{"id":24720,"date":"2013-12-02T00:00:00","date_gmt":"2013-12-01T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/egitto-e-turchia-ai-ferri-corti\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:06","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:06","slug":"egitto-e-turchia-ai-ferri-corti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/12\/egitto-e-turchia-ai-ferri-corti\/","title":{"rendered":"Egitto e Turchia ai ferri corti"},"content":{"rendered":"<p>La pazienza dell\u2019esercito egiziano si \u00e8 esaurita. Il primo ministro turco Racep Tayyip Erdo&#287;an continua ad alzare al cielo le quattro dita simbolo degli islamisti che chiedono il ritorno del presidente Mohammed Mursi &#8211; deposto per mano militare il 3 luglio scorso &#8211; e i generali egiziani spediscono a casa l\u2019ambasciatore turco. Tolleranza zero quella che il Cairo riserva al ministro degli esteri di Ankara che ha dichiarato di non aver rispetto per quanti sono tornati al potere grazie a un golpe.<\/p>\n<p><b>Amore e odio<\/b><br \/>La storia si ripete. Almeno questo \u00e8 quello che pensa il quotidiano egiziano <i>Al-Watan <\/i>che traccia il parallelo tra quanto \u00e8 avvenuto lo scorso 23 novembre e quanto accadde nel 1952, quando l\u2019ambasciatore turco venne rimpatriato a causa dei suoi attacchi alla rivoluzione del presidente Gamal Abdel Nasser. <\/p>\n<p>La ferita ricucita dalla diplomazia bilaterale si riapr\u00ec nel 1961, quando il Cairo non sopport\u00f2 le parole con le quali la Turchia bened\u00ec il disfacimento della Repubblica araba unita, il primo nucleo del progetto panarabo che teneva insieme Siria ed Egitto.<\/p>\n<p>Oggi, la crisi diplomatica che ha portato anche al rimpatrio dell\u2019ambasciatore egiziano ad Ankara \u00e8 la punta dell\u2019iceberg di una relazione che negli ultimi 16 mesi \u00e8 passata dalle stelle alle stalle. Alla fine del 2012, il volume del commercio tra Egitto e Turchia era pari a 5.2 miliardi di dollari. Gli investimenti di Ankara al Cairo si erano attestati a 1.9 miliardi di dollari e il progetto era di arrivare a 5 miliardi.<\/p>\n<p> Nel suo primo viaggio in Egitto dopo la caduta di Hosni Mubarak, Erdo&#287;an era stato trattato come una pop star non solo dagli islamisti, ma anche dalle forze liberali che cercavano nella storia turca l\u2019ispirazione per arrivare alla creazione di un regime democratico. <\/p>\n<p>Nel tempo per\u00f2, il bagliore attorno a Erdo&#287;an e al modello turco ha iniziato a tramontare. In Egitto, il cambio di guardia ha fatto il resto. Il dinamismo diplomatico che aveva posto Ankara al centro dello scacchiere mediorientale registra una battuta d\u2019arresto.<\/p>\n<p><b>Solitudine turca<\/b><br \/>Da paladino delle popolazioni in rivolta durante la primavera araba a strenuo difensore dei governi islamisti, Erdo&#287;an non aveva potuto celare il malessere nei confronti dei militari egiziani gi\u00e0 a luglio.<\/p>\n<p>La Turchia era stata l&#8217;alleato pi\u00f9 vicino all&#8217;amministrazione Mursi, al quale aveva garantito un prestito di 2 miliardi di dollari l&#8217;autunno scorso. I due avevano anche operato di concerto, nel corso del 2012, per risolvere la nuova crisi a Gaza. <\/p>\n<p>Nella stretta militare di luglio, Erdo&#287;an ha vissuto da vicino il d\u00e9ja-vu della ciclica sequenza di colpi di stato che hanno puntellato la storia di Ankara. Come leader di un governo che si \u00e8 distinto proprio per la lotta contro l&#8217;apparato militare-kemalista, il primo ministro turco filo-islamico non poteva celare il supporto all&#8217;alleato egiziano.<\/p>\n<p>Mentre gli ultimi focolai delle rivolte del parco Gezi venivano duramente represse, Erdo&#287;an si ergeva a protettore della democrazia in Egitto, criticando aspramente la leggerezza di Stati Uniti e Unione Europea nei confronti dei militari. Persi gli storici alleati nella regione e sempre pi\u00f9 in contrasto con le potenze occidentali, prosegue la parabola discendente di una Turchia sempre pi\u00f9 sola nel mare mediorientale.<\/p>\n<p><b>Equilibri in evoluzione<\/b><br \/>A placare le sferzate del primo ministro sono subito intervenuti, come ormai consuetudine, il ministro degli esteri Ahmet Davuto&#287;lu e il presidente della Repubblica Abdullah G\u00fcl. Ricordando \u201cla storica amicizia\u201d tra i due paesi, hanno auspicato che \u201cle relazioni siano presto ripristinate\u201d.<\/p>\n<p>Gli ufficiali del Cairo chiedono tuttavia la fine di ogni ingerenza turca negli affari egiziani. Il riferimento \u00e8 al sostegno dato ai Fratelli Musulmani nel tentativo di dimostrare, davanti alla Corte penale internazionale, che la repressione condotta contro i manifestanti del Cairo il 14 agosto costituisca un \u201ccrimine contro l&#8217;umanit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Dall&#8217;altro lato anche Ankara mostra una certa diffidenza, sottolineando come proprio durante quelle proteste sia stato arrestato il giornalista dell&#8217;emittente nazionale Trt, Metin Turan, ancora fermo nelle carceri del Cairo.<\/p>\n<p>A guardare con attenzione la lite tra il Cairo e Ankara sono anche i paesi della regione i cui equilibri internazionali sono ora condizionati dal dossier siriano e da quello iraniano. A mostrarlo \u00e8 anche l\u2019incontro che si \u00e8 tenuto a Doha il 24 novembre tra Turchia e Qatar, i paesi pi\u00f9 critici nei confronti dell\u2019intervento militare in Egitto con i quali si \u00e8 trovata in linea anche la Tunisia.<\/p>\n<p>Israele, preoccupato dall\u2019evoluzione iraniana, \u00e8 convinto che la politica di Erdo&#287;an stia indebolendo l\u2019influenza turca nella regione, messa in dubbio anche dall\u2019Algeria, strenua sostenitrice, con i sauditi, dell\u2019intervento dei militari egiziani. Ryahd \u00e8 per\u00f2 costretta a districarsi tra due fuochi. Pur non condividendo le critiche turche contro l\u2019intervento militare in Egitto, non vuole rompere l\u2019alleanza con Ankara sul dossier siriano.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La pazienza dell\u2019esercito egiziano si \u00e8 esaurita. 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