{"id":24450,"date":"2013-10-29T00:00:00","date_gmt":"2013-10-28T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-tunisia-ci-riprova\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:15","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:15","slug":"la-tunisia-ci-riprova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/10\/la-tunisia-ci-riprova\/","title":{"rendered":"La Tunisia ci riprova"},"content":{"rendered":"<p>Sembra giunta l\u2019ora della svolta. La crisi politica che ha bloccato la transizione in Tunisia dopo l\u2019omicidio in luglio del leader dell\u2019opposizione Muhammad Brahmi pare sbloccarsi. Il 23 ottobre \u00e8 iniziato il dialogo nazionale tra partiti di governo e opposizione che dovr\u00e0 decidere, tra l\u2019altro, data e modalit\u00e0 di svolgimento delle nuove elezioni. L\u2019attuale governo, composto da una \u201cTroika\u201d di tre partiti, fra cui quello degli islamisti, <i>al-Nahda<\/i>, con un peso nettamente predominante, ceder\u00e0 il passo a un esecutivo provvisorio di tecnici che dovr\u00e0 fare da ponte verso le elezioni.<\/p>\n<p><b>Irriducibili<\/b><br \/>Al lancio del dialogo nazionale ha fatto da contraltare la protesta che i membri \u201cirriducibili\u201d del Fronte di salvezza nazionale, che riunisce le principali forze di opposizione, hanno simbolicamente organizzato in concomitanza con l\u2019anniversario dell\u2019elezione dell\u2019Assemblea nazionale costituente (Anc) perch\u00e9 considerano illegittimi sia l\u2019esecutivo sia l\u2019Anc, essendo il mandato di quest\u2019ultima scaduto da un anno.<\/p>\n<p>Il fronte dell\u2019opposizione non solo \u00e8 diviso tra quanti partecipano al dialogo nazionale e quanti in-vece lo rifiutano, ma anche tra chi ritiene necessaria la dissoluzione del governo e dell\u2019Anc e chi, invece, propende solo per la dissoluzione del primo.<\/p>\n<p>Inizialmente, ci si aspettava che il governo rassegnasse le dimissioni all\u2019avvio del dialogo nazionale. Era quanto, in effetti, prefigurava una dichiarazione attribuita al primo ministro di al-Nahda, \u2018Ali Laraayedh. Va ricordato che l\u2019ex premier Hamadi Jebali si era dimesso dopo l\u2019omicidio di un altro leader dell\u2019opposizione, Shukri Belaid, nel febbraio scorso. Quel gesto aveva colto di sorpresa il di-rettivo di al-Nahda, e Jebali ne aveva guadagnato in credibilit\u00e0: agli occhi della societ\u00e0 civile non era pi\u00f9 \u201cuomo del partito\u201d, ma \u201cuomo delle istituzioni\u201d.<\/p>\n<p>Dopo settimane di intense negoziazioni mediate dall\u2019Unione generale dei lavoratori tunisini (Ugtt) e da tre altre organizzazioni della societ\u00e0 civile, i membri della Troika e alcune forze d\u2019opposizione hanno concordato una <i>road map<\/i> che concede all\u2019Anc un mese di tempo per concludere la Costituzione e tre settimane per lo scioglimento del governo. La presidenza del consiglio ha aggiun-to, inoltre, che il governo si dimetter\u00e0 solo dopo l\u2019adozione di una nuova legge elettorale. <\/p>\n<p>  <b>Eredit\u00e0 da recuperare<\/b><br \/>Questo mese \u00e8 ricordato anche per la formazione del \u201cmovimento 18 ottobre\u201d, schieramento in cui, nel 2005, confluirono attivisti, islamisti e laici per protestare contro l\u2019autoritarismo di Ben \u2018Ali. Per-sonalit\u00e0 come Samir Dilou, attuale ministro per i diritti umani, e Hamma Hammami, leader del Fronte popolare, promossero uno sciopero durato 32 giorni al quale aderirono altri attivisti come Najib Chebbi, oggi membro del partito d\u2019opposizione al-Jumhuri, e Lutfi Hajji, giornalista di al-Jazeera. <\/p>\n<p>La protesta scaturiva dalla mancanza di un \u201clivello minimo\u201d di democrazia, soprattutto sul versante della libert\u00e0 dei media e del diritto di associazione. Come sottolineato da Ajmi Lourimi, membro di al-Nahda, quell\u2019esperienza rivel\u00f2 la capacit\u00e0 di forze eterogenee di unirsi contro una minaccia co-mune fino a siglare un \u201cPatto democratico\u201d basato su valori condivisi.<\/p>\n<p>La lenta transizione democratica tunisina dovrebbe tornare a ispirarsi a simili episodi, sebbene il quadro politico sia mutato e nuovi problemi, come il deterioramento delle condizioni di sicurezza, siano emersi. Il primo giorno di dialogo nazionale, infatti, si \u00e8 concluso con l\u2019omicidio di sei militari della guardia nazionale a seguito di scontri con militanti \u201cjihadisti\u201d nel governatorato di Sidi Bouzid. Al-Nahda ha accusato le \u201cbande di terroristi\u201d di voler balcanizzare i negoziati, ritardando la definizione della <i>road map<\/i> e, dunque, la dimissione dell\u2019attuale governo Laraayedh.<\/p>\n<p><b>Un\u2019unica via<\/b><br \/>Gli islamisti si sono dichiarati disposti a sciogliere l\u2019esecutivo a patto che il nuovo governo sia for-mato da personalit\u00e0 indipendenti. Temono infatti che la prossima tornata elettorale possa essere ma-nipolata. Il forte calo di popolarit\u00e0, seguito al deteriorarsi delle condizioni di sicurezza in tutto il paese, ha costretto al-Nahda a prendere le distanze dai salafiti (islamici fondamentalisti) &#8211; soprattut-to da Ansar al-Sharia &#8211; e, contestualmente, a cercare consensi nel partito Nidaa Tunis, spesso identi-ficato come una reincarnazione del partito unico del vecchio regime.<\/p>\n<p>La dissoluzione dell\u2019attuale esecutivo appare inevitabile. Per al-Nahda \u00e8 l\u2019unico modo per recuperare parte della credibilit\u00e0 perduta. Inoltre, \u00e8 auspicabile che il dialogo nazionale si svolga nei tempi stabiliti e che le istituzioni evitino di sfruttare la \u201cminaccia terroristica\u201d per guadagnare tempo.<\/p>\n<p>Uno stallo prolungato andrebbe anche contro gli interessi del Fronte di salvezza nazionale poich\u00e9 offrirebbe alla Troika il pretesto per deresponsabilizzarsi e accusare i costituenti dimissionari di causare il blocco dell\u2019Anc e di impedire le dimissioni del governo.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sembra giunta l\u2019ora della svolta. La crisi politica che ha bloccato la transizione in Tunisia dopo l\u2019omicidio in luglio del leader dell\u2019opposizione Muhammad Brahmi pare sbloccarsi. 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