{"id":24640,"date":"2013-11-21T00:00:00","date_gmt":"2013-11-20T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lingrediente-necessario-per-la-democrazia-europea\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:09","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:09","slug":"lingrediente-necessario-per-la-democrazia-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/11\/lingrediente-necessario-per-la-democrazia-europea\/","title":{"rendered":"L\u2019ingrediente necessario per la democrazia europea"},"content":{"rendered":"<p>Chi sar\u00e0 il nuovo presidente della Commissione nel 2014? Questa domanda, che nel passato riguardava solo pochi addetti ai lavori e alimentava i gossip politici europei, potrebbe avere questa volta una risposta diversa. Sembra infatti ormai certo che i partiti politici europei abbiano deciso di entrare direttamente nel gioco delle nomine fino ad oggi riservato al Consiglio europeo. <\/p>\n<p><b>Merkel contraria<\/b><br \/>Gi\u00e0 nel corso della campagna elettorale i partiti dovrebbero indicare il nome del candidato a rivestire il seggio pi\u00f9 alto nell\u2019esecutivo di Bruxelles. I socialisti europei si stanno accordando sul nome dell\u2019attuale Presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz. I liberali propenderebbero per Guy Verhofstadt. I democratici del Partito popolare europeo non hanno ancora deciso e cos\u00ec pure le altre forze politiche. <\/p>\n<p>L\u2019unica a opporsi apertamente all\u2019indebolimento delle prerogative del Consiglio europeo \u00e8 Angela Merkel che evidentemente teme di trovarsi il socialdemocratico Martin Schulz alla guida della Commissione. Anche se l\u2019opposizione della cancelliera non \u00e8 di poco peso, la decisione di procedere su questa nuova strada \u00e8 stata presa.<\/p>\n<p><b>Partiti protagonisti<\/b><br \/>Uno degli argomenti che vengono normalmente utilizzati per giustificare questa procedura \u00e8 la necessit\u00e0 di rafforzare il legame politico-istituzionale fra Commissione europea e Parlamento. Da questo punto di vista la proposta di indicare i candidati per il posto di presidente della Commissione avrebbe effetti a cascata. <\/p>\n<p>Legittimerebbe il ruolo dei partiti politici europei; rafforzerebbe i legami fra di essi e i partner politici nazionali; darebbe forza e maggiore credibilit\u00e0 alle piattaforme programmatiche; personalizzerebbe la campagna elettorale. Riuscirebbe in parte anche a trasformare in europee elezioni che troppo spesso hanno solamente valenza nazionale. Infine renderebbe pi\u00f9 \u201cpolitica\u201d la funzione di presidente della Commissione.<\/p>\n<p>Proprio quest\u2019ultima notazione ha sollevato le critiche e i timori di alcuni analisti europei. Uno dei ragionamenti che essi avanzano \u00e8 che una figura \u201cpartisan\u201d del Presidente della Commissione finirebbe per minare la sua indipendenza ed il suo ruolo di \u201cguardiano\u201d dei trattati.<\/p>\n<p>A parte il fatto che l\u2019indipendenza della Commissione \u00e8 nei confronti dei governi e non dei partiti politici, il ruolo di guardiano viene svolto dall\u2019intero collegio che vota a maggioranza qualificata, e non dal solo presidente.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale l\u2019imparzialit\u00e0 o meno del presidente, che anche oggi in mancanza del meccanismo di elezione \u201cdiretta\u201d rispecchia pur sempre un orientamento politico, va vista nell\u2019ottica dell\u2019esercizio delle competenze a lui attribuite e del controllo politico che ne far\u00e0 il Parlamento europeo.<\/p>\n<p><b>Meccanismo virtuoso<\/b><br \/>Semmai la cosa seria da chiedersi \u00e8 se il semplice artifizio di ricorrere alla indicazione del candidato presidente della Commissione nel corso delle prossime elezioni sia realmente in grado di rimettere in moto un meccanismo virtuoso all\u2019interno dell\u2019Unione europea. <\/p>\n<p>Alla luce delle crescenti difficolt\u00e0 economiche di gran parte delle popolazioni dell\u2019Unione, del rinascente nazionalismo e dello svilupparsi impetuoso di forze anticomunitarie &#8211; non solo nei paesi deboli ma anche in quelli forti del centro e del nord Europa &#8211; il dubbio \u00e8 pi\u00f9 che lecito. <\/p>\n<p>Austerit\u00e0 e antieuropeismo rappresentano un mix esplosivo. Affrontarli pensando che le elezioni del Parlamento europeo, anche con le novit\u00e0 di cui abbiamo detto, possano dare \u201cla risposta\u201d sarebbe oltremodo ingenuo. Continuare a ignorare il ruolo di secondo piano giocato dal Parlamento europeo e quello sempre pi\u00f9 tecnico della Commissione non pu\u00f2 per\u00f2 fare altro che peggiorare le prospettive future. <\/p>\n<p>Da qualche parte \u00e8 necessario cominciare. In attesa che il Consiglio europeo dia qualche segnale di aggiustamento rispetto alle politiche di austerit\u00e0 condotte fino ad oggi, vale la pena tentare anche la carta dell\u2019elezione di un candidato presidente della Commissione che ne controbilanci il potere assieme ad un Parlamento europeo pi\u00f9 conscio delle proprie responsabilit\u00e0 politiche.<\/p>\n<p><b>Cercasi equilibrio<\/b><br \/>Perch\u00e9 \u00e8 proprio questa la vera posta in gioco: il riequilibrio dei poteri fra Consiglio europeo e Commissione. In effetti, in questi ultimi anni &#8211; in particolare nel corso della lunghissima emergenza monetaria e finanziaria &#8211; l\u2019equilibrio istituzionale si \u00e8 nettamente spostato verso il Consiglio europeo, quale organismo d\u2019iniziativa politica e di istanza decisionale suprema. <\/p>\n<p>Ci\u00f2 a spese della Commissione che ha quasi del tutto delegato al Consiglio europeo quell\u2019esclusivo potere di iniziativa che ne \u201cpoliticizzava\u201d il ruolo. \u00c8 ben vero, come si sostiene da pi\u00f9 parti, che la Commissione ha guadagnato in questo frangente ulteriori e importanti poteri, ma ci\u00f2 \u00e8 avvenuto solo nella funzione di controllo e monitoraggio di decisioni politiche che si prendono altrove, a livello intergovernativo. <\/p>\n<p>Alcuni studiosi ne hanno quindi tratto la conclusione che il Consiglio europeo sia l\u2019unico potere legittimo e di governo dell\u2019Unione e non pi\u00f9 la Commissione che, secondo la corrente neofunzionalista, avrebbe dovuto invece evolvere progressivamente verso quel ruolo. <\/p>\n<p>Se si de-politicizza la Commissione si indebolisce per\u00f2 ancora di pi\u00f9 il Parlamento europeo e con esso a cascata la funzione dei partiti politici europei e del nascente spazio politico europeo. \u00c8 infatti ovvio che il Parlamento europeo non pu\u00f2 vantare legami di sorta o tantomeno esercitare un controllo democratico sul Consiglio europeo.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio sulla base di questo rischio che con lo strumento della nomina di candidati alla carica di presidente della Commissione si cerca di riequilibrare un sistema di \u201cgoverno\u201d, che oggi sta portando sempre di pi\u00f9 l\u2019Unione verso il tradizionale modello di cooperazione intergovernativa.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi sar\u00e0 il nuovo presidente della Commissione nel 2014? 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