{"id":24430,"date":"2013-10-26T00:00:00","date_gmt":"2013-10-25T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/se-il-grande-fratello-spia-gli-alleati\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:16","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:16","slug":"se-il-grande-fratello-spia-gli-alleati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/10\/se-il-grande-fratello-spia-gli-alleati\/","title":{"rendered":"Se il Grande Fratello spia gli alleati"},"content":{"rendered":"<p>Le rivelazioni del caso Snowden continuano ad alimentare un pungente dibattito pubblico sullo spionaggio elettronico fra alleati. Le reazioni critiche nei confronti del sistema gestito dalla National security agency (Nsa) statunitense hanno raggiunto un tale livello che il problema ormai \u00e8 diventato politico. <\/p>\n<p><b>Antica autodifesa<\/b><br \/>L\u2019<i>intelligence<\/i> elettronica non \u00e8 una novit\u00e0. Ha una lunga storia alle spalle. Dalla seconda guerra mondiale in poi, gli Stati Uniti e i loro alleati hanno consolidato le capacit\u00e0 di ascolto e intercettazione, ad esempio nell\u2019ambito della rete informatica Echelon. <\/p>\n<p>Durante la guerra fredda, queste attivit\u00e0 venivano indirizzate nella competizione con il campo sovietico. Successivamente, i servizi di sicurezza dei paesi occidentali hanno mirato ad altri obiettivi, come la lotta al terrorismo internazionale e l\u2019<i>intelligence<\/i> economica. <\/p>\n<p>Inoltre, con paesi come Cina o Russia c\u2019\u00e8 una forte competizione sia economica che politica. \u00c8 necessario essere in grado di contrastare le loro attivit\u00e0 intrusive. Il trattamento delle informazioni che riguardano la sicurezza nazionale \u00e8 quindi un problema di dimensioni mondiali. <\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 ha portato la maggiore potenza occidentale, gli Stati Uniti, che dispongono di un\u2019avanzatissima base tecnologica, a sviluppare capacit\u00e0 colossali di intercettazione e analisi dei dati. <\/p>\n<p><b>Tutti spioni<\/b><br \/>Le rivelazioni di Snowden hanno messo a nudo un caso importante, ma non unico. Sin dalla seconda guerra mondiale, il Regno Unito \u00e8 quasi integralmente parte del sistema di <i>intelligence <\/i>statunitense. La Francia ha sviluppato un apparato completo di <i>intelligence<\/i> elettronica, con stazioni di ascolto e capacit\u00e0 satellitari, come il sistema Electronic Intelligence Satellite (Elisa).<\/p>\n<p>In base alla normativa sulla tutela delle telecomunicazioni (legge del 9 luglio 2004) la difesa francese pu\u00f2 intercettare le comunicazioni elettroniche per salvaguardare la sicurezza nazionale, non soltanto contro le minacce del terrorismo e della criminalit\u00e0 organizzata, ma anche a tutela del potenziale scientifico ed economico del paese. Anche l\u2019attivit\u00e0 di <i>intelligence<\/i> economica \u00e8 quindi prevista dalla legge sulle intercettazioni esterne al territorio nazionale. <\/p>\n<p>Il sistema di satelliti Elisa, che gira intorno al pianeta, pu\u00f2 intercettare comunicazioni in zone di interesse strategico come il Sahel. Ma i satelliti si spostano in continuazione, sorvolando anche l\u2019Europa. Coprono quindi, in modo automatico, anche i paesi membri dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>L\u2019esempio francese ci permette di relativizzare le accuse rivolte agli Stati Uniti. Certamente il sistema della Nsa pone una serie di questioni scottanti. Il fatto che un solo paese possa diventare il registratore illegale dell\u2019insieme delle telecomunicazioni del pianeta \u00e8 inquietante e sollecita cambiamenti. <\/p>\n<p><b>C\u2019\u00e8 spionaggio e spionaggio<\/b><br \/>Bisogna poi distinguere tra lo spionaggio tra paesi militarmente alleati (ad esempio i membri della Nato) e quello tra paesi non democratici con i quali esiste una dura competizione (Cina, Russia). Senza poi dimenticare il controllo di zone in mano a gruppi criminali e\/o terroristici in Africa o Asia. <\/p>\n<p>La questione dei rapporti di <i>intelligence<\/i> fra alleati \u00e8 quindi centrale. I servizi occidentali hanno una lunga consuetudine di rapporti di collaborazione, spesso basati sullo scambio paritario di informazioni. Oggi per\u00f2 la tecnologia permette a tutti i paesi avanzati di svolgere attivit\u00e0 di <i>intelligence<\/i> elettronica di portata planetaria. Gli Stati Uniti lo fanno in modo massiccio e sistematico, altri in modo pi\u00f9 discriminato, ma la natura delle attivit\u00e0 \u00e8 la stessa. <\/p>\n<p>Si pongono quindi due problemi che richiedono una soluzione politica. Il primo \u00e8 quello di regolare le attivit\u00e0 di <i>intelligence<\/i> nei rapporti con gli americani. Si potrebbe pensare a accordi all\u2019interno della Nato, ma esiste un altro problema probabilmente molto pi\u00f9 acuto anche se nessuno lo evoca: quello delle attivit\u00e0 di <i>intelligence<\/i> svolte da paesi membri dell\u2019Ue all\u2019interno della stessa Unione.<\/p>\n<p>Fino ad oggi queste attivit\u00e0 sono state considerate come parte della sovranit\u00e0 nazionale e come tali non sono regolate, ma ci\u00f2 contrasta con i nuovi meccanismi di collaborazione in vari settori, come ordine pubblico e giustizia. <\/p>\n<p>Occorre prendere atto che alcuni paesi europei possono intercettare diplomatici, politici o manager di altri paesi membri e definire regole che superino l\u2019attuale \u201cscambio di informazione\u201d bilaterale fra servizi, distinguendo fra intercettazioni interne all\u2019Ue (da regolamentare) e quelle esterne (lasciate alla discrezione degli stati membri). Lo richiede la natura democratica dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le rivelazioni del caso Snowden continuano ad alimentare un pungente dibattito pubblico sullo spionaggio elettronico fra alleati. Le reazioni critiche nei confronti del sistema gestito dalla National security agency (Nsa) statunitense hanno raggiunto un tale livello che il problema ormai \u00e8 diventato politico. Antica autodifesaL\u2019intelligence elettronica non \u00e8 una novit\u00e0. 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