{"id":24490,"date":"2013-11-05T00:00:00","date_gmt":"2013-11-04T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/corsa-ad-ostacoli-per-il-panafricanismo\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:14","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:14","slug":"corsa-ad-ostacoli-per-il-panafricanismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/11\/corsa-ad-ostacoli-per-il-panafricanismo\/","title":{"rendered":"Corsa ad ostacoli per il panafricanismo"},"content":{"rendered":"<p>Momento di grande slancio politico per il processo di integrazione africana. Avviato nel 1963 con la creazione dell\u2019Organizzazione dell\u2019unit\u00e0 africana (Oua), la gestione delle crisi politico-militare, la creazione di un mercato interno e il rafforzamento di istituzioni comuni rappresentano le sfide principali per l&#8217;organizzazione continentale.<\/p>\n<p>Celebrando il cinquantenario dalla fondazione, si \u00e8 aperto un anno di riflessioni sul futuro del \u201cpanafricanismo\u201d. Il vertice del giubileo tenutosi il 25 maggio ad Addis Abeba, sede dell\u2019Unione Africana (Ua) &#8211; che nel 2002 ha sostituito l\u2019Oua &#8211; rappresenta dunque un\u2019occasione per tentare di delineare un breve bilancio dei risultati conseguiti e delle prospettive future della principale Organizzazione che riunisce tutti i paesi del continente, tranne il Marocco.<\/p>\n<p><b>Garante di pace e sicurezza<\/b><br \/>\nCon l\u2019istituzione dell\u2019Ua, gli stati membri si sono dotati di un pi\u00f9 forte organo esecutivo, la Commissione, e di nuovi strumenti, in particolare nel settore della sicurezza. L\u2019istituzione del Consiglio pace e sicurezza (Cps) rappresenta il metro su cui misurare l\u2019ambizione africana, che mira a trasformare l\u2019Ua, in collaborazione con il Consiglio di sicurezza (Cds), nel principale fornitore di sicurezza su scala continentale.<\/p>\n<p>Il protocollo istitutivo del Cps fornisce all\u2019organo consiliare un ventaglio di poteri di non poco conto. Il Cps pu\u00f2 comminare sanzioni e sospendere i paesi ove si \u00e8 svolto un colpo di stato militare &#8211; sorte che \u00e8 toccata all\u2019Egitto in seguito all\u2019intervento militare con il quale lo scorso luglio \u00e8 stato deposto il presidente Mohammed Mursi &#8211; per poi riammetterli solo con il \u201cripristino dell\u2019ordine costituzionale\u201d. Viene disciplinato il diritto di intervenire militarmente in uno stato del continente ove si verificassero crimini di guerra, contro l\u2019umanit\u00e0 e genocidio (la c.d. \u201cResponsbility to protect\u201d).<\/p>\n<p>Il Cps ha infine deciso il dispiegamento, sotto mandato Onu, di missioni di mantenimento della pace nell\u2019Ua (la principale \u00e8 Amison in Somalia con oltre 17.000 unit\u00e0 dispiegate, i \u201ccaschi verdi\u201d), contribuendo cos\u00ec a segnare un\u2019importante evoluzione del \u201cpeace-keeping\u201d. L\u2019azione del Cps mira dunque a riportare in Africa la leadership politica e militare dell\u2019azione volta a superare e prevenire le crisi del continente, che a tutt\u2019oggi rappresentano la parte preponderante dell\u2019agenda del Cds.<\/p>\n<p><b>Processo di integrazione<\/b><br \/>\nL\u2019elezione nel 2012 della nuova presidente della Commissione, la sudafricana Dlamini-Zuma, ha posto al vertice dell\u2019organo esecutivo dell\u2019Unione un politico di primo piano di uno dei \u201cpesi massimi\u201d africani, una scelta sintomatica della volont\u00e0 della membership di imprimere un\u2019accelerazione al processo di integrazione. Su questo sfondo, il vertice dello scorso maggio ha adottato decisioni di una certa rilevanza. Gli ambienti diplomatici africani rivendicano in particolare una nuova riaffermazione della sovranit\u00e0 africana su questioni militari e giuridiche.<\/p>\n<p>Sotto il profilo militare, rileva la decisione di istituire l\u2019African Capacity for Immediate Response Crises (Acirc), una capacit\u00e0 militare ad alta reattivit\u00e0 in grado di entrare rapidamente &#8211; in massimo dieci giorni &#8211; nei teatri di crisi e creare le condizioni per il dispiegamento di una successiva missione di mantenimento della pace. L\u2019Acirc dovrebbe essere composta da una riserva di circa cinquemila unit\u00e0, con un nucleo di millecinquecento uomini dedicato ad operazioni \u201crobuste\u201d, sotto il comando politico e strategico della Commissione Ua.<\/p>\n<p><b>Corte penale internazionale<\/b><br \/>\nSotto il profilo giuridico, il vertice di Addis Abeba ha adottato una risoluzione sulla Corte penale internazionale, sulla quale, il 12 ottobre scorso, \u00e8 stato convocato un vertice straordinario. Ancorch\u00e9 sia stato evitato lo scenario pi\u00f9 radicale dell\u2019uscita della membership africana dallo Statuto di Roma che ha istituito questa corte, \u00e8 stato chiesto al Cds di rinviare il processo nei confronti delle massime autorit\u00e0 keniane (presidente e vice presidente), al fine di non minacciare la sicurezza internazionale. \u00c8 stato poi avviato un processo teso al rafforzamento della Corte africana dei diritti umani e dei popoli.<\/p>\n<p>A fronte di questo rinnovato attivismo, il processo di integrazione continentale conosce una serie di ostacoli. Il compimento di questo percorso dipender\u00e0 dalla capacit\u00e0 di dotare l&#8217;Organizzazione di adeguate risorse finanziarie endogene e di ridurre la dipendenza finanziaria dell\u2019Ua dai partner internazionali (circa il 96% del bilancio dei programmi), nonch\u00e9 dall&#8217;istituzione di meccanismi di recepimento negli stati membri delle decisioni prese a livello continentale.<\/p>\n<p><b>Partenariato euro-africano<\/b><br \/>\nSi rende necessario inoltre un rinnovato sforzo di comunicazione istituzionale e di &#8220;branding&#8221;. Un processo di consolidamento <i>bottom-up<\/i> basato sul concetto di &#8220;costo della non-Africa&#8221; (sul modello del rapporto Cecchini del 1988) darebbe all&#8217;Organizzazione una forte visibilit\u00e0 e legittimazione sul territorio. In futuro si dovr\u00e0 pensare al rafforzamento delle prerogative del Parlamento panafricano.<\/p>\n<p>L&#8217;Unione europea, che gi\u00e0 dal 2007 ha siglato un partenariato strategico con il continente africano, continuer\u00e0 a fornire la sua assistenza istituzionale nella consapevolezza che il compimento di un&#8217;integrazione africana sar\u00e0 di grande beneficio per l&#8217;Europa e portatrice di stabilit\u00e0 in un continente che per ragioni demografiche ed economiche sar\u00e0 protagonista degli assetti geopolitici dei prossimi decenni.<\/p>\n<p>Il summit Africa-Ue che si terr\u00e0 ad aprile 2014 a Bruxelles fornir\u00e0 l&#8217;occasione per un rafforzamento delle relazioni euro-africane e per consolidare un partenariato che superi le logiche tradizionali della &#8220;cooperazione allo sviluppo&#8221; e si caratterizzi per un pi\u00f9 maturo rapporto nell&#8217;interesse reciproco.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Momento di grande slancio politico per il processo di integrazione africana. 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