{"id":24840,"date":"2013-12-17T00:00:00","date_gmt":"2013-12-16T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/europa-il-crinale-tra-sinistra-destra-e-grillini\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:02","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:02","slug":"europa-il-crinale-tra-sinistra-destra-e-grillini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/12\/europa-il-crinale-tra-sinistra-destra-e-grillini\/","title":{"rendered":"Europa, il crinale tra sinistra, destra e grillini"},"content":{"rendered":"<p>Sull\u2019Europa e l\u2019euro, elettori di centro-destra e grillini la pensano quasi allo stesso modo: sono restii ad accettare i vincoli che vengono da Bruxelles, sono inclini all\u2019ipotesi di piantare i partner in asso e tornare all\u2019\u2018et\u00e0 dell\u2019oro\u2019 della lira e delle svalutazioni competitive. Propensi a restare nell\u2019Unione, e disposti ad accettarne le regole, paiono solo gli elettori di centro-sinistra, ma a condizione che qualcosa cambi: crescita, accanto al rigore; occupazione, accanto alla disciplina.<\/p>\n<p><b>Italia rassegnata<\/b><br \/>\u00c8 un\u2019Italia divisa sull\u2019Europa lungo crinali talora inattesi, politici e demografici &#8211; la mezza et\u00e0 meno europeista dei giovani e degli anziani. Un\u2019Italia che ha poca fiducia in se stessa, senza averne molta negli altri. E che, recisamente contraria all\u2019uso della forza per risolvere le controversie internazionali &#8211; oltre l\u201980% &#8211; non \u00e8 pi\u00f9 pronta alle missioni di pace &#8211; il 60%. Pi\u00f9 che un Italia \u2018da forconi\u2019, arrabbiata, pare un\u2019Italia \u2018da giardinetti\u2019, rassegnata: reclinata sul passato, timorosa di proiettarsi nel futuro.<\/p>\n<p>In testa a tutto, gli interessi nazionali, cio\u00e8 i propri. In primo luogo, \u201cla sicurezza dei confini dell\u2019Italia e il controllo dei flussi d\u2019immigrazione\u201d: concetti che evocano il \u201914 (1914), il primo, e che trasformano in fortezza il Paese della solidariet\u00e0, il secondo. L\u2019iconografia tradizionale (e datata) degli \u2018italiani brava gente\u2019 regge nella scelta pacifista, non certo sul fronte dell\u2019accoglienza.<\/p>\n<p>Sono alcune delle tante sfaccettature del diamante Italia messe in evidenza dall\u2019<a href= \"http:\/\/www.iai.it\/pdf\/Rapporto_IAI-Circap_131217.pdf\" target= \"blank\"><b><u>indagine sull\u2019opinione pubblica italiana<\/u><\/b><\/a> condotta dall\u2019Istituto Affari Internazionali e dal CIRCaP, sondando le posizioni dei cittadini di fronte alla politica estera e all\u2019integrazione europea. Il sondaggio \u00e8 stato realizzato dal Laps dell\u2019Universit\u00e0 di Siena, intervistando un campione di 1003 individui di nazionalit\u00e0 italiana, residenti in Italia e maggiorenni.<\/p>\n<p>I risultati sono spesso influenzati dall\u2019attualit\u00e0 &#8211; le risposte sono state raccolte mentre era forte l\u2019eco dei drammi dell\u2019emigrazione nel Mediterraneo &#8211; e fotografano le evoluzioni dei rapporti di forza istituzionali.<\/p>\n<p><b>Scettici e confusi<\/b><br \/>Quattro italiani su dieci pensano che la figura pi\u00f9 influente in politica estera sia il capo del governo, pi\u00f9 di uno su quattro che sia il presidente della Repubblica, solo uno su dieci fa riferimento al ministro degli esteri, probabilmente perch\u00e9, prima di Emma Bonino, alla Farnesina sono passate figure diafane, la cui presenza \u00e8 stata poco percepita dall\u2019opinione pubblica. <\/p>\n<p>A cinque mesi dalle elezioni europee del 25 maggio, l\u2019indagine esplora l\u2019atteggiamento dell\u2019opinione pubblica verso altre questioni controverse, oltre al futuro dell\u2019integrazione europea e i sacrifici per restare nell\u2019euro e i rapporti con Bruxelles e con Berlino: la presenza di basi Usa, controversa, sul territorio italiano &#8211; c\u2019\u00e8 equilibrio tra chi le accetta e chi se ne vorrebbe sbarazzare &#8211; e le missioni all\u2019estero; e ancora rischi e opportunit\u00e0 delle Primavere arabe &#8211; i primi percepiti tre volte di pi\u00f9 delle seconde.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/grafo1.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Fig. 1 &#8211; Le missioni italiane all\u2019estero.<\/p>\n<p>Gli italiani sentono di avere un\u2019identit\u00e0 mista, italiana ed europea: questa percezione \u00e8 fortissima fra gli elettori di centro-sinistra &#8211; tre su quattro &#8211; e scende sotto il 60% fra gli elettori di centro-destra e i grillini. La frattura europea fra centro-sinistra (due su cinque) e centro-destra e grillini (due su tre) si ripropone sulla difesa degli interessi nazionali anche a discapito di quelli europei e sull\u2019atteggiamento verso la Germania, la cui influenza \u00e8 percepita come negativa da quasi la met\u00e0 degli elettori di centro-sinistra, ma da oltre i due terzi di quelli di centro-destra e grillini. <\/p>\n<p>A Ettore Greco, direttore dello IAI, lettore attento dei dati raccolti, \u201cil rapporto tra gli italiani e le relazioni internazionali appare complesso e non privo di sfumature e contraddizioni\u201d. Gli italiani sono \u201cattenti a ci\u00f2 che accade nel mondo esterno, ma preoccupati per le conseguenze dei problemi globali sugli interessi nazionali e sul ruolo dell\u2019Italia nel mondo; consapevoli dei vincoli europei, ma incerti e tendenzialmente scettici sul futuro dell\u2019Europa; pacifisti e, in linea di principio, multilateralisti, ma poco inclini ad accettare onerosi impegni internazionali.<\/p>\n<p>I problemi globali finiscono spesso ridotti a dimensioni locali. Nell\u2019introduzione al sondaggio, si legge che gli italiani, pi\u00f9 che \u201ccittadini del mondo\u201d, tendono a considerarsi \u201ccittadini italiani nel mondo\u201d; un popolo magari consapevole delle prospettive e dei rischi, innescati dai processi d\u2019integrazione regionale e globale e tuttavia incapace di scorgerne e soprattutto di coglierne a fondo le opportunit\u00e0.<\/p>\n<p>Un\u2019interpretazione preliminare dei risultati del sondaggio li propone scanditi in cinque aree tematiche, che riprendiamo e sintetizziamo dal rapporto che accompagna i dati.<\/p>\n<p><b>Politica internazionale<\/b><br \/>Gli italiani prestano attenzione alla politica estera, ma i problemi globali hanno una posizione secondaria nella gerarchia delle loro priorit\u00e0. Le questioni internazionali assumono rilevanza solo quando incidono direttamente sugli interessi del paese, come nel caso dell\u2019immigrazione e delle sue conseguenze sulla sicurezza dei confini nazionali.<\/p>\n<p>Gli italiani si considerano un attore debole all\u2019interno dello scacchiere internazionale: solo tre su dieci pensano che l\u2019Italia conti in Europa, meno di due su dieci che conti nel mondo.<\/p>\n<p><b>Europa<\/b><br \/>Le differenze culturali sono ancora viste come un ostacolo all\u2019integrazione europea, anche se ci\u00f2 \u00e8 molto meno vero per i giovani. L\u2019amore per l\u2019euro, a 12 anni dall\u2019esordio della moneta unica, \u00e8 basso, probabilmente ai minimi assoluti, e la disponibilit\u00e0 a fare sacrifici per restarvi e per rispettare le regole del gioco europee \u00e8 scarsa &#8211; quasi il 70% non ci pensa proprio.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/grafo2.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Fig. 2 \u2013 Quanto ci sentiamo europei.<\/p>\n<p><b>Germania<\/b><br \/>L\u2019imporsi della Germania come guida della politica economica europea \u00e8 vissuta con insofferenza dagli italiani, che preferirebbero avere una libert\u00e0 d\u2019azione maggiore e pensano persino, un po\u2019 velleitariamente, di creare una coalizione di stati in chiave antitedesca.<\/p>\n<p>La politica di austerit\u00e0 economica praticata e predicata dalla cancelliera Angela Merkel suscita scarse simpatie: gli italiani sono poco disposti ad accettare una gestione tedesca della pi\u00f9 grave crisi economica del secondo dopoguerra, anche se ormai \u00e8 un po\u2019 tardi per rendersene conto.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/grafo3.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Fig. 3 \u2013 L\u2019influenza tedesca in Europa.<\/p>\n<p><b>Stati Uniti<\/b><br \/>Gli italiani hanno ancora fiducia nel patto atlantico, il cui concetto strategico sar\u00e0 rivisto l\u2019anno prossimo, ma non vedono pi\u00f9 negli Stati Uniti l\u2019alleato di riferimento per la tutela degli interessi della nazione.<\/p>\n<p>La presenza delle basi militari Usa sul nostro territorio viene messa in discussione, ma non pare un tema caldo.<\/p>\n<p><b>Uso della forza e il Medio Oriente<\/b><br \/>Gli italiani sono un popolo di pacifisti, contrari al 90% all\u2019uso della forza e all\u2019invio di truppe in missioni internazionali. Il mondo arabo, teatro di rivolte dall\u2019esito incerto, preoccupa,specialmente per l\u2019impatto che tali eventi potrebbero avere sui flussi migratori.<\/p>\n<p>Ancora una volta, gli italiani prestano attenzione a ci\u00f2 che accade nel mondo, ma interpretano gli avvenimenti internazionali alla luce degli interessi nazionali.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/grafo4.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Fig. 4 \u2013 Le primavera arabe e l\u2019Italia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sull\u2019Europa e l\u2019euro, elettori di centro-destra e grillini la pensano quasi allo stesso modo: sono restii ad accettare i vincoli che vengono da Bruxelles, sono inclini all\u2019ipotesi di piantare i partner in asso e tornare all\u2019\u2018et\u00e0 dell\u2019oro\u2019 della lira e delle svalutazioni competitive. 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