{"id":24440,"date":"2013-10-28T00:00:00","date_gmt":"2013-10-27T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/xi-jinping-sulla-via-della-seta\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:15","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:15","slug":"xi-jinping-sulla-via-della-seta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/10\/xi-jinping-sulla-via-della-seta\/","title":{"rendered":"Xi Jinping sulla Via della seta"},"content":{"rendered":"<p>Con il suo recente viaggio lungo quella che un tempo era nota come Via della seta, il Presidente Xi Jinping ha visitato le repubbliche centro-asiatiche, partendo dal primo partner della Cina per investimenti diretti: il Kazakistan. Xi ha ribadito con i fatti l\u2019intenzione di proseguire una massiccia politica di investimenti nell\u2019area, dove il solo Kazakistan raccoglie investimenti diretti esteri cinesi per un totale di 30 miliardi di dollari Usa.<\/p>\n<p>Il discorso tenuto da Xi presso l\u2019Universit\u00e0 Nazarbayev di Astana ha posto l\u2019accento sul rilancio dei rapporti economico-culturali che legavano l\u2019Asia Centrale e la Cina durante il passato splendore della Via della seta, puntando alla rinascita di una <i>Silk road economic belt<\/i>. Centrale per il rilancio dell&#8217;area sarebbero il libero transito di merci, l\u2019abbattimento di barriere doganali, la piena convertibilit\u00e0 delle valute e una modernizzazione delle infrastrutture logistiche.<\/p>\n<p><b>Russia contro il made in China<\/b><br \/>La linea espressa da Pechino risulta in netto contrasto con la visione eurasiatica del Presidente russo Vladimir Putin, la cui Unione doganale &#8211; che include lo stesso Kazakistan &#8211; intende contrastare l\u2019invasione di prodotti made in China nell\u2019area.<\/p>\n<p>Intanto la politica di sicurezza energetica intrapresa da Pechino negli scorsi anni in Asia centrale prosegue con maggior impeto, con il lancio del nuovo gasdotto Beineu-Bozoy-Shymkent, la cessione dell\u20198% dei <a href= \"http:\/\/www.reuters.com\/article\/2013\/09\/07\/us-oil-kashagan-china-idUSBRE98606620130907\" target= \"blank\"><b><u> diritti di estrazione nelle aree di Kashagan<\/u><\/b><\/a> e di quelli <i>off-shore<\/i> nel Mar Caspio a China national petroleum corporation (cinque e tre miliardi di dollari Usa rispettivamente) e il recente accordo con il Turkmenistan per la fornitura annuale di 25 miliardi di metri cubi di gas.<\/p>\n<p>Anche la tappa a Dushanbe del tour di Xi ha avuto l\u2019energia come tema centrale. Il Presidente tagiko Emomali Rakhmon ha concordato sulla necessit\u00e0 di avviare al pi\u00f9 presto la costruzione della tratta D del gasdotto che collega l\u2019Asia centrale alla Cina.<\/p>\n<p>Al tempo stesso, la volont\u00e0 espressa da Rakhmon di instaurare un partenariato strategico con la Cina \u00e8 in linea con le dichiarazioni del Presidente kazako Nazurbayev, che mira a portare a 40 miliardi di dollari Usa l\u2019interscambio tra la Cina e il Kazakistan entro il 2015, mettendo in luce il futuro ruolo che lo <i>yuan<\/i> avr\u00e0 rispetto al rublo nelle economie locali.<\/p>\n<p><b>Infrastrutture<\/b><br \/>Anche in Uzbekistan, seconda tappa del tour centro-asiatico, gli investimenti infrastrutturali cinesi sono stati al centro degli incontri. La firma degli accordi per il potenziamento delle linee ferroviarie che collegano Kirghizistan, Uzbekistan e Cina e l\u2019ambizioso progetto lanciato alcuni anni or sono per la connessione ferroviaria Uzbekistan-Pakistan-Afghanistan porteranno all&#8217;integrazione dei mercati attraverso treni e tunnel, destinati a divenire via d&#8217;accesso privilegiata per i manufatti cinesi nella regione. Inoltre \u00e8 prevedibile che l\u2019incremento dell\u2019intercambio commerciale in tutta l\u2019area avr\u00e0 ricadute positive sul processo di stabilizzazione afghano, anche in vista del prossimo ritiro delle forze della Nato.<\/p>\n<p>Per quanto concerne la sicurezza, la lotta al terrorismo e il contrasto al traffico di droga e armi sono rimasti in secondo piano durante i vari incontri bilaterali, ma sono stati discussi durante la <a href= \"http:\/\/www.chinadaily.com.cn\/cndy\/2013-09\/18\/content_16977622.htm\" target= \"blank\"><b><u> riunione della Shanghai cooperation organization<\/u><\/b><\/a> (Sco) tenutasi a Bishkek in Kirghizistan. La riunione della Sco ha dato inoltre la possibilit\u00e0 al presidente Xi di incontrare il presidente iraniano Rouhani, che partecipa come osservatore: un\u2019importante opportunit\u00e0 per discutere dell\u2019apporto di Teheran alla sicurezza in Asia centrale e meridionale.<\/p>\n<p>Ogni paese dell&#8217;Asia centrale \u00e8 conscio che ulteriori investimenti cinesi nell\u2019area possano rafforzare l\u2019influenza politica della Cina negli anni a venire, mettendo fine all\u2019odierna politica multi-vettoriale di attrazione degli investimenti cinesi e di contestuale mantenimento dei legami con la Russia.<\/p>\n<p>Mentre i paesi con abbondanti risorse naturali come il Turkmenistan , il Kazakistan e l&#8217;Uzbekistan hanno pi\u00f9 potere negoziale sui termini degli investimenti diretti esteri cinesi, Tagikistan e Kirghizistan hanno margini di manovra ben pi\u00f9 stretti. Questi ultimi due paesi hanno la necessit\u00e0 di mantenere le importazioni di prodotti cinesi a basso costo senza per\u00f2 compromettere i legami con la Russia, meta dei lavoratori migranti dalle cui rimesse dipende buona parte del prodotto interno lordo nazionale.<\/p>\n<p><b>Occhi puntati al 2014<\/b><br \/>La stabilit\u00e0 dell\u2019area \u00e8 del resto fondamentale per le politiche di sicurezza cinesi sui confini occidentali del paese. La fragilit\u00e0 interna del Kirghizistan e del Tagikistan, la porosit\u00e0 dei confini ai traffici di droga e armi provenienti dall\u2019Afghanistan, nonch\u00e9 l&#8217;imprevedibilit\u00e0 legata alla successione dei leader storici al potere in Uzbekistan e Kazakistan posso avere gravi ricadute sulla proiezione economica cinese. Nel contempo, una crisi in Asia centrale potrebbe alimentare i focolai di indipendentismo islamico nella provincia autonoma cinese dello Xinjiang.<\/p>\n<p>L\u2019impegno del leader cinese per l\u2019integrazione logistica dell&#8217;Asia centrale favorirebbe l&#8217;inclusione commerciale dell\u2019Afghanistan nel club della Sco, avviando un processo di stabilizzazione con ricadute positive al di fuori dei confini regionali. Nel frattempo, il vuoto di potere che si andr\u00e0 a creare nel 2014 potrebbe nell\u2019immediato stimolare una possibile cooperazione tra Kazakistan e Uzbekistan, consci che n\u00e9 la Sco n\u00e9 la Collective security treaty organization (Csto) a guida russa possono assumere il ruolo precedentemente giocato dalla missione Nato (Isaf).<\/p>\n<p>Nel breve termine, nonostante i notevoli investimenti cinesi nella modernizzazione del proprio apparato militare, lo strumento principale di Pechino per influenzare le sorti regionali resta ancora quello economico.<\/p>\n<p> La diplomazia economica cinese progredisce sulla strada dell\u2019integrazione senza accennare a volersi sostituire alla Federazione russa nel monopolio della sicurezza: le Forze armate di tutte le Repubbliche centro-asiatiche continuano a condividere lingua, dottrina e attrezzature dell\u2019esercito russo, retaggio della precedente Armata rossa. <\/p>\n<p>Nel frattempo l\u2019impellente problema della sicurezza dei confini e delle infiltrazioni di guerriglieri di matrice islamica  fa s\u00ec che rimanga in primo piano, anche sul piano retorico, la lotta a terrorismo, separatismo ed estremismo, senza che emerga per\u00f2 una strategia regionale comune a pi\u00f9 lungo termine.<\/p>\n<p><i><font size=\"1\"> Articolo pubblicato su <a href= \"http:\/\/www.iai.it\/PDF\/OrizzonteCina\/OrizzonteCina_13-10.pdf\" target= \"blank\"><b><u> OrizzonteCina<\/u><\/b><\/a>, rivista online sulla Cina contemporanea a cura di Torino World Affairs Institute e Istituto Affari Internazionali<\/i><\/font>.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con il suo recente viaggio lungo quella che un tempo era nota come Via della seta, il Presidente Xi Jinping ha visitato le repubbliche centro-asiatiche, partendo dal primo partner della Cina per investimenti diretti: il Kazakistan. 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