{"id":24510,"date":"2013-11-06T00:00:00","date_gmt":"2013-11-05T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/valzer-usa-nel-golfo\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:13","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:13","slug":"valzer-usa-nel-golfo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/11\/valzer-usa-nel-golfo\/","title":{"rendered":"Valzer Usa nel Golfo"},"content":{"rendered":"<p>Tempi burrascosi per la relazione tra Stati Uniti e Arabia Saudita. Il rifiuto della monarchia saudita di divenire membro non permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite \u00e8 l&#8217;ultimo di una serie di colpi diplomatici inferti allo stretto rapporto tra i due paesi e un messaggio chiaro: Riyadh non \u00e8 soddisfatta dei recenti cambiamenti di rotta della politica americana in Medio Oriente.<\/p>\n<p>Pur non essendo la prima volta che i due alleati si trovano ad affrontare un momento critico nei loro rapporti bilaterali &#8211; era gi\u00e0 successo durante la guerra civile in Iraq e durante la guerra in Libano nel 2006 &#8211; le attuali divergenze potrebbero scaturire da e allo stesso tempo essere la causa di un generale ripensamento dell\u2019architettura di sicurezza nella regione del Golfo.<\/p>\n<p>Per decenni le relazioni tra Riyadh e Washington si sono basate su un tacito accordo: sicurezza in cambio di petrolio. Consapevoli della propria vulnerabilit\u00e0 di fronte all\u2019ascesa del loro avversario regionale, l\u2019Iran, i paesi della penisola arabica hanno costruito attorno a s\u00e9 uno scudo protettivo costituito dagli Stati Uniti e da alcuni paesi europei.<\/p>\n<p>Questo tacito accordo potrebbe essere sul punto di essere rivisto, se non altro perch\u00e9 una delle due parti, gli Stati Uniti, sta attraversando una fase di ri-orientamento strategico dei propri interessi nella regione, anche alla luce della propria maggiore autonomia in termini di approvvigionamento energetico.<\/p>\n<p>Siria, Iran ed Egitto sono al centro di questo ri-orientamento delle priorit\u00e0 americane nella regione che porta i sauditi a parlare di un \u201ctradimento\u201d da parte del loro storico alleato.<\/p>\n<p><b>Fratelli Musulmani<\/b><br \/>Il contrasto tra Washington e Riyadh sul dossier egiziano \u00e8 andato maturando nel tempo e si \u00e8 manifestato in tutta la sua portata dopo gli eventi del luglio scorso che hanno posto fine al governo della Fratellanza Musulmana. Il timido, ma costante tentativo americano di dialogare con il partito islamista uscito vittorioso dalle elezioni del 2011-12 non \u00e8 stato visto di buon occhio dall\u2019Arabia Saudita, ostile nei confronti della Fratellanza.<\/p>\n<p>Dopo la deposizione per mano militare del presidente islamista Mohammed Mursi, Riyadh ha offerto un generoso sostegno al regime dei militari e ha criticato la politica americana in Egitto come fallimentare. Al di l\u00e0 dell\u2019annuncio di sospendere la consegna di alcuni elicotteri e carri armati, Obama non sembra intenzionato a rivoluzionare la relazione con il Cairo. Su questo fronte, Riyadh aspetta per ora la prossima mossa.<\/p>\n<p><b>Scacchiere siriano<\/b><br \/>Ben pi\u00f9 rilevanti sembrano essere le distanze tra Washington e Riyadh sulla Siria. La decisione di Obama di non intervenire militarmente contro al-Assad \u00e8 stata uno shock per Riyadh che ha manifestato la propria volont\u00e0 di giocare un ruolo ancora pi\u00f9 assertivo nella crisi siriana per cercare di far fronte all&#8217;isolamento prodotto dall\u2019accordo russo-americano sulle armi chimiche.<\/p>\n<p>Le voci circa il tentativo di creare un nuovo esercito nazionale (l\u2019esercito dell\u2019Islam) &#8211; formato al di fuori della Siria, secondo alcuni con la cooperazione del Pakistan, e in grado di sconfiggere al-Assad &#8211; sono un segnale concreto dell\u2019insoddisfazione saudita nei confronti della \u201ccodardia\u201d americana.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in profondit\u00e0, l\u2019allontanamento tra Riyadh e Washington sulla Siria \u00e8 stato influenzato dal nuovo corso delle relazioni tra Stati Uniti e Iran. La creazione di un fronte comune tra le due parti contro il proliferare del jihadismo in Siria rappresenterebbe una vera e propria catastrofe per Riyadh.<\/p>\n<p>Una negoziazione con l\u2019Iran che lasci irrisolta la questione siriana verrebbe a significare che la strada per Tehran non passa pi\u00f9 per Mosca, Riyadh e Damasco, cosa su cui di fatto l\u2019Arabia Saudita ha basato i propri calcoli negli ultimi tre anni.<\/p>\n<p><b>Spiraglio europeo<\/b><br \/>Qualunque siano i prossimi passi sulla strada del<i> rapprochement<\/i> tra Washington e Tehran, la cosa veramente importante \u00e8 che essi vengano adeguatamente spiegati non soltanto ai partner negoziali del gruppo &#8220;5 +1&#8221; (Gran Bretagna, Francia, Russia, Cina e Germania), ma anche e soprattutto agli altri attori regionali: Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Turchia e Israele.<\/p>\n<p>La possibilit\u00e0 concreta di ridisegnare un nuovo quadro della sicurezza regionale deve tenere conto dei bisogni e delle esigenze di iraniani, sauditi, israeliani, russi e americani. Soltanto in questo modo la \u201cvulnerabilit\u00e0\u201d mostrata dall\u2019\u201caffronto\u201d saudita alle Nazioni Unite non diventer\u00e0 il segno premonitore di scelte unilaterali e di rifiuto della diplomazia da parte di Riyadh.<\/p>\n<p>Dando per scontato che Obama non si potr\u00e0 permettere di cedere ai capricci dettati dalla paura di isolamento dell\u2019Arabia Saudita mettendo cos\u00ec a repentaglio le speranze di apertura con l\u2019Iran, si potrebbe aprire uno spiraglio interessante per l\u2019Europa al fine di promuovere azioni di <i>confidence building <\/i>con i paesi del Golfo. <\/p>\n<p>Non si tratta di competere con gli Stati Uniti per sostituirsi a essi quali fulcro dell\u2019architettura di sicurezza regionale, bens\u00ec cercare di mediare tra le due posizioni che corrispondono a due diverse visioni della realt\u00e0.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tempi burrascosi per la relazione tra Stati Uniti e Arabia Saudita. 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