca di ricalibrare gli equilibri dell&#8217;intero gioco.<\/p>\n<p>Con il suo savoir-faire mediatico, il premier aveva annunciato da giorni la presentazione di un pacchetto che avrebbe dovuto &#8211; in un sol colpo &#8211; superare l&#8217;impasse turco-curda, riformare il sistema elettorale e rinvigorire le aspirazioni democratiche del paese.<\/p>\n<p>Di fronte a tali aspettative l&#8217;annuncio riformista non poteva che essere deludente. Nel commentare il pacchetto l&#8217;opposizione ha usato il noto proverbio turco: \u201cdalla grande montagna \u00e8 uscito un topolino\u201d.<\/p>\n<p>Un&#8217;analisi pi\u00f9 attenta, tuttavia, rivela come il \u201cpacchetto democratico\u201d sia pi\u00f9 coraggioso del previsto, aprendo &#8211; come una matrioska politica &#8211; tante finestre su temi pi\u00f9 caldi del dibattito politico turco.<\/p>\n<p><b>Riforma elettorale e istruzione<\/b><br \/>Il vero successo riguarda la riforma elettorale. A qualche mese dal test politico delle municipali, previste per la primavera 2014, il governo avvia una profonda revisione del sistema elettorale turco che beneficia, in primis, i partiti minori.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 finalmente modificato lo sbarramento del 10% che ha storicamente escluso dalle aule parlamentari le frange estreme del panorama politico turco: i deputati curdi del partito della Pace e della Democrazia, Bdp, da un lato e gli ultra-nazionalisti del Mhp dall&#8217;altro.<\/p>\n<p>Si riduce ufficialmente, inoltre, dal 5 al 3%, la soglia di voti necessari ai partiti per ottenere finanziamenti pubblici per la campagna elettorale. Infine, concessione diretta alla minoranze, dalle prossime elezioni sar\u00e0 possibile fare propaganda \u201cin lingue e dialetti\u201d diversi dal turco.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 deludenti i progressi nel campo dell&#8217;istruzione.<\/p>\n<p>Ben accolta l&#8217;abolizione del divieto kemalista dell&#8217;utilizzo delle \u201clettere curde\u201d:\u201cW\u201d, \u201cQ\u201d e \u201cX\u201d. Tuttavia, a far discutere, \u00e8 l\u2019insegnamento in lingua curda. La possibilit\u00e0 viene accordata, ma solo agli istituti privati. Se si considera che le province meridionali dove la minoranza curda risiede sono tra le pi\u00f9 povere del paese, \u00e8 facile capire perch\u00e9 questa viene percepita come una misura insoddisfacente.<\/p>\n<p>Le novit\u00e0 introdotte rivelano un&#8217;apertura importante di Ankara verso le sue \u201cminoranze ignorate.\u201d Anche i greci-ortodossi e gli alevi, i grandi assenti della riforma, sembrano in qualche modo godere di riflesso il clima di apertura in attesa di possibili futuri avanzamenti.<\/p>\n<p>Il pacchetto non baster\u00e0, tuttavia, a ricucire le sorti del processo di pace turco-curdo, bruscamente interrotto il 9 settembre. Per i deputati del Bdp che per mesi hanno sollecitato il governo le concessioni sono modeste e tardive: \u201cle condizioni di Ocalan non sono migliorate, la soglia elettorale non \u00e8 stata ancora abolita, i nostri compagni &#8211; il riferimento \u00e8 alle decine di giornalisti in carcere &#8211; non sono stati liberati &#8211; commenta la parlamentare Dan&#305;&#351; Be&#351;ta&#351; &#8211; non \u00e8 abbastanza\u201d.<\/p>\n<p>I curdi sono decisi a non cedere al braccio di ferro con il governo e il premier dovr\u00e0 mostrare una reale volont\u00e0 di proseguire le riforme se vuole riavviare il processo di pace.<\/p>\n<p><b>Laici perdenti<\/b><br \/>A piccoli passi il governo lancia comunque un forte segnale: Erdo&#287;an ha ripreso in mano il gioco, ed \u00e8 pronto a rilanciare.<\/p>\n<p>L&#8217;unico vero perdente \u00e8 la torre dell&#8217;establishment laico, ferito dall&#8217;ennesimo colpo di coda islamico-conservatore. Dal 30 settembre anche il personale dei pubblici uffici potr\u00e0 infatti indossare il velo. Siamo davanti alla morte simbolica dell&#8217;ideale di neutralit\u00e0 dello stato kemalista.<\/p>\n<p>Anche l&#8217;Unione Europea ha accolto con favore le riforme, ribadendo che ne terr\u00e0 contro nel Progress Report del 2014. Unica nota grave, commenta, \u00e8 l&#8217;assenza di riferimenti al codice penale e alla legge contro il terrorismo grazie ai quali decine di giornalisti sono tutt&#8217;ora tenuti in carcere.<\/p>\n<p>Ma non potrebbe essere proprio l&#8217;Europa a influenzare la pendenza dello scacchiere, influenzando le linee su cui si muovono gli attori politici turchi? Ankara si prepara a un inverno caldo. Per ora \u00e8 prematuro prevedere quali saranno le prossime mosse dei suoi invisibili giocatori.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sebbene il primo ministro turco Recep Tayyip Erdo&#287;an abbia ben mosso l&#8217;alfiere delle riforme sullo scacchiere bicromo della politica turca, la partita \u00e8 lunga, imprevedibile e tutta ancora da giocare. 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