{"id":24710,"date":"2013-11-29T00:00:00","date_gmt":"2013-11-28T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lacune-somale-nella-lotta-alla-pirateria\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:07","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:07","slug":"lacune-somale-nella-lotta-alla-pirateria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/11\/lacune-somale-nella-lotta-alla-pirateria\/","title":{"rendered":"Lacune somale nella lotta alla pirateria"},"content":{"rendered":"<p>Inizia l&#8217;anno sesto dell&#8217;era della pirateria somala, considerata ancora una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (Cds) rinnova per altri 12 mesi l&#8217;autorizzazione alle operazioni di contrasto, iniziate nel 2008, con la risoluzione 2125 (2013). Il nuovo testo rappresenta una <i>summa <\/i>di tutte le precedenti risoluzioni.<\/p>\n<p>Non vi sono novit\u00e0, ma le lacune della Somalia nello sradicare il fenomeno sono indicate come uno dei motivi della proroga del regime coercitivo; peraltro alcune delle materie trattate riguardano, sia pur di riflesso, l&#8217;India relativamente alle sue posizioni sul caso dei due mar\u00f2 italiani.<\/p>\n<p>Il Cds sottolinea la primaria responsabilit\u00e0 della Somalia nel contrasto della pirateria, sollecitandone l&#8217;azione nel campo giudiziario e della sorveglianza degli spazi marittimi. Alle autorit\u00e0 somale viene richiesto di emanare leggi antipirateria e costituire -anche a livello regionale &#8211; tribunali specializzati.<\/p>\n<p><b>Azione navale <\/b><br \/>Fondamentale \u00e8 ritenuto il rafforzamento delle capacit\u00e0 marittime incentrate su controllo delle acque costiere ed effettiva operativit\u00e0 della Zona economica esclusiva (Zee) di 200 mg. per la protezione di pesca e ambiente.<\/p>\n<p>Il ritardo della Somalia nel fronteggiare la rete criminale della pirateria \u00e8 alla base della richiesta del Cds di procrastinare l&#8217;impiego dei dispositivi navali di Ue, Nato e coalizione a guida Usa (cui ha aderito anche il Giappone), nonch\u00e9 dei paesi come Cina, Russia e India che agiscono autonomamente.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ultimo anno gli attacchi sono stati pochissimi. Nonostante il rilevante onere finanziario delle attivit\u00e0 militari (circa 1 miliardo di dollari nel 2012), il pattugliamento \u00e8 ritenuto ancora essenziale per evitare possibili recrudescenze. <\/p>\n<p>Nell&#8217;ultima plenaria di Gibuti, il Gruppo di contatto delle Nazioni Unite sulla pirateria (Cgpcs) ha espresso identiche valutazioni sull\u2019insostituibilit\u00e0 del contrasto in mare sino a che non sar\u00e0 smantellata la rete degli affari legati alla pirateria. <\/p>\n<p>A tal fine \u00e8 ritenuto fondamentale il ruolo del Gruppo di lavoro a guida italiana sui flussi finanziari (Wg5) dedicato appunto all\u2019interdizione delle attivit\u00e0 illecite e del riciclaggio dei proventi.<\/p>\n<p><b>Protezione armata mercantile<\/b><br \/>Nel preambolo della risoluzione, il Cds prende nota del fatto che gli stati, per la protezione del naviglio di bandiera in navigazione nella zona ad alto rischio (Hra), possono avvalersi sia di nuclei militari sia di &#8220;privately contracted armed security personnel&#8221; (Pcasp).<\/p>\n<p>L&#8217;approccio pragmatico del Cds \u00e8 analogo a quello seguito dal nostro paese nell&#8217;adottare la soluzione duale regolamentata dalla legge 130\/2011. In proposito va ricordato che, mentre continuano le scorte di personale della Marina militare ai nostri mercantili, di recente \u00e8 stato autorizzato per la prima volta l&#8217;imbarco su una nave italiana di un nucleo di &#8220;guardie giurate&#8221; private.<\/p>\n<p><b>Zona rischio pirateria<\/b><br \/>La risoluzione non si pronuncia &#8211; pur citandola &#8211; sull&#8217;eccessiva estensione della Hra che dal Mar Rosso e dal Corno d&#8217;Africa giunge sino alle coste indiane. La questione \u00e8 stata sollevata in varie sedi da Egitto e India adducendo l&#8217;assenza di rischio e la rivendicazione del controllo sulla navigazione nelle proprie Zee.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 esplicito \u00e8 invece il comunicato finale dell&#8217;ultimo Cgps nel rinviare ogni decisione ad un<i> meeting ad hoc<\/i>, considerando la complessit\u00e0 delle implicazioni legate alla protezione della vita dei marittimi e ai costi delle assicurazioni dei mercantili in transito.<\/p>\n<p>L\u2019ultima risoluzione riafferma il fatto che la cooperazione internazionale nel contrasto alla pirateria \u00e8 l&#8217;unico mezzo, in aderenza all\u2019art. 100 della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare, per garantire la sicurezza dei traffici marittimi. <\/p>\n<p>Il problema per l&#8217;Italia \u00e8 che l&#8217;India, nel trattare il caso dell\u2019imbarcazione Lexie relativo ai due mar\u00f2, non si \u00e8 confrontata con questo aspetto relegando la disputa in un ambito giudiziario domestico.<\/p>\n<p>\u00c8 incontestabile per\u00f2 che quel 15 febbraio del 2012 la Lexie era all&#8217;interno della Hra che lambisce le acque del Kerala; il mercantile imbarcava personale militare ufficialmente incaricato di funzioni di protezione e l&#8217;impiego di nuclei militari \u00e8 disciplinato dalla legge italiana proprio in aderenza a misure internazionali per fronteggiare la minaccia della pirateria tuttora richiamate dal Cds.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/caffio_pirateria.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p><font size=\"1\">Attuale HRA in cui \u00e8 avvenuto il preteso incidente della Lexie<\/font>.<\/p>\n<p><b>Impegno europeo<\/b><br \/>L&#8217;operazione Atalanta lanciata dall&#8217;Unione Europea (Ue) nel 2008 nell&#8217;ambito della Politica di sicurezza e difesa comune (Psdc) si \u00e8 rivelata lungimirante. Notevole anche il contributo europeo al <i>capacity building <\/i>marittimo della Somalia con la missione Eucap Nestor.<\/p>\n<p>Il prossimo anno spetter\u00e0 alla Ue la presidenza del Cgps ed \u00e8 lecito aspettarsi nuove iniziative europee. Se Bruxelles adottasse provvedimenti per armonizzare le legislazioni degli stati membri in materia di criminalizzazione di pirateria e flussi finanziari (tuttora difforme e lacunosa) si presenterebbe come adempiente sul fronte giudiziario come auspicato dal Cds.<\/p>\n<p>Si potrebbe anche pensare alla trasformazione di Atalanta in una missione navale di cooperazione regionale regolata da accordi con i paesi interessati in modo da garantire continuit\u00e0 alla sorveglianza al largo del Corno d&#8217;Africa nel momento il cui cesser\u00e0 l&#8217;azione del Cds.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inizia l&#8217;anno sesto dell&#8217;era della pirateria somala, considerata ancora una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (Cds) rinnova per altri 12 mesi l&#8217;autorizzazione alle operazioni di contrasto, iniziate nel 2008, con la risoluzione 2125 (2013). 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