{"id":24560,"date":"2013-11-13T00:00:00","date_gmt":"2013-11-12T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/toto-nomine-per-la-lotteria-ue\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:11","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:11","slug":"toto-nomine-per-la-lotteria-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/11\/toto-nomine-per-la-lotteria-ue\/","title":{"rendered":"Toto nomine per la lotteria Ue"},"content":{"rendered":"<p>I concorrenti sono sui blocchi di partenza. Tutti tranne uno. Ma la corsa potrebbe non scattare mai, se il Partito popolare europeo (Ppe) non manda in pista il proprio campione. E la grande novit\u00e0 delle elezioni europee 2014, concepita pure per stimolare la partecipazione e contrastare l\u2019euro-scetticismo, potrebbe restare incompiuta.<\/p>\n<p>La designazione, da parte delle grandi famiglie politiche europee, di un candidato alla presidenza della Commissione europea non equivale a un\u2019elezione diretta, ma \u00e8 destinata a condizionare pesantemente le scelte dei leader dei 28, cui spetter\u00e0 decidere &#8211; l\u2019anno prossimo &#8211; quale successore di Manuel Barroso proporre all\u2019investitura del Parlamento europeo.<\/p>\n<p><b>Ricco bottino<\/b><br \/>Nei criteri di valutazione dei leader, i fattori politici e quelli nazionali s\u2019intrecciano. E conta pure l\u2019equilibrio degli incarichi. La posta in palio nel 2014 \u00e8 ricca con i posti di presidente del Consiglio, della Commissione e del Parlamento europei, oltre che di \u2018ministro degli esteri\u2019, cio\u00e8, a dirla tutta burocraticamente, l\u2019alto responsabile per la politica estera e di sicurezza comune. Senza contare, nell\u2019orto vicino dell\u2019Alleanza atlantica, l\u2019incarico di segretario generale.<\/p>\n<p>Per l\u2019Italia, che ha gi\u00e0 Mario Draghi alla presidenza della Banca centrale europea sar\u00e0 difficile partecipare alla spartizione del bottino, anche se Mario Monti ed Enrico Letta hanno profilo e titoli per puntare a succedere al presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy.  Nessun italiano ha poi mai guidato il Parlamento eletto a suffragio universale. Sul fronte Nato, \u00e8 in lizza l\u2019ex ministro degli Esteri Franco Frattini.<\/p>\n<p><b>Popolari a carte coperte <\/b><br \/>Finora, solo il Partito socialista europeo ha gi\u00e0 indicato un candidato alla presidenza della Commissione: \u00e8 Martin Schulz, il tedesco attualmente presidente del Parlamento europeo, la cui nomination ufficiale avverr\u00e0 in un congresso a Roma all\u2019inizio del 2014. Gli altri partiti hanno tracciato un percorso per giungere alla designazione. Tutti tranne i popolari, che nicchiano e per ora giocano a carte coperte: non hanno un candidato e non si sono neppure impegnati a darselo; se lo faranno, sar\u00e0 non prima di un congresso a marzo.<\/p>\n<p>Le considerazioni che frenano il Ppe sono essenzialmente due. La speranza, fondata, di essere ancora il gruppo pi\u00f9 forte nel prossimo Parlamento e la certezza, quasi matematica, che i leader popolari siano maggioranza nel Consiglio che sceglier\u00e0 il successore di Barroso. A meno che euro-scettici e populisti non spariglino i giochi, almeno nell\u2019Assemblea, sfruttando a maggio la disaffezione verso l\u2019Europa degli elettori.<\/p>\n<p>In attesa del Ppe, l\u2019ultimo nome spuntato nel \u2018toto Commissione\u2019 \u00e8 quello del premier irlandese Enda Kenny, leader del Fine Gael, che potrebbe essere il campione dei conservatori britannici. Per il momento Kenny \u00e8 pi\u00f9 un\u2019indiscrezione che una certezza. <\/p>\n<p>Invece, la candidatura del greco Alexis Tsipras, leader del partito di sinistra radicale Syriza, \u00e8 un progetto ben avanzato: i leader dei partiti del gruppo della Sinistra unitaria europea (Gue\/Ngl) lo propongono per il post-Barroso, ma la designazione dovr\u00e0 essere confermata dal congresso in programma a Madrid a met\u00e0 dicembre.<\/p>\n<p>In una nota del partito, si legge: &#8221;Syriza riunisce il popolo greco contro l&#8217;autoritarismo&#8221; della troika, Tsipras sarebbe una voce \u201cdi resistenza e speranza contro le politiche ultra-liberiste e contro la minaccia dell&#8217;estrema destra&#8221;. E nonostante la Gue non creda che la scelta del presidente della Commissione da parte dei partiti aiuti a democratizzare la politica europea, vuole comunque puntare su un proprio campione. Ma gli italiani di Sinistra ecologia e libert\u00e0 si smarcano: loro puntano su Schulz.<\/p>\n<p>Anche il gruppo dei liberal-democratici europei (Alde) \u00e8 in fase decisionale: momento cruciale, fine novembre, quando il partito terr\u00e0 una riunione a Londra e discuter\u00e0 le candidature alla \u2018nomination\u2019. In prima fila, ci sono l\u2019ex premier belga Guy Verhofstadt, liberale fiammingo, federalista convinto, e Olli Rehn, finlandese, attuale commissario europeo all\u2019economia e alla finanza. Rehn \u00e8 una vecchia conoscenza italiana: dal 2009, ci spulcia i conti per mestiere.<\/p>\n<p>Requisito indispensabile per essere un candidato dei liberal-democratici alla poltrona di Barroso \u00e8 avere l\u2019appoggio di almeno due partiti di due diversi paesi Ue o di almeno il 20% dei deputati del gruppo. Il 19 e 20 dicembre, i leader del partito valuteranno i nomi sul tavolo e chiuderanno il lotto degli aspiranti alla \u2018nomination\u2019. Alla scelta del candidato proceder\u00e0 un Congresso straordinario a Bruxelles il 1\u00b0 febbraio 2014.<\/p>\n<p>I Verdi europei hanno appena lanciato primarie online per scegliere i due finalisti alla nomination, su cui poi si pronuncer\u00e0 un congresso. Fra quelli in lizza alle primarie, l\u2019italiana Monica Frassoni, co-presidente del Partito verde europeo, e l\u2019eurodeputato Jos\u00e9 Bov\u00e9, un agricoltore francese, gi\u00e0 leader del movimento anti-globalizzazione.<\/p>\n<p><b>Schulz in campagna elettorale<\/b><br \/>Libero da pastoie interne al suo partito, Schulz \u00e8 da mesi impegnato in una frenetica campagna elettorale personale che l\u2019ha gi\u00e0 portato pi\u00f9 volte in Italia e pure in Vaticano, ricevuto in udienza dal Papa. L\u2019idea \u00e8 di avere Francesco a Strasburgo prima della fine della legislatura. Il presidente del Parlamento si batte per la crescita e il lavoro e critica la scelta del rigore, denunciando, specie quando \u00e8 in Grecia, i \u201cmisfatti\u201d della troika. Ma tira il freno a mano, quando si tratta di criticare la cancelliera tedesca Angela Merkel.<\/p>\n<p>Il nome di Schulz \u00e8 pure entrato nei negoziati per la formazione della grande coalizione tedesca: i socialisti lo vogliono blindare fin d\u2019ora come commissario tedesco, rendendo pi\u00f9 difficile alla Merkel contrastarne poi l\u2019ascesa alla presidenza della Commissione a favore di un popolare non tedesco. Pesa pure il fatto che la Germania non ha pi\u00f9 avuto la guida dell\u2019esecutivo comunitario dagli anni 50, quando Walter Hallstein apr\u00ec la serie.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I concorrenti sono sui blocchi di partenza. Tutti tranne uno. 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