{"id":24340,"date":"2013-10-16T00:00:00","date_gmt":"2013-10-15T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/sulla-difesa-si-recita-a-soggetto\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:20","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:20","slug":"sulla-difesa-si-recita-a-soggetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/10\/sulla-difesa-si-recita-a-soggetto\/","title":{"rendered":"Sulla difesa si recita a soggetto"},"content":{"rendered":"<p>Il dibattito pubblico italiano su temi della difesa \u00e8 spesso superficiale, estemporaneo, e affetto da una forte connotazione ideologica, nonch\u00e9 da un\u2019eccessiva predominanza delle considerazioni di bilancio rispetto al quadro generale.<\/p>\n<p>Un <a href= \"http:\/\/www.iai.it\/content.asp?langid=1&#038;contentid=970\" target= \"blank\"><b><u> recente studio IAI<\/u><\/b><\/a> analizza i fattori strutturali che influenzano il dibattito italiano sulle questioni delle difesa e che sono all\u2019origine delle differenze rispetto a quello che si svolge in altri paesi europei come Francia o Gran Bretagna.<\/p>\n<p>Il primo fattore \u00e8 la tradizionale scarsa considerazione pubblica per l\u2019interesse nazionale e per la sua difesa tramite l\u2019uso delle forze armate. Solo di recente e con molte cautele si \u00e8 cominciato a discutere in modo pi\u00f9 esplicito del nesso tra la politica di difesa &#8211; ad esempio la partecipazione a missioni internazionali &#8211; e l\u2019interesse dell\u2019Italia. Nesso che \u00e8 invece al centro del dibattito in altri paesi occidentali.<\/p>\n<p>L\u2019Italia ha inoltre minori legami demografici, economici o culturali con altre regioni del mondo rispetto ad altri stati membri dell\u2019Unione europea, anche per effetto della sua pi\u00f9 limitata esperienza, sia in termini spaziali che temporali, come potenza coloniale.<\/p>\n<p> In terzo luogo, dopo la fine della Guerra Fredda si \u00e8 affermata nell\u2019opinione pubblica italiana la percezione che la sicurezza del paese non sia pi\u00f9 minacciata, come confermano i sondaggi degli ultimi anni quali l\u2019Eurobarometro o i <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/Documenti\/TT13-ITA.pdf\" target= \"blank\"><b><u> Transatlantic Trends<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p>Infine, non vanno affatto sottovalutate le peculiarit\u00e0 del sistema politico-istituzionale. Il Presidente del Consiglio ha poteri relativamente limitati rispetto ad altri capi di governo europei. In particolare, la responsabilit\u00e0 sulla politica di difesa \u00e8 condivisa con il Parlamento, il Presidente della Repubblica e il Ministro della difesa, fermo restando il carattere collegiale del governo e il ruolo del Ministro degli esteri.<\/p>\n<p>Una delle conseguenze di tale assetto \u00e8 la diversit\u00e0 di posizioni sulle questioni di difesa che riflettono molto pi\u00f9 le dinamiche partitiche interne che un\u2019analisi degli argomenti in discussione.<\/p>\n<p>L\u2019opinione pubblica nazionale \u00e8 dunque condannata ad occuparsi di questioni di difesa solo quando ci sono vittime tra i militari italiani in missione o bisogna decidere dove tagliare la spesa pubblica? E solo per brevissimi periodi, senza approfondire il contesto, lasciando che tutto si riduca allo scontro tra pacifismo isolazionista e suoi oppositori? No.<\/p>\n<p><b>Attori in scena<\/b><br \/>I suddetti fattori strutturali<i> influenzano<\/i> il dibattito, ma non lo <i>determinano<\/i>. Tanto pi\u00f9 a oltre vent\u2019anni di distanza dalla fine della Guerra Fredda e soprattutto dopo un prolungato, significativo e positivo &#8211; almeno agli occhi di partner stranieri ed addetti ai lavori &#8211; impegno delle forze armate italiane, e in misura minore del sistema-Paese, nelle <a href= \"http:\/\/www.iai.it\/pdf\/DocIAI\/iai1205.pdf\" target= \"blank\"><b><u> missioni internazionali<\/u><\/b><\/a>. La responsabilit\u00e0 della qualit\u00e0 del dibattito \u00e8 primariamente dei soggetti che vi partecipano, nel bene e nel male.<\/p>\n<p>Cruciali sono indubbiamente la personalit\u00e0, le capacit\u00e0 e l\u2019interesse per la materia di chi ricopre i ruoli di maggiore responsabilit\u00e0, a partire dal Presidente del Consiglio e dal Ministro della difesa. Ci\u00f2 detto, si possono fare due considerazioni generali.<\/p>\n<p>Da un lato la Presidenza della Repubblica, nell\u2019ultimo quindicennio, ha investito un notevole capitale politico nella rivalutazione del ruolo delle Forze Armate nella politica estera e di difesa dell\u2019Italia. Dall\u2019altro, chi ha assunto ruoli di governo ha conservato quanto gi\u00e0 esistente, nonch\u00e9 gli impegni di lungo periodo presi dai governi precedenti. Qualunque fossero le posizioni ideologiche di partenza.<\/p>\n<p><b>Dibattito pubblico <\/b><br \/>Se ci\u00f2 ha contribuito a dare una certa stabilit\u00e0 tanto al bilancio della difesa quanto alla partecipazione italiana alle missioni internazionali, non ha automaticamente portato a uno scatto qualitativo del dibattito pubblico.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo \u00e8 influenzato dai media, vecchi e nuovi, in quanto soggetti attivi e al tempo stesso strumenti attraverso cui si esprimono altri attori. Lo scarso spazio che i mezzi di comunicazione tradizionali &#8211; carta stampata, radio, tv &#8211; danno alle questioni di difesa \u00e8 spesso occupato dagli aspetti di cronaca degli attacchi ai militari italiani in missione, oppure dal \u201cpastone\u201d sulle posizioni dei partiti politici riguardo al taglio delle spese militari. <\/p>\n<p>I compiti delle missioni italiane e l\u2019utilit\u00e0 degli equipaggiamenti militari per il perseguimento di certi obiettivi correlati agli interessi nazionali raramente \u00e8 il tema principale dell\u2019articolo o del servizio televisivo.<\/p>\n<p>Quanto alla comunicazione su internet, il potenziale informativo dei nuovi media \u00e8 molto grande, ma lo \u00e8 altrettanto la tendenza della rete a fare da cassa di risonanza delle posizioni pi\u00f9 ideologiche e\/o emotive. N\u00e9 si bada molto alla fondatezza delle informazioni che vengono diffuse sulla rete. Non esenti da colpe sono anche i cosiddetti \u201cesperti\u201d di questioni di difesa, che faticano sia a relazionarsi con i mass media sia a fare rete tra loro per contribuire con maggiore efficacia al dibattito pubblico.<\/p>\n<p>Il dibattito in Italia sulle questioni di difesa ricorda, in un certo senso, la pi\u00e9ce teatrale \u201cQuesta sera si recita a soggetto\u201d. Come nell\u2019opera pirandelliana gli attori pretendono di recitare la storia &#8211; una qualunque &#8211; in modo spontaneo e senza studiare il copione, gli attori del dibattito italiano tendono ad affrontare le questioni di difesa senza approfondire i temi specifici e il loro contesto.<\/p>\n<p>Agiscono piuttosto in base al retaggio ideologico, alla prassi seguita dalla propria istituzione o categoria di appartenenza, al messaggio politico che intendono veicolare in quel momento, e in un certo senso al ruolo che si sono costruiti sul palcoscenico pubblico.<\/p>\n<p>Il rischio di recitare a soggetto \u00e8 quello di rimanere prigionieri degli stereotipi, rendendo un cattivo servizio al pubblico italiano e dando un\u2019immagine negativa a quello straniero che guarda all\u2019Italia pi\u00f9 di quanto pensiamo.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il dibattito pubblico italiano su temi della difesa \u00e8 spesso superficiale, estemporaneo, e affetto da una forte connotazione ideologica, nonch\u00e9 da un\u2019eccessiva predominanza delle considerazioni di bilancio rispetto al quadro generale. 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