{"id":24830,"date":"2013-12-16T00:00:00","date_gmt":"2013-12-15T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/percorso-ad-ostacoli-per-leurozona-della-difesa\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:03","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:03","slug":"percorso-ad-ostacoli-per-leurozona-della-difesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/12\/percorso-ad-ostacoli-per-leurozona-della-difesa\/","title":{"rendered":"Percorso ad ostacoli per l\u2019eurozona della difesa"},"content":{"rendered":"<p>Di un fatto siamo certi. Alla vigilia del Consiglio europeo del 19 e 20 dicembre dedicato, dopo molti anni, al tema della difesa europea, non si parler\u00e0 di cooperazione strutturata permanente (Pesco). <\/p>\n<p><b>Cooperazione strutturata permanente<\/b><br \/> Fuori dai tecnicismi del Trattato di Lisbona e dai misteri dell\u2019acronimo usato, la cooperazione strutturata permanente non \u00e8 altro che una possibile Eurozona della difesa. In altre parole, alcuni paesi membri dell\u2019Unione europea (Ue) possono decidere di mettersi insieme per procedere verso la costituzione di un nucleo ben strutturato di difesa europea. <\/p>\n<p>Fantasie? Sembra proprio di s\u00ec. A ribadirlo, tra l\u2019altro, \u00e8 anche il fatto che il prossimo Consiglio europeo ha gi\u00e0 cambiato faccia. Doveva occuparsi quasi esclusivamente di difesa, invece questo tema lungamente preparato e discusso nel corso dell\u2019anno finir\u00e0 per essere trattato a latere. <\/p>\n<p>Dall\u2019Ucraina all\u2019Unione bancaria: premono problematiche pi\u00f9 urgenti. Anche in assenza dei nuovi temi introdotti nell\u2019agenda del vertice per\u00f2, il risultato non sarebbe cambiato. <\/p>\n<p>Sia nei documenti preparatori della riunione &#8211; fra cui una dettagliata roadmap predisposta dall\u2019Alto rappresentate Catherine Ashton &#8211; che nella bozza di conclusioni concordata dai ministri degli esteri, la questione dell\u2019Eurozona della difesa \u00e8 stata ignorata.<\/p>\n<p><b>Innovazioni e ambizioni<\/b><br \/>Il fatto \u00e8 un po\u2019 paradossale poich\u00e9 la Pesco rappresenta una delle grandi innovazioni del Trattato di Lisbona. Si pensava quindi che da parte degli stati che avevano ratificato nella sua interezza il trattato si avvertisse l\u2019esigenza di riprendere il discorso lasciato cadere drammaticamente sessanta anni fa, nel 1954, con l\u2019accantonamento della Comunit\u00e0 europea di difesa (Ced). <\/p>\n<p>Anche se meno ambizioso, il disegno della Pesco rappresenta tuttavia qualcosa di pi\u00f9 rispetto alla semplice cooperazione nel campo della sicurezza e difesa, sperimentata con il rilancio voluto da Tony Blair e Jacques Chirac a Saint Malo nel 1998. <\/p>\n<p>A leggere infatti gli articoli del trattato, dall\u2019art. 42 all\u2019art. 46, sembra di ripercorrere lo stesso cammino che ha dato vita alla moneta unica: solo quegli stati che ne dimostrino volont\u00e0 e capacit\u00e0 possono decidere di dare vita a una cooperazione strutturata \u201cpermanente\u201d. <\/p>\n<p><b>Pi\u00f9 facile dell\u2019euro <\/b><br \/>Un impegno non da poco, ma in teoria molto pi\u00f9 semplice da avviare rispetto all\u2019esperienza vissuta con l\u2019euro.<\/p>\n<p>Non si richiede infatti un numero minimo di partecipanti, come per le altre forme di cooperazione rafforzate. Non occorre un\u2019iniziativa dell\u2019Alto rappresentante o della Commissione, ma solo una notifica al Consiglio da parte di alcuni stati volonterosi.<\/p>\n<p>Soprattutto, il Consiglio europeo pu\u00f2 dare il proprio assenso ai richiedenti con un voto a maggioranza qualificata e non all\u2019unanimit\u00e0, eccezione unica per un settore gelosamente intergovernativo come quello della difesa. <\/p>\n<p>Per quanto riguarda poi i criteri di convergenza (capacit\u00e0 militari, spese nella difesa, esistenza di un\u2019industria di settore, ecc.) non vi \u00e8 nulla di paragonabile rispetto alla rigidit\u00e0 di quelli di Maastricht sulla moneta. Non si accenna ad alcuna cifra-obiettivo.<\/p>\n<p><b>Tre grandi riluttanti<\/b><br \/>Sorge allora spontanea la domanda sul perch\u00e9 nessuno pensi seriamente di dare vita alla Pesco. I motivi sono vari e vanno dalla concentrazione dell\u2019attenzione e degli sforzi del Consiglio europeo nella lunghissima battaglia per fare sopravvivere l\u2019Euro, alla riluttanza, anche in termini di opinione pubblica, ad affrontare il tema della difesa in tempi di crisi economica. <\/p>\n<p>Ma in realt\u00e0 le ragioni sono ben pi\u00f9 profonde e riguardano l\u2019atteggiamento dei tre grandi. La Gran Bretagna, che pure \u00e8 stata all\u2019origine del rilancio del 1998, vive oggi il tempo del rifiuto dell\u2019Ue in tutti i suoi aspetti, compresi quelli relativi alla difesa comune. <\/p>\n<p>La Francia continua invece a ritenere una priorit\u00e0 nazionale l\u2019esercizio del potere militare in totale autonomia come dimostrato in Libia, nel Mali e oggi nella Repubblica del Centroafricana. Per di pi\u00f9 Parigi predilige gli accordi militari bilaterali, come nel caso dell\u2019accordo di Lancaster House con i cugini d\u2019Oltremanica. <\/p>\n<p>Il vero ostacolo \u00e8 per\u00f2 rappresentato dalla Germania. Con i governi di Angela Merkel, Berlino ha sempre di pi\u00f9 accentuato il suo atteggiamento di \u201cleader riluttante\u201d sui temi della difesa, rifiutandosi di cooperare in tutte le pi\u00f9 recenti missioni militari avviate sia all\u2019interno che all\u2019esterno della cornice istituzionale dell\u2019Ue. <\/p>\n<p>\u00c8 questo il vero problema oggi sulla strada della Pesco. Mentre \u00e8 immaginabile avviare una cooperazione strutturata senza la Gran Bretagna (l\u2019Euro docet) non si pu\u00f2 davvero credere che ci\u00f2 possa avvenire senza una decisa adesione del governo tedesco. <\/p>\n<p>Se non altro perch\u00e9 \u00e8 solo la Germania che pu\u00f2 convincere la Francia ad abbandonare la sua costosa ambizione militarista e concordare assieme una efficiente difesa comune europea da estendere ad altri paesi \u201ccapaci e volenterosi\u201d. <\/p>\n<p>Gli sforzi di tutti noi, compreso il governo italiano, vanno quindi indirizzati sulla Germania, operando in modo tale che il prossimo Consiglio europeo rappresenti solo un primo passo di un cammino, che pur senza dichiararlo ufficialmente, ci conduca a una futura Pesco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di un fatto siamo certi. 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