{"id":24300,"date":"2013-10-08T00:00:00","date_gmt":"2013-10-07T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/repulisti-e-lotte-di-potere-in-cina\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:22","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:22","slug":"repulisti-e-lotte-di-potere-in-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/10\/repulisti-e-lotte-di-potere-in-cina\/","title":{"rendered":"Repulisti e lotte di potere in Cina"},"content":{"rendered":"<p>In uno dei suoi primi atti politici dopo l\u2019investitura quale Segretario generale del Partito comunista cinese (Pcc) da parte del XVIII Congresso del partito, lo scorso gennaio Xi Jinping, davanti alla platea dei membri della Commissione centrale per l\u2019Ispezione della Disciplina, lanci\u00f2 una vera e propria crociata contro la corruzione all\u2019interno degli apparati del partito e dello stato. <\/p>\n<p>Promise una caccia alle \u201ctigri\u201d e alle \u201cmosche\u201d, intendendo riferirsi da un lato alle attivit\u00e0 illegali dei funzionari di alto rango, dall\u2019altro a tutti quei casi di malaffare e corruzione che, soprattutto a livello locale, hanno un impatto diretto sulla popolazione.<\/p>\n<p>La mossa di Xi Jinping \u00e8 un tentativo di restituire vitalit\u00e0 e credibilit\u00e0 all\u2019azione del partito, scosso nel 2012 dalle ripetute notizie di stampa nazionale e internazionale sulle ingenti fortune ammassate dai pi\u00f9 importanti leader cinesi e dalle loro famiglie. <\/p>\n<p>Le recenti inchieste che hanno coinvolto alcuni esponenti del partito per non meglio precisate \u201cserie violazioni della disciplina interna\u201d &#8211; eufemismo per definire pratiche corruttive &#8211; consentono di leggere con maggiore chiarezza anche il processo che per cinque giorni, a fine agosto, \u00e8 andato in scena contro Bo Xilai, l\u2019ex segretario di partito di Chongqing, da tempo caduto in disgrazia.<\/p>\n<p><b>Feuilleton cinese<\/b><br \/>In un\u2019aula giudiziaria a Jinan, la capitale della provincia dello Shandong, Bo Xilai si \u00e8 visto contestare l\u2019accusa di avere accettato tangenti per un valore complessivo di 3,4 milioni di dollari Usa, di essersi indebitamente appropriato di denaro pubblico per un valore di circa 820.000 dollari, e di avere abusato del potere licenziando il capo della polizia di Chongqing, reo di avere scoperto la responsabilit\u00e0 della moglie di Bo, Gu Kailai, nell\u2019assassinio di un uomo d\u2019affari britannico (per questo reato Gu Kailai \u00e8 gi\u00e0 stata condannata a morte, con probabile conversione della pena in ergastolo).<\/p>\n<p>Era dai tempi dell\u2019indagine giudiziaria contro la banda dei quattro che un processo a un top leader di partito (Bo Xilai era candidato ad assurgere al Comitato permanente del Politburo) non godeva di tanta pubblicit\u00e0: la corte infatti, utilizzando il sito di microblogging weibo, ha diffuso la maggior parte dei verbali del procedimento, permettendo ai cittadini cinesi di ottenere ulteriori elementi a sostegno delle proprie convinzioni riguardo al controverso personaggio.<\/p>\n<p>Molti cinesi continuano ad ammirare Bo Xilai per le politiche populiste attuate a Chongqing, e ritengono che egli non sia pi\u00f9 corrotto degli altri funzionari di partito con simili incarichi: con insolita (per un aula di tribunale cinese) sfrontatezza Bo ha respinto ogni addebito, addossando tutte le responsabilit\u00e0 alla moglie e a Wang, e rivelando un legame sentimentale tra i due. <\/p>\n<p>In una crescente atmosfera da<i> feuilleton <\/i>(che include il racconto delle spese folli del figlio venticinquenne di Bo), non sorprende che nulla sia trapelato invece del feroce dibattito tra le diverse anime del partito che sono alla base dell\u2019esautoramento di Bo e della sua condanna all&#8217;ergastolo.<\/p>\n<p>La linea ufficiale del regime &#8211; secondo cui il processo dimostra che nessuno \u00e8 al di sopra della legge e che la promessa di Xi Jinping trova riscontro nei fatti &#8211; non \u00e8 credibile dal momento che il sistema giudiziario cinese non \u00e8 indipendente dal potere esecutivo e dal partito. L\u2019uso politico della giustizia pare essere confermato dall\u2019identit\u00e0 delle  nuove \u201ctigri\u201d prese di mira dalla campagna anti-corruzione.<\/p>\n<p><b>Imprenditori dissidenti<\/b><br \/>Tra fine agosto e inizio settembre, sono stati esautorati e indagati &#8211; tutti per \u201cserie violazioni della disciplina di partito\u201d &#8211; alcuni esponenti del<i> milieu<\/i> politico-imprenditoriale che ruota attorno alle imprese di stato: Jiang Jemin, ministro a capo della potente <i>State-owned Assets Supervision and Administration Commission<\/i> (Sasac) e fino a marzo presidente della <i>China National Petroleum Corporation<\/i> (Cnpc), Wang Yongchun, vice-direttore generale della Cnpc, e altri tre dirigenti della stessa Cnpc, e della sua controllata<i> Petrochina<\/i>.<\/p>\n<p>Inoltre, secondo fonti del <i>Financial Times<\/i> e del <i>South China Morning Post<\/i>, sarebbe agli arresti domiciliari anche il pensionato di lusso Zhou Yongkang (considerato vicino a Bo Xilai), gi\u00e0 membro del Comitato permanente del Politburo e potentissimo responsabile della sicurezza interna del Partito-Stato nel secondo quinquennio della presidenza di Hu Jintao, in precedenza direttore generale della Cnpc verso la fine degli anni \u201990. <\/p>\n<p>\u00c8 una notizia, se confermata, di assoluto rilievo: era dai tempi del defenestramento di Zhao Ziyang nel 1989 che non veniva arrestato un dirigente nazionale di tale rango.<\/p>\n<p>Questi nuovi sviluppi gettano nuova luce sullo stesso caso Bo Xilai, nel frattempo conclusosi con una condanna all\u2019ergastolo in primo grado, e suggeriscono tre considerazioni.<\/p>\n<p>Innanzitutto, in un Paese in cui la corruzione \u00e8 ampiamente diffusa a tutti i livelli (secondo Transparency International la Cina si classifica all\u2019ottantesimo posto nella classifica dei paesi meno corrotti), osservare che anche potenti leader politici &#8211; guarda caso, tutti appartenenti alla stessa fazione &#8211; vengono giudicati dalle corti per generiche \u201cviolazioni della disciplina di partito\u201d, non significa necessariamente che lo stato di diritto abbia fatto progressi.<\/p>\n<p><b>Dopo le tigri, la giungla<\/b><br \/>In secondo luogo, occorre ricordare che si avvicina il plenum del partito del prossimo novembre, in cui Xi Jinping dovr\u00e0 ottenere l\u2019assenso pi\u00f9 ampio possibile alle riforme di cui il paese ha bisogno nei prossimi anni. <\/p>\n<p>Una di tale riforme dovr\u00e0 riguardare il settore delle imprese di stato, divenuto ormai talmente influente e politicamente ingombrante da condizionare l\u2019attivit\u00e0 di governo: l\u2019esautoramento del numero uno della Sasac, che gestisce l\u2019immenso portafoglio delle partecipazioni statali, \u00e8 un forte monito nei confronti di una delle pi\u00f9 potenti lobby contrarie alla modifica dello <i>status quo<\/i>.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 d\u2019altra parte riformare il complesso intreccio tra partito e affari significa mettere mano a un\u2019intera riconfigurazione del sistema di<i> political economy<\/i> cinese, la mossa pu\u00f2 apparire ad effetto ma rivelarsi priva di efficacia nel lungo periodo. Colpire singole \u201ctigri\u201d non significa necessariamente rendere la giungla &#8211; naturale habitat dei felini &#8211; pi\u00f9 trasparente.<\/p>\n<p>Infine, sul piano generale, la lotta alla corruzione, insieme alla costruzione del mito del \u201csogno cinese\u201d, offre a Xi Jinping anche la possibilit\u00e0 di \u201cimpossessarsi\u201d di alcune politiche che erano gi\u00e0 di Bo Xilai &#8211; si pensi alle campagne anti-crimine da questi condotte, anche con metodi spicci, a Chongqing &#8211; scommettendo su di un esteso e rinnovato sostegno popolare al partito.<\/p>\n<p>Complessivamente quindi, se il diritto diventa uno strumento di lotta con cui colpire determinati avversari politici, alla fine della battaglia sul campo rimangono due sconfitti: gli alfieri dello stato di diritto e &#8211; paradossalmente &#8211; la credibilit\u00e0 della linea ufficiale contro il potere delle fazioni all\u2019interno del partito. <\/p>\n<p>Non \u00e8 a colpi di processi e arresti che si possono affrontare con efficacia sfide epocali: in ultima analisi, la sostenibilit\u00e0 dei regimi \u00e8 possibile solamente se a domande politiche vengono date risposte della stessa natura.<\/p>\n<p><i><font size=\"1\"> Articolo pubblicato su <a href= \"http:\/\/www.iai.it\/pdf\/OrizzonteCina\/OrizzonteCina_13-09.pdf\" target= \"blank\"><b><u> OrizzonteCina<\/u><\/b><\/a>, rivista online sulla Cina contemporanea a cura di Torino World Affairs Institute e Istituto Affari Internazionali<\/i><\/font>.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In uno dei suoi primi atti politici dopo l\u2019investitura quale Segretario generale del Partito comunista cinese (Pcc) da parte del XVIII Congresso del partito, lo scorso gennaio Xi Jinping, davanti alla platea dei membri della Commissione centrale per l\u2019Ispezione della Disciplina, lanci\u00f2 una vera e propria crociata contro la corruzione all\u2019interno degli apparati del partito [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[77],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24300"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24300"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24300\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63727,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24300\/revisions\/63727"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24300"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24300"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24300"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}