{"id":24870,"date":"2013-12-23T00:00:00","date_gmt":"2013-12-22T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/luci-e-ombre-della-cooperazione-arabo-africana\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:01","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:01","slug":"luci-e-ombre-della-cooperazione-arabo-africana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/12\/luci-e-ombre-della-cooperazione-arabo-africana\/","title":{"rendered":"Luci e ombre della cooperazione arabo-africana"},"content":{"rendered":"<p>Tra la Penisola arabica e l\u2019Africa orientale cresce l\u2019interdipendenza economico-sociale, sia positiva che negativa: mentre gli investimenti dei paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg) nella regione orientale africana continuano ad aumentare, si assiste infatti al consolidamento &#8211; proprio fra il Corno d\u2019Africa e il Golfo di Aden &#8211; di una macroregione d\u2019insicurezza.<\/p>\n<p>Anche se i temi politici e di sicurezza dovevano essere tenuti fuori dal terzo forum arabo-africano ospitato dall\u2019emiro del Kuwait, i capi di stato e di governo hanno discusso soprattutto per\u00f2 della triade terrorismo-pirateria-immigrazione. <\/p>\n<p><b>Interazione positiva e negativa<\/b><br \/>La suggestione di un mercato unico arabo-africano \u00e8 forse destinata a rimanere tale. Da un punto di vista economico, durante il summit si sono firmati diversi accordi bilaterali: l\u2019Arabia Saudita ne ha siglati sei (con Mauritania, Sierra Leone, Burkina Faso, Uganda, Etiopia, Mozambico), mentre il Kuwait si \u00e8 impegnato a mettere a disposizione dei paesi africani prestiti per cinque anni a basso interesse per un ammontare di 1 miliardo di dollari. <\/p>\n<p>Il forum ha insistito sulla necessit\u00e0 di intensificare i legami economici e commerciali fra le due aree; la formula preferita sembra tuttavia quella degli accordi bilaterali centrati sulla cooperazione fra pubblico e privato, piuttosto che un pi\u00f9 ambizioso progetto di partenariato. Ci\u00f2 contribuisce a frenare il rilancio degli esperimenti politici di regionalismo finora infruttuosi, come l\u2019Unione del Maghreb Arabo, specie ora che il Marocco \u00e8 ormai pi\u00f9 vicino all\u2019orbita economica del Ccg che a quella dei partner nordafricani. <\/p>\n<p>Il quinto punto della <i>Kuwait Declaration <\/i>\u00e8 dedicato al coordinamento delle politiche anti-terrorismo: l\u2019interazione economica e sociale su base regionale, intessuta anche da organizzazioni transnazionali, \u00e8 infatti un fenomeno di regionalizzazione negativa in espansione, in particolare fra Penisola arabica e Africa orientale. <\/p>\n<p><b>Golfo vs Brics<\/b><br \/>Tra il 1990 e il 2008, gli scambi commerciali dell\u2019area Ccg con il continente africano sono passati da 2,7 a 26 miliardi di dollari. Tuttavia, quando la crisi finanziaria ha colpito gli Stati Uniti e l\u2019Unione europea, le monarchie del Golfo hanno irrobustito la presenza economica in Africa, in competizione con i paesi dei Brics. <\/p>\n<p>Gli stati del Ccg, la cui sicurezza alimentare dipende per il 90% dalle importazioni, hanno acquisito lotti di terra agricola (Bahrein, Emirati e Kuwait in Sudan, Qatar in Kenya) e investito nel settore minerario, delle telecomunicazioni e delle infrastrutture. I paesi dell\u2019est africano sono interessati, oltre che al petrolio arabico, all\u2019<i>expertise<\/i> estrattivo. La scoperta di ingenti quantit\u00e0 di gas <i>offshore<\/i> nell\u2019Africa orientale, specie fra Tanzania e Mozambico, pu\u00f2 ora riproporre lo schema di competizione fra le monarchie del Golfo (tutte importatrici di gas, tranne il Qatar) e i Brics, in particolare Cina e India. <\/p>\n<p><b>Immigrazione e lavoro<\/b><br \/>L\u2019immigrazione clandestina (che in parte si lega a terrorismo e pirateria) e le condizioni di vita nonch\u00e9 di lavoro degli <i>expatriates<\/i> stanno creando attriti fra i governi africani e quelli arabi. A riguardo, il primo ministro dell\u2019Etiopia ha richiamato a una \u201cresponsabilit\u00e0 collettiva\u201d tra i paesi di partenza dei flussi migratori e quelli di arrivo. Poche settimane fa, gli scontri che in Arabia Saudita hanno accompagnato la definitiva entrata in vigore della nuova legge sul lavoro sono costati la vita ad almeno tre etiopi. <\/p>\n<p>Solo a novembre, il regno degli Al-Sa\u2018ud ha rimpatriato 50 mila immigrati in Etiopia e oltre 30 mila yemeniti hanno dovuto fare ritorno a casa, con conseguenze pesantissime sul sistema delle rimesse. Dal summit kuwaitiano, il presidente dello Yemen ha invocato maggior coordinamento su immigrazione e diritto d\u2019asilo.<\/p>\n<p>Dubai, che ha ospitato l\u2019ultimo <i>Africa Business Forum<\/i>, \u00e8 ormai il crocevia commerciale tra Africa e Asia. La variabile della finanza islamica agevola l\u2019integrazione economica fra mondo arabo e africano: dopo Gambia e Sudan, altri paesi sub-sahariani stanno preparando l\u2019emissione di bond <i>sukuk<\/i>, cio\u00e8 conformi alla <i>sharia<\/i> e perci\u00f2 particolarmente appetibili per l\u2019<i>Islamic Development Bank<\/i> (con sede in Arabia Saudita). <\/p>\n<p>In Africa, la capacit\u00e0 di penetrazione economica dei paesi Brics e soprattutto delle monarchie del Golfo sembra dunque avere gioco facile rispetto a quella occidentale. Tale modello di sviluppo economico, spesso sganciato dal concetto di condizionalit\u00e0 politica caro all\u2019Unione europea, potrebbe per\u00f2 mostrare segni di logoramento gi\u00e0 nel medio periodo: alcuni voci africane iniziano ad accusare di <i>land grabbing<\/i> il Ccg, i cui investimenti non creerebbero ricchezza per gli africani. Nel prossimo decennio, la sfida della sicurezza umana sar\u00e0 un imperativo, sia in politica interna che estera, per le monarchie della Penisola arabica.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra la Penisola arabica e l\u2019Africa orientale cresce l\u2019interdipendenza economico-sociale, sia positiva che negativa: mentre gli investimenti dei paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg) nella regione orientale africana continuano ad aumentare, si assiste infatti al consolidamento &#8211; proprio fra il Corno d\u2019Africa e il Golfo di Aden &#8211; di una macroregione d\u2019insicurezza. 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