{"id":24310,"date":"2013-10-09T00:00:00","date_gmt":"2013-10-08T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/leuropa-non-ha-la-bacchetta-magica\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:21","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:21","slug":"leuropa-non-ha-la-bacchetta-magica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/10\/leuropa-non-ha-la-bacchetta-magica\/","title":{"rendered":"L&#8217;Europa non ha la bacchetta magica"},"content":{"rendered":"<p>I morti di Lampedusa hanno provocato un\u2019ondata di polemiche strumentali e di dichiarazioni non sempre necessarie o opportune. Si \u00e8 in un primo momento stigmatizzata la mancanza di soccorsi tempestivi, ma una ricostruzione pi\u00f9 corretta della sequenza degli eventi ha dimostrato che privati cittadini e forze dell\u2019ordine si erano prodigati nell\u2019assistenza ai naufraghi riuscendo a salvarne un numero importante.<\/p>\n<p>Ad essere attaccato \u00e8 stato anche il presunto \u201cbuonismo\u201d dell\u2019attuale governo, che costituirebbe un fattore di attrazione dei flussi migratori. Ed \u00e8 stata criticata la sciagurata politica dei respingimenti, cui in passato l\u2019Italia aveva fatto ricorso. In questa tragedia buonismo e respingimenti non c\u2019entrano.<\/p>\n<p>\u00c8 stata chiamata in causa la legge Fini-Bossi. Ciononostante, malgrado i suoi limiti e le sue incongruenze che la fanno apparire al tempo stesso eccessivamente punitiva ed inefficace ai fini del controllo dei flussi migratori, appare francamente difficile stabilire un collegamento diretto fra questa legge e il naufragio al largo di Lampedusa.<\/p>\n<p><b>Europa pi\u00f9 solidale<\/b><br \/>\nMa soprattutto si \u00e8 chiamata in causa l\u2019Europa che non ha una politica comune per la gestione dei flussi migratori, che non \u00e8 capace di mostrare il volto umano della solidariet\u00e0 e che ci lascia soli di fronte all\u2019emergenza umanitaria di flussi crescenti di migranti. Critiche sicuramente fondate, in parte comprensibili e gi\u00e0 registrate in analoghe precedenti occasioni.<\/p>\n<p>Il governo italiano si \u00e8 impegnato a chiedere nelle sedi appropriate una risposta europea pi\u00f9 adeguata e a inserire la questione di una pi\u00f9 efficace gestione in comune delle politiche migratorie fra le priorit\u00e0 del nostro semestre di presidenza dell\u2019Unione europea (Ue). Ma che cosa pu\u00f2 realisticamente chiedere &#8211; e ottenere- il governo in sede europea?<\/p>\n<p>In primis pi\u00f9 solidariet\u00e0 nell\u2019accoglienza di migranti o richiedenti asilo. Centrale \u00e8 la richiesta di una ridistribuzione, fra i paesi membri della Ue, dei migranti che arrivano in Italia via mare, sulla base di un sistema di quote nazionali. Una sorta di <i>burden sharing <\/i>dei flussi migratori, senza distinzione fra richiedenti asilo e immigrati illegali.<\/p>\n<p>Appelli analoghi da noi lanciati nel passato si sono regolarmente scontrati con l\u2019opposizione pi\u00f9 ferma dei nostri partner europei, molti dei quali &#8211; va riconosciuto &#8211; accolgono un numero ben maggiore di migranti di quelli che arrivano via mare in Italia.<\/p>\n<p>Gli unici schemi di \u201cricollocazione\u201d che hanno funzionato finora sono stati adottati su base rigorosamente volontaria, esclusivamente per richiedenti asilo, e a fronte di emergenze politico-umanitarie (Iraq a suo tempo e ora Siria). Inutile chiamare in causa la Commissione se gli stati membri non sono disposti ad accollarsi la loro parte di responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019Italia pu\u00f2 invocare una maggiore condivisione degli oneri, ma dobbiamo essere consapevoli che la grande maggioranza di chi sbarca in Sicilia prosegue il viaggio della speranza verso il nord Europa, realizzando cos\u00ec di fatto il <i>burden sharing<\/i>.<\/p>\n<p><b>Normative da rivedere<\/b><br \/>\nIl nostro governo pu\u00f2 chiedere anche una revisione della normativa comune in materia di asilo. La questione \u00e8 stata sollevata in collegamento con la richiesta di un ritocco della normativa europea &#8211; il regolamento Dublino II &#8211; che dispone che l\u2019esame (e quindi, qualora ricorrano le condizioni, l\u2019accettazione) delle richieste di asilo \u00e8 responsabilit\u00e0 dello stato di prima accoglienza.<\/p>\n<p>Ma la revisione delle tre direttive e del regolamento in cui si articola la normativa europea in materia di asilo \u00e8 stata completata solo pochi mesi fa. Proprio in sede di rinegoziato del regolamento Dublino II ci siamo trovati isolati &#8211; con la sola Grecia &#8211; a difendere la proposta di un alleggerimento del criterio della responsabilit\u00e0 dello stato di prima accoglienza.<\/p>\n<p>I paesi del nord Europa che hanno contrastato duramente qualsiasi ipotesi di deroghe a quel principio hanno potuto esibire, cifre alla mano, numeri molto pi\u00f9 alti dei nostri (in termini assoluti e proporzionali rispetto alle popolazioni) di richiedenti asilo.<\/p>\n<p>Molto difficile quindi che qualcosa possa cambiare sotto il profilo delle responsabilit\u00e0 del paese di prima accoglienza. Una ragione di pi\u00f9 per realizzare condizioni di accoglienza dei richiedenti asilo -e pi\u00f9 in generale dei migranti &#8211; pi\u00f9 compatibili con gli standard europei.<\/p>\n<p><b>Frontex<\/b><br \/>\nPi\u00f9 parti hanno poi sollecitato un intervento pi\u00f9 efficace di Frontex, l\u2019agenzia europea che assiste gli stati membri nel controllo delle frontiere esterne. Questo non dispone di risorse proprie utilizza mezzi &#8211; anche navali &#8211; che devono essere messi a disposizione degli stati membri su base volontaria. Se non c\u2019\u00e8 chiarezza sulle regole di ingaggio, ha poco senso invocare Frontex.<\/p>\n<p>Vogliamo chiedere a questa agenzia di pattugliare le acque del canale di Sicilia per intercettare le imbarcazioni con migranti a bordo per riaccompagnarle nei porti di provenienza o per scortarle nei nostri? Prima di farlo dovremo chiarire che cosa ci attendiamo da Frontex e verificarne la compatibilit\u00e0 con la sua missione.<\/p>\n<p>\u00c8 giusto invocare un maggior ruolo dell\u2019Ue e ricordare ai nostri partner &#8211; pi\u00f9 che all\u2019Europa in astratto &#8211; che la gestione dei flussi migratori deve essere una responsabilit\u00e0 comune, ma bisogna avere chiaro che cosa vogliamo e che cosa possiamo ottenere.<\/p>\n<p>In una prospettiva di medio termine dovremmo soprattutto contribuire in maniera pi\u00f9 efficace alla stabilizzazione delle aree di crisi dove si sviluppano le condizioni che sono all\u2019origine dei grandi flussi migratori emergenziali.<\/p>\n<p>Nell\u2019immediato dovremmo sollecitare all\u2019Ue un\u2019azione pi\u00f9 efficace nei confronti dei paesi di origine e di transito, impegnando e incentivando i rispettivi governi in una seria politica di gestione dei flussi, soprattutto nella lotta alle organizzazioni criminose che lucrano sul traffico di esseri umani.<\/p>\n<p>Dovremmo infine utilizzare di pi\u00f9 e meglio le risorse finanziarie del bilancio dell\u2019Unione per creare condizioni pi\u00f9 accettabili e pi\u00f9 umane di accoglienza. Occorrono richieste mirate e praticabili se vogliamo ottenere risposte che siano in grado di sostanziare il principio di solidariet\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I morti di Lampedusa hanno provocato un\u2019ondata di polemiche strumentali e di dichiarazioni non sempre necessarie o opportune. 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