{"id":24460,"date":"2013-10-30T00:00:00","date_gmt":"2013-10-29T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/luci-ed-ombre-nel-percorso-ad-ostacoli-delle-banche-europee\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:15","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:15","slug":"luci-ed-ombre-nel-percorso-ad-ostacoli-delle-banche-europee","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/10\/luci-ed-ombre-nel-percorso-ad-ostacoli-delle-banche-europee\/","title":{"rendered":"Luci ed ombre nel percorso ad ostacoli delle banche europee"},"content":{"rendered":"<p>Il processo di Unione bancaria che mira a spezzare il circolo vizioso fra gestione del debito sovrano e funzionamento del settore bancario nell\u2019ambito dell\u2019Unione economica e monetaria europea (Uem) sembra avere compiuto radicali progressi fra il dicembre 2012 e l\u2019ottobre 2013.<\/p>\n<p><b>Bicchiere mezzo pieno<\/b><br \/>L\u2019Eurogruppo e il Consiglio europeo del dicembre 2012 hanno avviato la costruzione del primo pilastro dell\u2019unione bancaria, definendo le caratteristiche di quel meccanismo unico di supervisione che \u00e8 stato definitivamente approvato a met\u00e0 ottobre e che riserva il ruolo cruciale di vigilanza alla Banca centrale europea (Bce).<\/p>\n<p>Inoltre, sempre in quelle riunioni, sono stati rimossi gli ostacoli politici al varo delle norme sul capitale delle banche e si sono sbloccate le due vecchie direttive della Commissione sull\u2019istituzione e sul coordinamento di meccanismi nazionali per la risoluzione delle crisi bancarie e di fondi nazionali per le garanzie sui depositi.<\/p>\n<p>In aggiunta, si sono posti vincoli temporali alla Commissione per la formulazione di una proposta di meccanismo unico europeo di risoluzione (<i>Single resolution mechanism<\/i>, Srm) di queste crisi e si \u00e8 sollecitato un accordo operativo per le ricapitalizzazioni dirette delle banche di stati membri dell\u2019Uem da parte del meccanismo europeo di stabilit\u00e0 (<i>European stability mechanism<\/i>, Esm).<\/p>\n<p>Tali impegni hanno trovato attuazione entro luglio 2013. Sono state varate le norme relative ai requisiti di capitale delle banche. L\u2019operativit\u00e0 del meccanismo europeo di stabilit\u00e0 per la ricapitalizzazione diretta delle stesse banche \u00e8 stata subordinata alle varie verifiche sui bilanci bancari che la Bce e la European Banking Authority effettueranno fra novembre 2013 e ottobre 2014, e alla conseguente entrata in funzione del meccanismo di supervisione.<\/p>\n<p>L\u2019Eurogruppo ha approvato le direttive europee sulla risoluzione delle crisi bancarie e sull\u2019assicurazione dei depositi e la Commissione ha definito la sua proposta per il meccanismo unico di risoluzione delle crisi bancarie.<\/p>\n<p> <b>Bicchiere mezzo vuoto<\/b><br \/>Non tutti questi passi sono andati nella giusta direzione. L\u2019approvazione delle due direttive europee prevede tempi lunghi per l\u2019effettiva costituzione dei fondi nazionali di settore e limita al massimo gli interventi del meccanismo europeo di stabilit\u00e0, addossando un onere eccessivo sui singoli creditori delle banche e &#8211; per un lungo periodo di transizione &#8211; sugli stati membri. Essa massimizza inoltre la possibilit\u00e0 di deroghe nazionali rispetto ai principi generali e minimizza la cooperazione fra i singoli meccanismi degli stati membri. <\/p>\n<p>Il disegno del meccanismo unico di risoluzione delle crisi bancarie ha una bassa probabilit\u00e0 di realizzazione: non poggia su basi giuridiche e politiche sufficientemente solide da attivare una garanzia comune degli stati membri rispetto alla capienza del costituendo fondo comune alimentato dalle varie banche, non risolve il problema di come gestire i problemi bancari pregressi e attribuisce un ruolo troppo rilevante alla Commissione. <\/p>\n<p>Quanti sono gi\u00e0 preoccupati per la possibile commistione fra responsabilit\u00e0 di politica monetaria e compiti di vigilanza in capo alla Bce, non accetterebbero la ben pi\u00f9 grave sovrapposizione fra potere esecutivo e di regolamentazione in capo alla Commissione europea.<\/p>\n<p>Anche alla luce delle resistenze tedesche rispetto al varo di un efficiente meccanismo unico di risoluzione delle crisi bancarie, il rischio \u00e8 quindi che &#8211; alla fine del prossimo anno &#8211; la Bce sia costretta a svolgere le funzioni di vigilanza senza poter contare, per la gestione dei casi di crisi bancaria, n\u00e9 su fondo unico europeo, n\u00e9 su una rete concordata di interventi pubblici europei e nazionali (<i>back stop<\/i>), n\u00e9 su una garanzia congiunta da parte degli stati membri.<\/p>\n<p> <b>Esame preventivo<\/b><br \/>Qualche giorno fa, la Bce ha fissato un percorso annuale per la preventiva valutazione delle circa 130 banche destinate a ricadere sotto il suo diretto controllo. Non sorprende quindi che questo percorso sia troppo rigido e troppo indeterminato. <\/p>\n<p>Le tre fasi di valutazione del rischio, di verifica della qualit\u00e0 degli attivi bancari e di <i>stress test<\/i> perseguono due diversi obiettivi: obbligare le banche pi\u00f9 fragili al rafforzamento della loro struttura patrimoniale e dei loro presidi di gestione dei rischi prima del passaggio alla vigilanza unica e costruire un \u201ccampo di gioco\u201d comune per tutti gli attori da sottoporre a tale vigilanza.<\/p>\n<p>In mancanza di un affidabile meccanismo unico di risoluzione delle crisi bancarie, il primo obiettivo rischia per\u00f2 di sollecitare interventi nazionali <i>ad hoc<\/i> che accentuano la segmentazione del mercato finanziario europeo e distorcono qualsiasi tentativo di imporre regole uniche.<\/p>\n<p>Per evitare questo circolo vizioso, la Bce minaccia l\u2019uso del bastone affinch\u00e9 le altre istituzioni non si limitino ad addossare i rischi dei fallimenti bancari sulle spalle dei creditori nazionali (<i>bail in <\/i>adottato nel caso di Cipro). Per contro, essa mantiene margini di elasticit\u00e0 affinch\u00e9 la vigilanza unica non debba scontrarsi contro invalicabili barriere nazionali.<\/p>\n<p> <b>Prospettive<\/b><br \/>Assumendo che sia impossibile superare le resistenze tedesche rispetto alla costruzione di un efficace meccanismo unico di risoluzione delle crisi bancarie, la sola soluzione consiste nell\u2019estendere ulteriormente le competenze di vigilanza della Bce. <\/p>\n<p>Gi\u00e0 oggi il meccanismo unico di supervisione detiene poteri di intervento su una banca in grave difficolt\u00e0 che arrivano fino alla ridefinizione del suo perimetro di attivit\u00e0 e alla modifica della sua <i>governante<\/i>. <\/p>\n<p>Si tratta di attribuire alla Bce anche il potere di disegnare un piano per la risoluzione della crisi. Se disponesse di un tale potere, l\u2019operato della Bce potrebbe rappresentare un momento di coordinamento per i meccanismi nazionali di risoluzione e sfociare nella creazione di garanzie europee comuni.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il processo di Unione bancaria che mira a spezzare il circolo vizioso fra gestione del debito sovrano e funzionamento del settore bancario nell\u2019ambito dell\u2019Unione economica e monetaria europea (Uem) sembra avere compiuto radicali progressi fra il dicembre 2012 e l\u2019ottobre 2013. 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