{"id":24330,"date":"2013-10-15T00:00:00","date_gmt":"2013-10-14T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/litalia-chiama-leuropa-tentenna\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:20","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:20","slug":"litalia-chiama-leuropa-tentenna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/10\/litalia-chiama-leuropa-tentenna\/","title":{"rendered":"L\u2019Italia chiama, l\u2019Europa tentenna"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Italia rappresenta la frontiera di uno \u201cspazio\u201d che il diritto dell\u2019Unione europea definisce \u201cdi libert\u00e0, sicurezza e giustizia\u201d. La strategia attuata dal nostro paese negli ultimi anni, fondata sulla collaborazione con i paesi di origine e di transito dei migranti, ha consentito di ridurre gli arrivi, ma non ha arrestato il flusso che \u00e8 anzi ripreso in modo rilevante e preoccupante.<\/p>\n<p><b>Rimproveri <\/b><br \/>All\u2019Unione europea (Ue) si rimprovera soprattutto di aver lasciato la gestione di un fenomeno cos\u00ec complesso agli stati pi\u00f9 esposti per ragioni geografiche (Italia, Spagna, Grecia, Malta), limitandosi a un semplice coordinamento delle iniziative e azioni. Insomma, una sorta di cooperazione intergovernativa di cui Frontex, l&#8217;Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli stati membri dell\u2019Ue, rappresenta l\u2019espressione, ma di cui il nostro paese chiede la modifica, conferendo, soprattutto, pi\u00f9 ampi poteri operativi. <\/p>\n<p>La disciplina in vigore fa infatti salva la competenza degli stati membri in materia di controllo e sorveglianza delle frontiere esterne (marittime, terrestri e aeree) la cui responsabilit\u00e0 rimane in capo agli stati membri che devono assicurarne lo svolgimento ordinario. <\/p>\n<p>Frontex interviene solo su richiesta di uno stato membro o, se di propria iniziativa, in cooperazione con gli stati membri interessati e di comune accordo con gli stati membri \u201cospitanti\u201d (quelli cio\u00e8 in cui ha luogo o prende avvio un\u2019operazione) al fine di semplificare e rendere pi\u00f9 efficace l\u2019applicazione delle misure della Ue relative alla gestione delle frontiere esterne.<\/p>\n<p>In tali ipotesi, Frontex sollecita gli altri stati a rendere disponibili risorse tecniche e personali. Pu\u00f2 inoltre decidere di mettere le proprie limitate attrezzature tecniche eventualmente possedute a disposizione degli stati membri che prendono parte alle operazioni. I funzionari distaccati operano sotto il comando e il controllo delle autorit\u00e0 del paese che \u201cospita\u201d l&#8217;operazione. Frontex non svolge, dunque, compiti di polizia o di guardia di frontiera in modo autonomo. <\/p>\n<p><b>Frontex limitata<\/b><br \/>I limiti di Frontex erano apparsi subito evidenti, al punto che, a pochi anni dalla sua creazione (con regolamento 2007\/2004), si introduceva la possibilit\u00e0 per uno stato membro che si trovasse a far fronte a sollecitazioni urgenti ed eccezionali di richiedere all\u2019Agenzia di inviare, per un periodo limitato, una o pi\u00f9 squadre di intervento rapido alle frontiere ( cos\u00ec il regolamento 863\/2007).<\/p>\n<p>Le preoccupazioni circa la tutela dei diritti fondamentali nello svolgimento delle attivit\u00e0 dell\u2019Agenzia (possibili maltrattamenti, respingimenti illegittimi) hanno trovato riconoscimento nel pi\u00f9 recente regolamento 1168\/2011. Pur senza mutare l\u2019impostazione che lascia il controllo delle frontiere agli stati membri, questo ha complessivamente rafforzato la capacit\u00e0 operativa dell\u2019Agenzia, prevedendo anche la creazione di squadre europee di guardie di frontiera, formate da personale nazionale assegnato o distaccato dagli stati membri all&#8217;Agenzia. Attivit\u00e0 da compiere nel pieno rispetto dei diritti fondamentali. <\/p>\n<p>A prevalere, oggi, \u00e8 comunque il quadro \u201cprevenzione e controllo\u201dcui sarebbero specificamente demandati compiti di controllo delle frontiere sotto il diretto comando di Frontex.<\/p>\n<p><b>Eurosur<\/b><br \/>Il 10 ottobre, il Parlamento europeo ha adottatola proposta di regolamento che istituisce un sistema europeo di sorveglianza delle frontiere (Eurosur), applicabile dal 2 dicembre per la maggioranza degli stati, fra i quali l\u2019Italia (per gli altri, la data \u00e8 il 1\u00b0 dicembre 2014).<\/p>\n<p> L&#8217;obiettivo \u00e8 rafforzare il controllo delle frontiere esterne, terrestri e marittime, della Ue, istituendo un meccanismo che permetta alle autorit\u00e0 nazionali preposte alla sorveglianza delle frontiere di condividere informazioni operative, di cooperare in modo pi\u00f9 stretto fra loro, con Frontex e con vari altri organismi europei e internazionali. <\/p>\n<p>Le frontiere esterne verranno suddivise in sezioni. A ognuna sar\u00e0 attribuito un livello di impatto sulla base di un&#8217;analisi dei rischi e del numero di episodi-incidenti che vi si verificano. In funzione del livello di impatto, i centri nazionali di coordinamento e Frontex adotteranno contromisure per ridurre l&#8217;incidenza sulla sezione di frontiera in questione. <\/p>\n<p>Le modifiche introdotte dal Parlamento europeo precisano meglio, rispetto alla proposta originaria della Commissione, gli obiettivi dell\u2019Agenzia, al fine sia di prevenire, individuare e combattere l\u2019immigrazione clandestina e la criminalit\u00e0 transfrontaliera, sia, soprattutto, di proteggere i diritti fondamentali, perch\u00e9 venga  garantita la salvezza della vita dei migranti e di coloro che necessitano di protezione internazionale. Si vuole, in particolare, garantire  il rispetto del principio di <i>non refoulement <\/i>e la tutela dei dati personali di coloro che chiedono la protezione, nei confronti dei paesi terzi di provenienza.<\/p>\n<p><b>Solidariet\u00e0 trascurata<\/b><br \/>Il controllo delle frontiere ha ancora carattere intergovernativo ovvero nazionale, malgrado le frontiere siano quelle dell\u2019Ue. L\u2019opposizione al cambiamento delle regole da parte di stati non di frontiera \u00e8 ancora prevalente. Malmstr\u00f6m ha proposto l\u2019istituzione di una pi\u00f9 ampia operazione coordinata da Frontex con l\u2019obiettivo di controllare il Mediterraneo (da Cipro alla Spagna) e prevenire il ripetersi di incidenti. Tuttavia non ne ha precisato i tempi e le modalit\u00e0. <\/p>\n<p>Inoltre, i problemi posti dall\u2019accoglienza e dalle relative procedure per chi chiede una forma di protezione internazionale, perch\u00e9 costretto a lasciare il proprio paese, richiedono interventi organizzativi ed economici importanti, non risolti dalle pur recenti (2013) nuove norme adottate (due direttive e un regolamento, c.d. Dublino III, in materia di protezione internazionale). <\/p>\n<p>Infine, appare del tutto trascurato il rilevante principio introdotto dal Trattato di Lisbona: \u201cil principio di solidariet\u00e0 e di equa ripartizione della responsabilit\u00e0 tra gli Stati membri anche sul piano finanziario\u201d che deve governare le politiche dell\u2019Ue in materia (art. 80 Trattato funzionamento Ue). Quando e come risponder\u00e0 l\u2019Europa in termini di solidariet\u00e0 con misure incisive ed effettive,? <\/p>\n<p>Non lo domanda solo l\u2019Italia, ma chiunque creda nel valore imprescindibile della tutela dei diritti fondamentali della persona.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Italia rappresenta la frontiera di uno \u201cspazio\u201d che il diritto dell\u2019Unione europea definisce \u201cdi libert\u00e0, sicurezza e giustizia\u201d. 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