{"id":24770,"date":"2013-12-09T00:00:00","date_gmt":"2013-12-08T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lo-sguardo-cileno-e-fisso-a-occidente\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:05","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:05","slug":"lo-sguardo-cileno-e-fisso-a-occidente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/12\/lo-sguardo-cileno-e-fisso-a-occidente\/","title":{"rendered":"Lo sguardo cileno \u00e8 fisso a occidente"},"content":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 il ballottaggio tra la progressista Michelle Bachelet (46,6 %al primo turno) e la conservatrice Evelyn Matthei (25,2%) a dirci effettivamente se il Cile &#8211; dopo la quadriennale esperienza con il presidente Miguel Pinero &#8211; ha compiuto una nuova svolta a sinistra. Stando all\u2019aritmetica non ci dovrebbero essere dubbi, visto che per la prima volta dall\u2019epoca Pinochet la coalizione di centro-sinistra a cui aderiscono &#8211; tra pentimenti e molte riserve &#8211; anche i democristiani vede la partecipazione dei comunisti e di vivaci movimenti studenteschi. <\/p>\n<p><b>Timori<\/b><br \/>Tuttavia, per quanto il vantaggio della Bachelet sia schiacciante, prudenza vuole che si attendano i risultati finali. I fattori di incertezza derivano dal fatto che l\u2019affluenza alle urne al primo turno \u00e8 stata la pi\u00f9 bassa nella storia del Cile democratico, raggiungendo solo il 56%. <\/p>\n<p>La forte affermazione comunista potrebbe infatti aver scosso la massa degli astenuti, inducendo a qualche ripensamento una parte dei democristiani e dei socialdemocratici, timorosi che l\u2019affermarsi di uno \u201cstato sociale\u201d in un contesto di crisi globale possa erodere quella crescita economica che negli ultimi anni si era mantenuta al tasso, considerato elevato, del 3,6%. <\/p>\n<p>Alcuni potrebbero poi temere che una svolta a sinistra alteri il corso della politica estera, tradizionalmente orientata verso Occidente. Infatti il Cile, che assieme all\u2019Argentina \u00e8 forse il paese pi\u00f9 \u201ceuropeo\u201d per cultura, tradizioni e mentalit\u00e0 del Sud America, si \u00e8 sempre mantenuto \u201cfuori dal coro\u201d antioccidentale. <\/p>\n<p>Come, per altri motivi, anche la Colombia, questo paese si \u00e8 dimostrato refrattario a quella ventata ideologica che, nel giro di una quindicina d\u2019anni, ha portato al potere nella maggioranza degli stati sudamericani governi, coalizioni, dittature o simil-dittature di sinistra.<\/p>\n<p><b>Socialismi sfaccettati <\/b><br \/>Non tutti i \u201csocialismi\u201d sono uguali. A parte il vetero-comunismo castrista, in casa degli attori regionali di spicco bisogna distinguere tra il socialismo riformista (Brasile e Argentina) e quello populista di Venezuela e Bolivia. Di stile bolivariano sono il socialismo di Chavez e Maduro, di marcato sapore indigenista quello di Morales. <\/p>\n<p>Per il Cile nulla di tutto ci\u00f2 \u00e8 valido, n\u00e9 questa contesa elettorale pu\u00f2 essere considerata una competizione ideologica tra \u201cpinochettiani\u201d e \u201callendisti\u201d. Il Cile \u00e8 diverso, sebbene anche qui non sia il caso di parlare di Dottrina Monroe o di \u201cgiardino di casa\u201d americano, concetti morti e sepolti.<\/p>\n<p>Nel suo primo mandato, Bachelet si era mantenuta in una posizione di equilibrio, lontana sia dall\u2019asse antiamericano (Venezuela, Bolivia e Nicaragua) che dai classici fiancheggiatori degli Stati Uniti (Colombia, Per\u00f9 e Messico). Il suo successore, Pinero, aveva orientato il paese verso questo secondo polo. Ci\u00f2 aveva contribuito ad attenuare lo storico contenzioso con il Per\u00f9 che, assieme alla Colombia, ha sempre temuto, a ragione, una \u201cdefinitiva\u201d superiorit\u00e0 militare del Cile.<\/p>\n<p> In effetti, il sistema militare cileno \u00e8 di prim\u2019ordine, probabilmente il pi\u00f9 efficiente &#8211; in termini di addestramento, armamento, capacit\u00e0 operativa e controllo di una propria <i>intelligence<\/i> satellitare &#8211; di tutto il Sudamerica. <\/p>\n<p><b>Militari <\/b><br \/>Equipaggiamenti, cultura, struttura e procedure sono ormai ben consolidate secondo un modello occidentale e tali rimarranno anche con Bachelet, allontanando ogni timore di virata in direzioni diverse. Nelle forze armate il pensiero occidentale \u00e8 assai radicato. Il Comandante in capo \u00e8 il presidente della Repubblica. La disciplina e addirittura la foggia delle uniformi sono di stampo germanico, mentre la dottrina operativa ricalca quella occidentale. <\/p>\n<p>In epoca non sospetta, ormai lontana da Pinochet e vigente uno dei tanti governi di centro-sinistra, ho avuto la possibilit\u00e0 di volare sopra il deserto di Atacama con un gruppo da caccia del nord, di base vicino ad Antofagasta. Ho avuto la netta impressione di essere inserito, per analogia di lingua, di mezzi e di procedure, in un gruppo europeo della Nato. Anche con la socialista Michelle Bachelet, a meno che l\u2019inusitata alleanza con i comunisti riesca ad imprimere una nuova deriva, lo sguardo dei cileni continuer\u00e0 ad essere rivolto verso Occidente. <\/p>\n<p>Chi, anche in Italia &#8211; condizionato dagli stereotipi sui militari sudamericani &#8211; intravede il sorgere di nuovi Pinochet, pu\u00f2 tranquillizzarsi. Quelli cileni non sono affatto cos\u00ec. Bachelet, ritornando al potere dopo la parentesi del centro-destra, non avr\u00e0 nulla da temere da loro. E nemmeno l\u2019Occidente. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 il ballottaggio tra la progressista Michelle Bachelet (46,6 %al primo turno) e la conservatrice Evelyn Matthei (25,2%) a dirci effettivamente se il Cile &#8211; dopo la quadriennale esperienza con il presidente Miguel Pinero &#8211; ha compiuto una nuova svolta a sinistra. 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