{"id":24280,"date":"2013-10-07T00:00:00","date_gmt":"2013-10-06T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/solidarieta-internazionale-cercasi\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:22","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:22","slug":"solidarieta-internazionale-cercasi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/10\/solidarieta-internazionale-cercasi\/","title":{"rendered":"Solidariet\u00e0 internazionale cercasi"},"content":{"rendered":"<p>Come sempre succede in Italia dopo una grande tragedia come l\u2019ultima sulla costa di Lampedusa, al sincero dolore per le vittime si associano prese di posizione pubbliche contrastanti. In questi tristi frammenti,  nemmeno l&#8217;Europa  rinuncia a rimarcare punti che rivelano l&#8217;esistenza di un &#8220;pregiudizio antitaliano&#8221;. Vista la partecipazione emotiva del paese, \u00e8 tuttavia utile mettere a fuoco alcuni punti chiave.<\/p>\n<p><b>Corridoi umanitari<\/b><br \/>Secondo una vecchia idea, si vorrebbe istituire una zona protetta che dalle coste africane consenta ai richiedenti asilo di giungere via mare a Lampedusa, venendo assistiti nelle acque da un presidio navale.<\/p>\n<p>Lungo un simile corridoio, i migranti potrebbero accedere liberamente alla &#8220;porta d&#8217;Europa&#8221; per poi ricevere protezione in Italia o in un altro paese che accetti di accoglierli. Questa idea non considera per\u00f2 n\u00e9 la questione della valutazione preliminare ed imparziale dello status di rifugiato alla partenza, n\u00e9 il problema del trasporto per il quale verrebbe di pensare a vettori aerei e marittimi sotto l\u2019egida dell\u2019Unione europea (Ue).<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\/IMAGE\/caffio_rotte.jpg><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/caffio_rotte1.jpg\" width=400 border=\"0\"><\/a><\/p>\n<p><i>Le rotte dei migranti mediterranei (Fonte: Frontex)<\/i>.<\/p>\n<p><b>Fini-Bossi<\/b><br \/>Vi \u00e8 poi l\u2019idea di rivedere la legge Fini-Bossi per modificare la parte che criminalizza il favoreggiamento dell&#8217;immigrazione, evitando quindi di impedire i soccorsi ai migranti.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, secondo questa legge le attivit\u00e0 di soccorso ed assistenza umanitaria prestate in Italia a favore di stranieri in condizioni di bisogno non costituiscono reato.<\/p>\n<p>Se proprio si vogliono evitare aberranti incriminazioni di pescatori che assistono in mare migranti in difficolt\u00e0, si potrebbe effettivamente adattare la norma, prevista dal codice della navigazione, relativa ai doveri del soccorso alla vita umana in mare.<\/p>\n<p>Altro problema che esula dalla presente analisi \u00e8 invece quello del reato di clandestinit\u00e0 la cui valutazione va condotta tenendo conto del bene giuridico della sicurezza pubblica che attraverso esso \u00e8 attualmente protetto.<\/p>\n<p>Un altro punto debole della Fini-Bossi sta nell&#8217;ammettere l&#8217;esistenza della zona contigua &#8211; una fascia di 12 miglia oltre il limite delle 12 miglia del mare territoriale in cui \u00e8 possibile prevenire e reprimere l&#8217;immigrazione illegale &#8211; senza tuttavia regolamentarla.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 che nel nostro ordinamento la zona contigua vive una vita effimera nonostante da pi\u00f9 parti ne venga sottolineata la necessit\u00e0 secondo la prassi mediterranea.<\/p>\n<p>Sarebbe forse pi\u00f9 semplice emanare un decreto applicativo della Fini-Bossi che, alla luce dei principi della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, regolamenti i poteri esercitabili da forze di polizia e marina militare nella zona contigua e disciplini anche il fermo delle navi madre in alto mare sulla base della dottrina della &#8220;presenza costruttiva&#8221;.<\/p>\n<p><b>Frontiere esterne <\/b><br \/>Secondo recenti dichiarazioni della commissaria Cecilia Malmstrom, sorvegliare le frontiere esterne della Ue sarebbe tuttora una misura prioritaria per impedire ingressi illegali e combattere il crimine transnazionale.<\/p>\n<p>Dopo anni di studi, la Commissione si appresterebbe a varare il progetto Eurosur incentrato sullo scambio di informazioni sulle rotte seguite da trafficanti. <\/p>\n<p>Lo scopo \u00e8 quello di intercettare questi ultimi mentre escono dai porti di partenza o sono ancora in alto mare per evitare che raggiungano la destinazione.<\/p>\n<p>Per la prima volta, la Ue interfaccia l&#8217;intercettazione in mare dei trafficanti con gli inderogabili obblighi di salvataggio. Funzionale a questo \u00e8 la previsione di accordi con i paesi di provenienza  anche al fine della cooperazione nel soccorso in mare, attivit\u00e0 questa di cui finalmente la Ue avverte l&#8217;inderogabilit\u00e0 dopo che l&#8217;Italia ne ha fatto per vent&#8217;anni una bandiera del suo universalismo.<\/p>\n<p><b>Diritti umani <\/b><br \/>Il tallone d&#8217;Achille di Eurosur e di Frontex sta per\u00f2 nei respingimenti in mare che la Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo ha addebitato all&#8217;Italia in una sentenza del 2012. La commissaria Malmstrom ha dichiarato che il rispetto dei diritti umani, della  protezione internazionale e del &#8220;non respingimento\u201d sono principi fondamentali sui quali l\u2019Italia ha ancora strada da fare.<\/p>\n<p>Ci sarebbe molto da dire su tale reprimenda che non risulta essere mai stata rivolta ad altri paesi impegnati nei respingimenti, come la Spagna.<\/p>\n<p>Ben conscia di queste incoerenze, la Commissione mette in chiaro che Frontex e gli stati membri dovranno adottare <i>safeguards <\/i>per non respingere  richiedenti asilo, vittime di traffici e minori. Tuttavia l&#8217;applicazione del principio sar\u00e0 difficile.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia \u00e8 stata gi\u00e0 condannata proprio per non aver verificato la sussistenza del diritto alla protezione internazionale sulle navi impegnate nel riaccompagnare migranti soccorsi in prossimit\u00e0 delle coste africane verso la Libia.<\/p>\n<p><b>Altre vie<\/b><br \/>Uno sguardo oltre il Mediterraneo d\u00e0 l&#8217;idea di come gli stessi flussi diretti verso l&#8217;Europa prendano altre vie.<\/p>\n<p>Israele concede protezione temporanea a richiedenti asilo eritrei e lo Yemen, sotto l\u2019egida dell&#8217;Unhcr, accoglie migliaia di profughi provenienti dal Corno d\u2019Africa. L&#8217;Australia \u00e8 stata invece di recente redarguita per respingimenti massicci di migranti provenienti via mare dall&#8217;Afghanistan attraverso l\u2019Indonesia.<\/p>\n<p>Occorre quindi superare gli angusti limiti dell&#8217;Europa per proporre alle Nazioni Unite di farsi carico del problema, adottando misure  condivise e realistiche.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia ha titolo per richiedere sia all\u2019Europa che all\u2019Onu maggiore coerenza e coesione internazionale nel trattamento dei migranti via mare. La prossima presidenza italiana della Ue sar\u00e0 un banco di prova.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come sempre succede in Italia dopo una grande tragedia come l\u2019ultima sulla costa di Lampedusa, al sincero dolore per le vittime si associano prese di posizione pubbliche contrastanti. In questi tristi frammenti, nemmeno l&#8217;Europa rinuncia a rimarcare punti che rivelano l&#8217;esistenza di un &#8220;pregiudizio antitaliano&#8221;. 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