{"id":24530,"date":"2013-11-08T00:00:00","date_gmt":"2013-11-07T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/finmeccanica-il-dado-e-tratto\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:12","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:12","slug":"finmeccanica-il-dado-e-tratto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/11\/finmeccanica-il-dado-e-tratto\/","title":{"rendered":"Finmeccanica, il dado \u00e8 tratto"},"content":{"rendered":"<p>Con la decisione di cedere Ansaldo Energia entro la fine di quest\u2019anno, Finmeccanica ha definitivamente rotto gli indugi, cominciando a mettere in pratica la strategia di concentrazione dell\u2019aerospazio, sicurezza e difesa e di abbandono dei settori esclusivamente civili e completamente scollegati con il suo core business.<\/p>\n<p>Su questa decisione si \u00e8 discusso per un decennio senza risultati e nemmeno la sua ufficializzazione, nel 2011, aveva consentito di fare dei passi avanti in questa direzione. Va quindi dato atto al nuovo vertice aziendale di aver conseguito un primo risultato di grande importanza.<\/p>\n<p><b>Focus necessario<\/b><br \/>Alla base di questa strategia vi sono poche semplici considerazioni sulla realt\u00e0 di Finmeccanica. Questa \u00e8 stata fino ad ora impegnata in troppi settori. In molti di questi non ha le dimensioni per competere sul mercato globale. In aggiunta, non ha le risorse umane e finanziarie per sostenere adeguatamente tutti questi settori. Infine, ha un livello eccessivo di indebitamento. Il ritardo della riorganizzazione non aiuta, cos\u00ec come non lo sta facendo la riduzione delle spese militari in alcuni suoi importanti mercati di riferimento, fra cui quello nazionale.<\/p>\n<p>Di qui la necessit\u00e0 di una sua concentrazione e specializzazione nelle aree di eccellenza tecnologica dove da sola o in collaborazione con altri partner internazionali potr\u00e0 continuare a rimanere un player a livello globale.<\/p>\n<p>In questo quadro, \u00e8 del tutto evidente che le attivit\u00e0 puramente civili ed estranee, come energia e trasporti, non potevano continuare a essere presidiate. Nel secondo caso giocano poi negativamente le costanti e rilevanti perdite, nonostante i ripetuti tentativi di porvi rimedio attraverso numerose ristrutturazioni.<\/p>\n<p><b>Condizionamenti<\/b><br \/>In questi termini la soluzione era facilmente individuabile, ma l\u2019esperienza di Finmeccanica ha dimostrato quanto sia ancora forte il condizionamento politico e sociale, giocato, per altro, tutto in difesa di uno status quo e di un rinvio senza fine di ogni decisione. Un atteggiamento trasversalmente diffuso fra i nostri decisori politici che, nelle imprese partecipate dallo stato (in Finmeccanica il 30%), assume un potere di veto difficilissimo da rimuovere.<\/p>\n<p>Nello scorso decennio n\u00e9 i governi di centro-destra, n\u00e9 quello di centro-sinistra si sono dimostrati dei saggi azionisti, cercando di tutelare l\u2019interesse nazionale sul piano strategico ed evitando di intromettersi nelle scelte industriali del gruppo.<\/p>\n<p>Hanno, invece, favorito la ricerca della tranquillit\u00e0 sociale, anche se pagata a caro prezzo: nessun licenziamento dei dirigenti incapaci o infedeli (spesso \u201cprotetti\u201d a livello politico), n\u00e9 chiusura di impianti inefficienti (e, nei pochi casi avvenuti, tempi poco compatibili con un mercato internazionale sempre pi\u00f9 ferocemente competitivo). <\/p>\n<p>Nel contempo, sono pesate la volont\u00e0 dei vertici aziendali di mantenere una grande dimensione finanziaria (anche se raggiunta a discapito del rafforzamento del core business) e di non contrariare l\u2019azionista pubblico, anche tenendo conto dei risultati economici non certamente brillanti. Il livello di indipendenza \u00e8 cos\u00ec sceso progressivamente impedendo di fatto, fino ad ora, ogni capacit\u00e0 di manovra.<\/p>\n<p><b>Lenta agonia <\/b><br \/>Da qui dovrebbe partire anche una seria riflessione sull\u2019opportunit\u00e0 che in Italia si arrivi al pi\u00f9 presto a una completa privatizzazione delle imprese, lasciando allo stato solo i poteri speciali previsti, limitatamente ai settori strategici, dalla nuova normativa del 2012.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione per i problemi sociali derivanti dalle ristrutturazioni industriali dovrebbe, infatti, portare a gestire questi processi di trasformazione attraverso l\u2019accompagnamento al pensionamento, la riqualificazione del personale, ma, soprattutto, creando condizioni favorevoli all\u2019avvio di nuove attivit\u00e0 nelle aree interessate.<\/p>\n<p>Limitarsi a resistere significa solo una lenta agonia in cui si salvaguardano in qualche modo quanti stanno all\u2019interno a discapito di quanti restano all\u2019esterno (compresi i sub-fornitori) e soprattutto dei giovani in cerca di lavoro.<\/p>\n<p>Questo condizionamento \u00e8 risultato evidente anche nel caso di Ansaldo Energia dove Finmeccanica ha dovuto pagare pegno accettando di rimanervi, seppure con una quota irrilevante (il 15%) ancora per tre anni. <\/p>\n<p>Per altro la soluzione dell\u2019intervento del Fondo strategico italiano della cassa depositi e prestiti \u00e8 dichiaratamente interlocutoria perch\u00e9 la societ\u00e0 genovese aveva ed ha bisogno non di un partner finanziario, ma di un partner industriale \u201cdi mestiere\u201d che garantisca la capacit\u00e0 di investimento tecnologico e l\u2019espansione sul mercato internazionale.<\/p>\n<p><b>Terapia tardiva<\/b><br \/>Fin dall\u2019inizio, d\u2019altra parte, la questione \u00e8 stata impostata male, attribuendo la proposta di cessione alla necessit\u00e0 di fare cassa di Finmeccanica e non, invece, alla sua impossibilit\u00e0 di far fronte ai nuovi investimenti e al supporto che la societ\u00e0 genovese richiede per rimanere efficiente e competitiva.<\/p>\n<p>Purtroppo questo si verificher\u00e0 con molto ritardo, ma nel nostro paese il fattore \u201ctempo\u201d non sembra essere preso in seria considerazione. Cos\u00ec si rischia, per\u00f2, che un\u2019iniziale terapia, per quanto intensa e dolorosa, non consenta al paziente di riprendersi e, alla fine, si debbano adottare misure molto pi\u00f9 traumatiche.<\/p>\n<p>Dopo questa decisione, la presenza di Ansaldo Breda in Finmeccanica ha ancora meno senso perch\u00e9 \u00e8 rimasta l\u2019unica attivit\u00e0 \u201cestranea\u201d e, quindi, la priorit\u00e0 \u00e8 ora quella di trovare rapidamente un gruppo in grado di integrarla. La sua situazione \u00e8 talmente compromessa sul piano tecnologico, industriale, commerciale e finanziario che sar\u00e0 comunque necessario accompagnare ogni ipotesi di soluzione con una rilevante dote.<\/p>\n<p>Solo avendo la certezza che anche questo problema sar\u00e0 tempestivamente risolto, Finmeccanica potr\u00e0 affrontare nuove sfide all\u2019interno del suo <i>core business<\/i> in una logica sia di internazionalizzazione di alcune attivit\u00e0 dove da sola non pu\u00f2 essere un player, sia di espansione e rafforzamento in Italia e all\u2019estero.<\/p>\n<p>L\u2019aver finalmente stabilizzato il vertice aziendale consente di compiere le scelte necessarie. Il problema non \u00e8 e non pu\u00f2 per\u00f2 rimanere confinato al piano industriale. \u00c8 necessario che l\u2019Italia definisca una sua strategia nazionale nel settore delle alte tecnologie, assicurando il necessario supporto per la fase di ricerca, sviluppo e industrializzazione a livello sia nazionale sia europeo, a partire dal rifinanziamento della legge 808 che, analogamente agli altri grandi paesi europei, ha consentito di far crescere la nostra industria.<\/p>\n<p>\u00c8 con questa base tecnologica e industriale nazionale, guidata da Finmeccanica, che anche il nostro paese pu\u00f2 partecipare alla costruzione di una capacit\u00e0 europea nell\u2019aerospazio, sicurezza e difesa.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la decisione di cedere Ansaldo Energia entro la fine di quest\u2019anno, Finmeccanica ha definitivamente rotto gli indugi, cominciando a mettere in pratica la strategia di concentrazione dell\u2019aerospazio, sicurezza e difesa e di abbandono dei settori esclusivamente civili e completamente scollegati con il suo core business. 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