{"id":24630,"date":"2013-11-20T00:00:00","date_gmt":"2013-11-19T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/ucraina-il-cordone-ombelicale-non-ancora-reciso\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:09","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:09","slug":"ucraina-il-cordone-ombelicale-non-ancora-reciso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/11\/ucraina-il-cordone-ombelicale-non-ancora-reciso\/","title":{"rendered":"Ucraina, il cordone ombelicale non ancora reciso"},"content":{"rendered":"<p>Quando l\u2019Ucraina \u00e8 emersa dalle ceneri dell\u2019Unione Sovietica si presentava politicamente e linguisticamente divisa. Oggi per\u00f2 la sua identit\u00e0 nazionale e la sua indipendenza sembrano pi\u00f9 solide, anche se non sa ancora quale strada scegliere: sul tavolo la firma degli accordi di associazione e di libero scambio con l\u2019Ue al summit europeo di Vilnius previsto per il 28-29 novembre, contrastati da Vladimir Putin che li definisce un \u2018suicidio economico\u2019 per l\u2019Ucraina. La partita non \u00e8 semplice, soprattutto all\u2019indomani della firma dell\u2019accordo con Gazprom sulla rinegoziazione del debito ucraino.<\/p>\n<p>Se l\u2019Unione europea insiste sul caso di Yulia Timoshenko e chiede maggiori garanzie sull\u2019economia, Mosca avverte Kiev che potrebbe \u2018perdere il treno\u2019 degli investimenti finanziati dalla Russia nel settore nucleare e aerospaziale.<\/p>\n<p>La donna simbolo della rivoluzione arancione sconta una condanna a sei anni per abuso di ufficio che la Corte europea dei diritti dell\u2019uomo ha giudicato illegale e arbitraria. Ricoverata in ospedale in stato di detenzione, la maggioranza dei paesi europei vorrebbe che fosse trasferita a Berlino per sottoporsi a cure mediche specialistiche, ma la decisione sul caso \u00e8 stata pi\u00f9 volte rimandata.<\/p>\n<p><b>Passo importante<\/b><br \/>\u201cLa firma degli accordi di Vilnius rappresenta per noi quello che la caduta del muro ha rappresentato per la Germania 24 anni fa\u201d ha dichiarato l\u2019ambasciatore ucraino presso l\u2019Unione europea (Ue) Konstantyn Yelisieiev, chiarendo per\u00f2 che l\u2019accordo non intende rappresentare un pericolo per gli interessi commerciali di Mosca.<\/p>\n<p>Questi toni europeistici assunti dalla dirigenza ucraina cominciano per\u00f2 ad attenuarsi e, stando alle dichiarazioni del primo ministro Mychola Azarov: la priorit\u00e0 sarebbe la normalizzazione delle relazioni commerciali con Mosca. Un passo indietro \u00e8 stato fatto anche dal presidente Viktor Yanukovich che ha citato delle stime per cui l\u2019adeguamento agli standard europei costerebbe all\u2019Ucraina tra i 9 e i 45 miliardi di euro. Ora il paese non pu\u00f2 permetterseli.<\/p>\n<p>In un primo momento anche Bruxelles ha tentennato, lasciando trasparire la  disponibilit\u00e0 ad aspettare il 2014, quando Yanukovich sar\u00e0 alle prese con le imminenti elezioni presidenziali.<\/p>\n<p>Al contrario Varsavia, \u00e8 rimasta il grande sponsor della svolta europea di Kiev, invitando il presidente ucraino a firmare subito l\u2019accordo perch\u00e9 se da un lato rischia di perdere il treno degli investimenti provenienti dalla Russia, dall\u2019altro pu\u00f2 salire al volo su quello europeo.<\/p>\n<p>Tuttavia recentemente, l\u2019Ue ha fatto capire di puntare a concludere l\u2019atteso accordo di associazione. Lo dimostrano le dichiarazioni della cancelliera tedesca Angela Merkel che ha ventilato la prospettiva di \u201cconcrete opportunit\u00e0 e reale solidariet\u00e0\u201d per il governo di Kiev. A farle eco quelle del ministro Emma Bonino che ha ribadito la disponibilit\u00e0 dell\u2019Unione perfino alla \u201cconvocazione di un Consiglio affari esteri alla vigilia del vertice di Vilnius\u201d.<\/p>\n<p><b>Gas<\/b><br \/>Le mosse della Russia non si sono fatte attendere. Soprattutto sul fronte del gas, che \u00e8 il cordone ombelicale che tiene legati i due paesi. L\u2019accordo tra l\u2019ucraina Naftogaz e Gazprom sul saldo dei debiti di Kiev sembra aver assunto un peso politico pi\u00f9 rilevante rispetto al caso della Tymoshenko. Intanto dall\u2019incontro tra Putin e Yanukovich, i cui contenuti sono rimasti segreti, \u00e8 stata ripristinata l\u2019importazione di gas russo proveniente dall\u2019Ucraina, interrotto l\u20198 novembre scorso a causa di una controversia sul prezzo.<\/p>\n<p>Mosca promette un abbassamento del prezzo se Kiev accetta di entrare nell\u2019unione doganale aggiungendosi al Kazachstan e alla Bielorussia. L\u2019Ucraina prova per\u00f2 a fare sentire la sua voce, sostenendo di poter contare su fonti alternative. Per mostrarlo indica gli accordi con la compagnia statunitense Chevron per iniziare l\u2019esplorazione del giacimento di Olesska dove si nasconderebbe un tesoro di shale gas.<\/p>\n<p>Secondo i russi, i loro vicini starebbero tuttavia violando gli accordi acquistando gas russo dall\u2019Europa a prezzi inferiori. Dal canto suo l\u2019Ue ha tutto da guadagnare, visto che \u00e8 da sempre infastidita dalle ripercussioni dei prezzi di favore di Gazprom che mira ad acquisire gradualmente la propriet\u00e0 dei gasdotti in Europa.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio quello che i russi propongono ai loro ex fratelli: prezzi agevolati in cambio delle concessioni sui gasdotti e dell\u2019adesione all\u2019unione doganale.<\/p>\n<p><b>Guerra al <i>made in Ukraine<\/i><\/b><br \/>Intanto Mosca comincia a piantare il filo spinato sul confine, fino a oggi molto permeabile tra i due paesi. Qualora Kiev firmasse gli accordi con l\u2019Ue gli ucraini e i russi dovranno esibire i passaporti e attraversare i check point.<\/p>\n<p>\u00c8 cominciata anche la guerra al <i>made in Ukraine<\/i> e nel mirino \u00e8 finito il cioccolato della Roshen, definito \u201cdannoso per lo stomaco dei russi\u201d. Se l\u2019embargo continua l\u2019azienda dovr\u00e0 mandare a casa mille dipendenti.<\/p>\n<p>I passi verso ovest di Kiev, in un primo momento decisi, poi pian piano pi\u00f9 incerti lasciano molti dubbi sul futuro degli accordi o comunque sulla loro eventuale applicazione. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che Mosca non moller\u00e0 la presa tanto facilmente, perch\u00e9 alcune amicizie tra i popoli, <i>dru\u017eby narodov<\/i>, sono dure a morire.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando l\u2019Ucraina \u00e8 emersa dalle ceneri dell\u2019Unione Sovietica si presentava politicamente e linguisticamente divisa. 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