{"id":24750,"date":"2013-12-04T00:00:00","date_gmt":"2013-12-03T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-camicia-di-forza-della-difesa-europea\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:06","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:06","slug":"la-camicia-di-forza-della-difesa-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/12\/la-camicia-di-forza-della-difesa-europea\/","title":{"rendered":"La camicia di forza della difesa europea"},"content":{"rendered":"<p>La storia del processo d\u2019integrazione del mercato europeo della difesa \u00e8 emblematica delle contraddizioni che caratterizzano il vecchio continente e ogni tentativo di procedere su questa strada. Nella prima met\u00e0 degli anni \u201990, l\u2019industria statunitense si concentra sugli odierni giganti dell\u2019aerospazio e della difesa. <\/p>\n<p>L\u2019industria europea insegue la stessa strada con un quinquennio di ritardo, ma le nuove dimensioni transnazionali non sono pi\u00f9 compatibili con la frammentazione dei mercati nazionali europei. In altri termini, l\u2019abito, seppur tagliato su misura e quindi molto comodo, diventa stretto per i nuovi grandi gruppi industriali europei.<\/p>\n<p><b>Sforzi vani<\/b><br \/>Di qui la richiesta di potersi muovere nel mercato europeo come se fosse un mercato unico. Insieme, per\u00f2, anche qualche preoccupazione per la perdita dell\u2019esclusivit\u00e0 dei rispettivi mercati nazionali e per l\u2019introduzione di una \u201cmoderata\u201d competizione intra-europea. <\/p>\n<p>Nella stessa direzione vanno governi e forze armate europee che devono prendere atto dell\u2019impossibilit\u00e0 di affrontare su base nazionale i costi associati allo sviluppo e alla produzione dei moderni sistemi d\u2019arma e il mantenimento di un ruolo attivo sullo scenario internazionale. Vi sarebbero state tutte le premesse per puntare velocemente a una progressiva integrazione del mercato europeo della difesa. Cos\u00ec non \u00e8 stato.<\/p>\n<p>A partire dal 2004, gli sforzi della Commissione europea si sono scontrati con la resistenza di alcuni stati membri e di una parte dell\u2019industria, pi\u00f9 preoccupati di proteggere lo status quo che non di garantire il futuro di una presenza europea in un mondo sempre pi\u00f9 globalizzato sul piano strategico in cui si muovono vecchie e nuove potenze regionali al cui confronto i singoli stati europei scompaiono. <\/p>\n<p>La stessa costituzione dell\u2019Agenzia europea di difesa nel 2004 \u00e8 stata utilizzata da alcuni paesi pi\u00f9 per difendere il ruolo degli stati membri che per cercare di guidare un processo d\u2019integrazione necessario ed inevitabile, mettendo in competizione queste due istituzioni anzich\u00e9 favorendone la collaborazione.<\/p>\n<p><b>Strada minata<\/b><br \/>Purtroppo la crisi economica e finanziaria europea ha seriamente minato su pi\u00f9 piani le spinte ad andare avanti. La riduzione delle spese per i programmi di investimento nella difesa ha spinto le imprese e i decisori politici a privilegiare le attivit\u00e0 nazionali. Per lo stesso motivo si \u00e8 accentuata la competizione fra le industrie europee sia all\u2019interno del mercato europeo sia sul mercato internazionale.<\/p>\n<p>Inoltre, non investendo adeguatamente in innovazione tecnologica di prodotto e di processo si sta consumando il patrimonio tecnologico accumulato e, nel frattempo, i competitori americani si allontanano e i nuovi e vecchi competitori (Cina, Brasile, Giappone, Russia) si avvicinano. Non essendoci risorse per nuovi programmi di collaborazione, il motore europeo gira quindi a vuoto e rischia di spegnersi, favorendo logiche esclusive anzich\u00e9 inclusive.<\/p>\n<p>\u00c8 in questo quadro che si colloca il Consiglio europeo sulla difesa che si terr\u00e0 a fine dicembre. Molte aspettative che si erano create all\u2019inizio dell\u2019anno sono destinate ad andare deluse e lo si \u00e8 visto via via che i documenti preparatori vedevano la luce e si verificavano le prime reazioni. <\/p>\n<p>Il 24 luglio la Commissione europea ha pubblicato la Comunicazione \u201cTowards a more competitive and efficient defence and security sector\u201d indicando un articolato insieme di misure che la Commissione intende adottare per favorire il rafforzamento del mercato e dell\u2019industria europea della difesa. Nella stessa direzione si muove, pi\u00f9 cautamente, il Rapporto dell\u2019Alto rappresentante al presidente del Consiglio europeo del 10 ottobre.<\/p>\n<p>Alcuni dei principali stati membri, in primis Regno Unito, hanno alzato un fuoco di sbarramento su alcune importanti proposte ed \u00e8 servito l\u2019impegno di altri stati, fra cui l\u2019Italia, per evitare lo svuotamento della bozza di conclusioni del Consiglio europeo sulla politica di sicurezza e difesa comune. <\/p>\n<p>Alla fine sono rimasti importanti impegni a favore di un rafforzamento dell\u2019industria della difesa anche attraverso una maggiore integrazione del mercato (con la completa implementazione delle due Direttive del 2009, una effettiva sicurezza degli approvvigionamenti, maggiore standardizzazione e mutuo riconoscimento della certificazione), lo sviluppo dell\u2019attivit\u00e0 delle piccole e medie imprese, la crescita degli investimenti in ricerca e sviluppo (con una forte attenzione per le sinergie fra civile e militare).<\/p>\n<p><b>Segnali di speranza<\/b><br \/>Ogni decisione \u00e8 per\u00f2 rinviata al vertice dei Capi di stato e di governo. Vi sono due fronti su cui potrebbe venire un segnale di buona volont\u00e0. Il primo \u00e8 l\u2019impegno a sviluppare qualche nuovo programma europeo che garantisca il rinnovamento degli attuali equipaggiamenti con mezzi veramente \u201ceuropei\u201d (nati per far fronte a un\u2019esigenza \u201ceuropea\u201d e non solo di pochi paesi). <\/p>\n<p>Essendo \u201ceuropei\u201d \u00e8 giusto che il loro sviluppo si avvantaggi di fondi europei e che il loro utilizzo, quando legato ad esigenze comuni, sia parzialmente coperto da fondi comuni. In questa stessa ottica sarebbero giustificati anche innovative forme di incentivazione fiscale (esclusione dell\u2019Iva) o di finanza pubblica (esclusione dai parametri legati a spesa e debito pubblico).<\/p>\n<p>Gli esempi migliori vengono dalle ipotesi di realizzare un pattugliatore comune europeo o un velivolo non pilotato che consentano di proteggere meglio la frontiera marittima europea sul piano della difesa e anche della sicurezza. In questo caso non si vede perch\u00e9 lo sforzo debba ricadere solo su alcuni stati e non si possano utilizzare gli stessi mezzi, con un significativo risparmio sul loro sviluppo e produzione ed impiego.<\/p>\n<p>Il secondo fronte \u00e8 quello relativo a un nuovo approccio <i>top down <\/i>che parta dall\u2019impegno politico per scendere a quello tecnico e operativo. Nell\u2019attuale fase di ri-nazionalizzazione di molte attivit\u00e0, solo una forte comune volont\u00e0 politica pu\u00f2 consentire un\u2019inversione di rotta. Valga l\u2019esempio della liberalizzazione dei trasferimenti intra-comunitari di equipaggiamenti militari destinati alle forze armate europee. <\/p>\n<p>La semplificazione dei controlli prevista dalla Direttiva 2009\/43 \u00e8 stata svuotata dalle resistenze di molti paesi e il penoso risultato \u00e8 quello di 28 liste nazionali, spesso diverse e in ogni caso limitate.<\/p>\n<p>Sono prevalse preoccupazioni e resistenze burocratiche anzich\u00e9 una mutua fiducia. I nostri militari rischiano la vita insieme, fianco a fianco, nelle missioni internazionali, ma poi per vendere o anche solo trasferire un prodotto militare ad un altro stato membro molti paesi europei si comportano come se quelle fossero forze armate poco affidabili. <\/p>\n<p>Il Consiglio Europeo di dicembre dovrebbe invece affermare che dovr\u00e0 essere garantita la libert\u00e0 e sicurezza degli approvvigionamenti delle forze armate all\u2019interno dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>Oltre al significativo trattamento del tema della difesa al pi\u00f9 alto livello politico, a partire dall\u2019anno prossimo sar\u00e0 importante gestire le sue conclusioni, soprattutto durante il semestre di presidenza italiana dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia del processo d\u2019integrazione del mercato europeo della difesa \u00e8 emblematica delle contraddizioni che caratterizzano il vecchio continente e ogni tentativo di procedere su questa strada. Nella prima met\u00e0 degli anni \u201990, l\u2019industria statunitense si concentra sugli odierni giganti dell\u2019aerospazio e della difesa. L\u2019industria europea insegue la stessa strada con un quinquennio di ritardo, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[82,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24750"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24750"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24750\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61647,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24750\/revisions\/61647"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24750"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24750"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24750"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}