{"id":24780,"date":"2013-12-10T00:00:00","date_gmt":"2013-12-09T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lonu-batte-un-colpo-su-privacy-e-spioni\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:05","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:05","slug":"lonu-batte-un-colpo-su-privacy-e-spioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/12\/lonu-batte-un-colpo-su-privacy-e-spioni\/","title":{"rendered":"L&#8217;Onu batte un colpo su privacy e spioni"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019affare Snowden produce quasi ogni giorno nuove rivelazioni, comprese le intercettazioni e le attivit\u00e0 spionistiche riguardanti l\u2019Italia a opera della National Security Agency, Nsa, peraltro smentite dalle nostre autorit\u00e0.<\/p>\n<p>Altri governi, invece, non hanno gettato acqua sul fuoco e hanno prontamente reagito portando la questione a livello internazionale, investendone le Nazioni Unite. <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2369\" target= \"blank\"><b><u>Come gi\u00e0 accennato<\/u><\/b><\/a>, l\u2019angolo visuale prescelto \u00e8 quello di una regolamentazione dell\u2019acquisizione illegale di dati nella rete, dimensionata sotto il profilo della tutela della privacy come diritto dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Il Brasile e la Germania, due vittime esemplari delle intercettazioni illegali, hanno presentato alle Nazioni Unite un progetto di risoluzione su \u201cIl diritto alla privacy nell\u2019era digitale\u201d. La risoluzione \u00e8 stata adottata il 26 novembre 2013 per consensus, senza cio\u00e8 procedere a una votazione formale. Nessun membro degli stati spioni (i c.d. five eyes: Australia, Canada, Nuova Zelanda, Stati Uniti, Regno Unito) si \u00e8 opposto. <\/p>\n<p>L\u2019originario progetto di Brasile e Germania ha acquisito, strada facendo, la sponsorizzazione di altri stati: sette dell\u2019Unione Europea (Italia esclusa), taluni latino-americani, compresa Cuba, i cui quarti di democraticit\u00e0 non sono davvero esemplari. Perfino la Corea del Nord si \u00e8 accodata in un improvviso, quanto improbabile, anelito democratico per il rispetto dei diritti umani, come sancito nel preambolo della risoluzione!<\/p>\n<p><b>Era pre-digitale<\/b><br \/>Le risoluzioni dell\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite non sono giuridicamente vincolanti, ma possono costituire un primo passo per una regolamentazione della materia. La risoluzione su \u201cIl diritto alla privacy nell\u2019era digitale\u201d prende spunto dal fatto che il progresso tecnologico consente a individui, societ\u00e0 e governi di istituire meccanismi di sorveglianza, intercettazione e acquisizione di dati in maniera illegale, in violazione dell\u2019art. 12 della Dichiarazione universale dei diritti dell\u2019uomo e dell\u2019art 17 del Patto internazionale sui diritti civili e politici. <\/p>\n<p>Ambedue le disposizioni proteggono l\u2019individuo da interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa e nella sua corrispondenza. Le disposizioni in questione furono adottate nell\u2019era pre-digitale (la Dichiarazione \u00e8 del 1948, mentre il Patto \u00e8 del 1966), ma il loro contenuto pu\u00f2 facilmente essere adattato ai tempi moderni. Ovviamente il diritto alla privacy, come accade per la maggioranza dei diritti umani, non \u00e8 assoluto, ma pu\u00f2 comportare delle deroghe. <\/p>\n<p>Queste, come \u00e8 affermato in uno dei preamboli della risoluzione, debbono tuttavia essere conformi a tutti gli altri obblighi derivanti dal rispetto dei diritti dell\u2019uomo. Ad es. l\u2019art. 8 della Convenzione europea dei diritti dell\u2019uomo, che pure protegge il diritto alla privacy, stabilisce che le ingerenze dell\u2019autorit\u00e0 pubblica devono essere stabilite per legge e debbono costituire una misura necessaria, in una societ\u00e0 democratica, per tutelare la sicurezza nazionale e quella pubblica.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 vale anche per la lotta al terrorismo internazionale. La risoluzione ribadisce, infatti, che le misure adottate dagli stati per combattere il terrorismo debbono essere conformi al diritto internazionale, inclusi gli obblighi derivanti dai diritti dell\u2019uomo, diritto umanitario e diritto dei rifugiati. Di rilievo \u00e8 che la risoluzione, con un aggancio ai fatti recenti, esprima profonda inquietudine per le intercettazioni extraterritoriali e per l\u2019acquisizione dei dati su larga scala.<\/p>\n<p><b>Nuova risoluzione<\/b><br \/>Nella parte operativa la recente risoluzione raccomanda in particolare agli stati di rispettare il diritto alla privacy &#8211; anche nel contesto della comunicazione digitale; di adottare misure adeguate alla scopo di porre termine alle violazioni finora perpetrate e di prendere misure preventive adeguate. <\/p>\n<p>In aggiunta, prevede di esaminare i sistemi di intercettazione, inclusi quelli di massa, al fine di impedire la violazione del diritto alla privacy. Infine raccomanda di istituire o mantenere organismi di supervisione adeguati a livello nazionale, allo scopo di impedire che la raccolta di dati sia in violazione del diritto alla privacy.<\/p>\n<p>I seguiti prospettati sono quelli tipici della risoluzioni delle Nazioni Unite. All\u2019Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani viene chiesto di presentare un rapporto alla prossima sessione del Consiglio dei diritti umani sulle intercettazioni a livello nazionale e extraterritoriale, incluse quelle condotte su larga scala. Il rapporto dovr\u00e0 essere presentato anche all\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>La questione del diritto alla privacy e dei sistemi di sorveglianza non \u00e8 nuova alle Nazioni Unite, tanto che prima dell\u2019affare Snowden il Consiglio dei diritti umani aveva nominato un rapporteur nella persona di Frank La Rue, che aveva  prodotto un elaborato documento in materia.<\/p>\n<p><b>Tutti accontentati<\/b><br \/>In sostanza la risoluzione non scontenta nessuno. Il Brasile si \u00e8 congratulato per il fatto che essa per la prima volta stabilisce che i diritti umani devono prevalere indipendentemente dal mezzo di trasmissione  usato e debbono essere protetti anche quando la manifestazione del pensiero avvenga in via digitale. <\/p>\n<p>Altri stati hanno lamentato la mancanza di un accenno a uno specifico meccanismo internazionale volto a garantire la privacy e il diritto di espressione. Ma \u00e8 proprio tale assenza che probabilmente ha indotto gli stati spioni a non dissociarsi dal consensus, insieme a un buon numero di altri stati che non sono certamente campioni dei diritti umani. <\/p>\n<p>Comunque il sasso \u00e8 stato lanciato e si vedr\u00e0 come s\u2019intende procedere in seno al Consiglio dei diritti umani e nel quadro dell\u2019Assemblea Generale. Con l\u2019avvertenza che una regolamentazione internazionale dello spionaggio in tempo di pace non pu\u00f2 essere vista esclusivamente sotto la prospettiva del diritto dell\u2019individuo nei confronti dello stato. <\/p>\n<p>Per due ragioni: in primo luogo perch\u00e9 una tutela, per quanto imperfetta, gi\u00e0 esiste ed \u00e8 assicurata dal Patto sui diritti civili e politici e da altri strumenti a livello regionale, come la Convenzione europea dei diritti dell\u2019uomo; in secondo luogo perch\u00e9 nel programma di spionaggio massiccio effettuato dagli Stati Uniti e dai loro alleati vengono in considerazione non solo, e non tanto, gli interessi degli individui, quanto quelli degli stati a vedere tutelata la loro sovranit\u00e0 territoriale, in modo che la loro sicurezza sia garantita e la sfera di libert\u00e0 accordata dal diritto internazionale sia messa al riparo da indebite ingerenze. <\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019affare Snowden produce quasi ogni giorno nuove rivelazioni, comprese le intercettazioni e le attivit\u00e0 spionistiche riguardanti l\u2019Italia a opera della National Security Agency, Nsa, peraltro smentite dalle nostre autorit\u00e0. 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