{"id":24610,"date":"2013-11-19T00:00:00","date_gmt":"2013-11-18T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-ritorno-della-presidenta\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:10","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:10","slug":"il-ritorno-della-presidenta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/11\/il-ritorno-della-presidenta\/","title":{"rendered":"Il ritorno della presidenta"},"content":{"rendered":"<p>Michelle Bachelet si dimostra ancora nei cuori degli elettori cileni. La leader della coalizione di centro-sinistra <i>Nueva mayor\u00eda<\/i> e presidente del Cile dal 2006 al 2010, ha ottenuto un ottimo risultato nelle elezioni di domenica 17 novembre: il 46,68% dei voti. Pur non riuscendo ad agguantare una vittoria decisiva al primo turno, la Bachelet ha praticamente doppiato la principale sfidante, Evelyn Matthei, che si \u00e8 fermata al 25,01%. <\/p>\n<p><b>Ballottaggio<\/b><br \/>Pediatra, 62 anni, figlia di un generale dell\u2019aeronautica morto sotto tortura per essersi opposto al golpe di Augusto Pinochet, la Bachelet ha vissuto in esilio nella Germania dell\u2019est dal 1975 al 1979. La sua piattaforma politica ha riunito il Partito socialista, il Partito comunista e il Partito per la democrazia. Il suo programma punta a una riforma tributaria da 8 miliardi di dollari, circa il 3% del Pil cileno, da destinarsi in gran parte al sistema di istruzione, rendendolo gratuito e migliorandone la qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Al ballottaggio, la leader della coalizione di sinistra se la vedr\u00e0 con Evelyn Matthei, 60 anni, candidata di <i>Renovaci\u00f3n nacional<\/i>, coalizione che sostiene l\u2019attuale presidente, Sebasti\u00e1n Pi\u00f1era. Anche lei \u00e8 figlia di un generale dell\u2019aeronautica, che fece per\u00f2 parte della giunta Pinochet. Matthei esprime una posizione conservatrice, manifestando la sua opposizione al matrimonio omosessuale e all\u2019aborto. <\/p>\n<p>La candidata della coalizione conservatrice ha sorprendentemente ottenuto pi\u00f9 voti rispetto a quelli previsti dai sondaggi, ma le speranze di battere la Bachelet sono esigue. Tutti gli altri principali sfidanti al primo turno hanno gi\u00e0 dichiarato che appoggeranno l\u2019ex presidente al ballottaggio, garantendole, in questo modo, una vittoria matematica.<\/p>\n<p><b>Manifestazioni studentesche<\/b><br \/>Chiunque delle due sfidanti prevalga al ballottaggio, dovr\u00e0 affrontare due grandi sfide. La prima riguarda la questione dell\u2019istruzione, che ha provocato una massiccia ondata di manifestazioni studentesche a partire dal 2011.<\/p>\n<p>L\u2019intensit\u00e0 di queste proteste ha provocato una sterzata dell\u2019asse politico del Cile verso sinistra, favorendo la candidatura della Bachelet. Gli studenti hanno iniziato a manifestare per chiedere la gratuit\u00e0 dell\u2019istruzione superiore, arrivando a vere e proprie battaglie campali con le forze di polizia. Il sistema universitario in Cile \u00e8 privato e per questo motivo i giovani cileni devono sottoscrivere un pesante prestito per pagare le rette che devono rimborsare dopo la laurea.<\/p>\n<p>L\u2019enorme dimensione e l\u2019impatto mediatico delle manifestazioni hanno portato la stessa destra cilena a smorzare i toni dei suoi tradizionali cavalli di battaglia, come liberalizzazione dell\u2019economia, deregolamentazione, privatizzazioni e riduzione della pressione fiscale.<\/p>\n<p>Il Cile segue un modello economico liberale e molto aperto al commercio internazionale sin dagli anni \u201970, quando i \u201cChicago Boys\u201d ispirati da Milton Friedman elaborarono la politica economica della dittatura del generale Pinochet.<\/p>\n<p> Oggi il paese \u00e8 probabilmente l\u2019economia pi\u00f9 dinamica e sviluppata dell\u2019America Latina, con una crescita media del Pil del 5-7% negli ultimi 20 anni, un debito pubblico inferiore al 10% del Pil, un bilancio statale in attivo, solide riserve valutarie e un Pil pro-capite superiore ai 18 mila dollari, il pi\u00f9 alto di tutto il Sud America.<\/p>\n<p>Oltretutto, il Cile pu\u00f2 vantare uno dei sistemi d\u2019istruzione pi\u00f9 efficienti della regione. L\u2019analfabetismo \u00e8 stato praticamente sradicato e il numero dei laureati \u00e8 il pi\u00f9 elevato di tutto il Cono Sud.<\/p>\n<p>Ciononostante, la popolazione cilena pare chiedere al prossimo presidente un cambiamento nell\u2019ordine politico ed economico, aumentando la presenza dello stato nella vita dei cittadini, in particolare nell\u2019istruzione.<\/p>\n<p><b>Costituzione<\/b><br \/>Il nuovo capo dello stato dovr\u00e0 anche occuparsi della riforma costituzionale. Entrata in vigore nel 1981, durante il regime di Pinochet, la Costituzione presenta molti aspetti autoritari e almeno due problemi: il sistema elettorale binominale e il cosiddetto \u201cquorum supermaggioritario di voto\u201d.<\/p>\n<p>Il sistema binominale permette alle due principali coalizioni di spartirsi i seggi al Congresso, rendendo molto complicato l\u2019ingresso di una terza formazione e, allo stesso tempo, favorisce la nascita di maggioranze risicate. Contemporaneamente, il quorum supermaggioritario richiede 4\/7 dei voti favorevoli dei congressisti per modificare le leggi o la Costituzione (69 dei 120 deputati e 21 dei 38 senatori).<\/p>\n<p>Per questo motivo, pur conquistando la Presidenza, la Bachelet dovr\u00e0 scegliere: trovare un accordo con l\u2019opposizione per cambiare la Costituzione &#8211; tra gli otto candidati alla presidenza, soltanto Evelyn Matthei non appoggia una riforma &#8211; o indire un referendum per eleggere una nuova Assemblea Costituente.<\/p>\n<p>Una virata a sinistra che potrebbe arrivare con Bachelet non significa, per\u00f2, una bolivarizzazione del paese. A differenza dei suoi vicini sudamericani, in particolare Argentina e Venezuela, la coalizione che sostiene la Bachelet \u00e8 composta da una pluralit\u00e0 di partiti, tra cui i anche i centristi democratico-cristiani.<\/p>\n<p>Durante il suo primo mandato Michelle Bachelet ha mostrato moderazione nelle scelte politiche ed economiche e, stando al suo programma elettorale, sar\u00e0 questa la linea che seguirebbe in caso di vittoria, permettendo al Cile di continuare sulla strada dello sviluppo. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Michelle Bachelet si dimostra ancora nei cuori degli elettori cileni. La leader della coalizione di centro-sinistra Nueva mayor\u00eda e presidente del Cile dal 2006 al 2010, ha ottenuto un ottimo risultato nelle elezioni di domenica 17 novembre: il 46,68% dei voti. 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