{"id":24500,"date":"2013-11-06T00:00:00","date_gmt":"2013-11-05T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/vicolo-stretto-per-laccordo-sul-nucleare-iraniano\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:13","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:13","slug":"vicolo-stretto-per-laccordo-sul-nucleare-iraniano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/11\/vicolo-stretto-per-laccordo-sul-nucleare-iraniano\/","title":{"rendered":"Vicolo stretto per l\u2019accordo sul nucleare iraniano"},"content":{"rendered":"<p>Barack Obama e Hassan Rouhani. Per la prima volta in oltre trent\u2019anni, sembra questa la coppia vincente in grado di battere l\u2019ostilit\u00e0 di Washington e Teheran per raggiungere un accordo, quello sul nucleare iraniano, che darebbe respiro all\u2019economia iraniana e farebbe incassare agli statunitensi un significativo successo sul piano della non-proliferazione e della stabilit\u00e0 regionale.<\/p>\n<p> La chiave per una soluzione della disputa sta nei dettagli di un accordo che dovrebbe permettere a Obama di affermare credibilmente di avere allontanato il rischio di un Iran nucleare e agli iraniani di salvare la faccia, concedendo loro una limitata &#8211; e internazionalmente vigilata &#8211; capacit\u00e0 di arricchimento dell\u2019uranio. Al centro della disputa vi \u00e8 proprio quest\u2019ultimo procedimento, necessario tanto alla produzione di energia elettrica quanto a quella di materiale per testate.<\/p>\n<p><b>Russia, Israele e Arabia Saudita <\/b><br \/>La via verso un accordo \u00e8 tuttavia irta di ostacoli non solo sul piano tecnico, ma anche e soprattutto su quello politico. Anche se nessuno si dice favorevole a un nuovo confronto militare nel Golfo, le valutazioni di interesse nazionale dei vari attori coinvolti sono tali che un accordo non soddisfer\u00e0 tutti. A temerne gli effetti sono soprattutto tre attori chiave: Russia, Israele e Arabia Saudita.<\/p>\n<p>Per Mosca si tratta di un calcolo strategico, dal momento che lo status quo la favorisce. L\u2019Iran resta lontano dall\u2019oltrepassare la soglia nucleare (i russi ritengono che il programma nucleare iraniano non sia un rischio imminente), restando impermeabile all\u2019influenza Usa.<\/p>\n<p>Israele, che in teoria dovrebbe essere il maggiore beneficiario della risoluzione della disputa dal momento che considera un Iran nucleare un\u2019inaccettabile minaccia alla sua sicurezza, teme che Obama si accontenti di un accordo al ribasso privo di sufficienti garanzie che l\u2019Iran non riprenda la via nucleare. Tel Aviv teme soprattutto che a un accordo segua un <i>rapprochement <\/i>tra Washington e Teheran che possa concedere all\u2019Iran un credito sufficiente per sostenere un\u2019agenda contraria agli interessi di Israele nella regione, in special modo nei Territori occupati palestinesi.<\/p>\n<p>L\u2019Arabia Saudita ha lavorato intensamente all\u2019isolamento dell\u2019Iran negli ultimi anni, sostenendo dietro le quinte una politica aggressiva basata su sanzioni e minaccia di intervento militare Usa, tentando al contempo di accreditarsi come campione della causa palestinese e di assicurarsi governi allineati nei paesi arabi sconvolti dalle rivoluzioni, in primis Egitto e Siria.<\/p>\n<p><b>Bastoni tra le ruote<\/b><br \/>La Russia ha poco spazio &#8211; operativo e politico &#8211; per mettere i bastoni tra le ruote a Iran e Usa se questi ultimi vorranno davvero raggiungere un accordo. Mosca potrebbe in ogni caso rassegnarsi a un mutato quadro strategico in cui Washington e Teheran facciano fronte comune alla minaccia qaedista, una priorit\u00e0 assoluta per i russi visto che l\u2019islamismo \u00e8 una delle anime del separatismo delle repubbliche russe nord-caucasiche.<\/p>\n<p>Israele e Arabia Saudita hanno maggiori capacit\u00e0 di ostacolare un accordo a loro non gradito. Nelle sue recenti dichiarazioni, l\u2019ex ambasciatore saudita a Washington, Bandar bin Sultan, ha ammonito contro il rischio di una frattura tra Stati Uniti e Arabia Saudita. A causarla sarebbe non solo l\u2019indecisione Usa sulla Siria e sulla questione palestinese, ma soprattutto il possibile riavvicinamento all\u2019Iran. L\u2019invito ai referenti americani di Riyadh sembra chiaro: opporsi a ogni intesa da cui Teheran esca rafforzato.<\/p>\n<p>Israele gode di enorme credito al Congresso Usa &#8211; l\u2019organo che ha il potere di revocare la maggior parte delle sanzioni Usa &#8211; e pu\u00f2 inoltre contare su un partito repubblicano incline a negare a Obama un successo quale potrebbe essere (e sicuramente sarebbe cos\u00ec rappresentato) un accordo con l\u2019Iran. In entrambi i casi, i sostenitori dell\u2019alleanza Usa-Israele e Usa-Arabia Saudita faranno pressioni sul presidente statunitense perch\u00e9 richieda all\u2019Iran concessioni tali che a Rouhani risulterebbe impossibile fare accettare alla leadership clericale iraniana.<\/p>\n<p><b>Possibile eredit\u00e0<\/b><br \/>La strada verso la risoluzione della disputa sul nucleare \u00e8 quindi molto stretta: Obama dovr\u00e0 essere capace di presentare l\u2019accordo come un sostanziale contributo alla sicurezza di Israele che non leda l\u2019alleanza con i sauditi.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, il presidente statunitense dovr\u00e0 assicurare un alleggerimento delle sanzioni in misura sufficiente perch\u00e9 Rouhani possa rivendicare in patria un successo ottenuto senza compromettere il prestigio della Repubblica islamica.<\/p>\n<p>Dal momento che ci sono poche possibilit\u00e0 che l\u2019intesa su cui l\u2019Iran possa mettere la firma sia pienamente accettabile da israeliani e sauditi (e dai loro sostenitori al Congresso), Obama non potr\u00e0 limitarsi a cercare di accontentarli. Dovr\u00e0 invece sfidarli a dimostrare che l\u2019alternativa da loro preferita sia pi\u00f9 vantaggiosa per gli Usa di quanto lo sarebbe un accordo.<\/p>\n<p>Se, complice un Iran genuinamente interessato a far funzionare l\u2019accordo sul nucleare, Obama sar\u00e0 in grado di vincere questa battaglia politica, avr\u00e0 assicurato ai suoi successori un\u2019eredit\u00e0 duratura da cui gli Usa potrebbero grandemente beneficiare in futuro: una relazione pragmatica con uno stato chiave nel panorama geopolitico del Golfo come l\u2019Iran.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Barack Obama e Hassan Rouhani. 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