{"id":24880,"date":"2013-12-24T00:00:00","date_gmt":"2013-12-23T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/pechino-ombelico-asiatico\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:01","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:01","slug":"pechino-ombelico-asiatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/12\/pechino-ombelico-asiatico\/","title":{"rendered":"Pechino ombelico asiatico"},"content":{"rendered":"<p>Le recenti tensioni tra Cina e Giappone intorno alle isole Senkaku &#8211; o Diaoyu in cinese &#8211; e la decisione di Pechino di creare una zona di difesa aerea hanno riacceso antichi dissapori tra i due grandi paesi dell\u2019Asia orientale. In gioco c\u2019\u00e8 la supremazia di un\u2019area che contribuisce oggi per pi\u00f9 della met\u00e0 alla crescita globale.<\/p>\n<p><b>Diplomazia dello yen<\/b><br \/>Dal 13 al 15 dicembre, Tokyo ha ospitato il summit Giappone-Asean per commemorare i 40 anni di relazioni tra le due parti. Per l\u2019occasione, Tokyo ha promesso ingenti investimenti nel sud-est asiatico, inclusa la somma di 20 miliardi di dollari per infrastrutture. Nella dichiarazione finale, il Giappone si \u00e8 anche assicurato l\u2019appoggio dei dieci membri dell\u2019Asean riguardo alla libert\u00e0 di circolazione aerea e marittima in Asia. Si tratta di un chiaro messaggio rivolto alla Cina, la cui crescente influenza nell\u2019area va di pari passo con un certo disimpegno dell\u2019America negli ultimi mesi.<\/p>\n<p>L\u2019assenza del presidente statunitense Barack Obama al forum dell\u2019Apec (Asia-Pacific economic cooperation) lo scorso ottobre e al successivo vertice dell\u2019East Asian Summit in Brunei &#8211; a causa dello \u2018shutdown\u2019 &#8211; ha regalato ai dirigenti cinesi la ribalta diplomatica. Durante la visita di stato in Indonesia del presidente cinese, un editoriale del <i>Jakarta Post<\/i> (il pi\u00f9 importante quotidiano di lingua inglese dell\u2019arcipelago) ha scritto che \u00e8 la Cina, e non Washington, il leader dell\u2019Asia Pacifico nel XXI secolo.<\/p>\n<p>Negli stessi giorni, il premier cinese Li Keqiang ha prospettato di elevare il decennale partenariato strategico Cina-Asean grazie a un nuovo trattato di amicizia e cooperazione. La Cina \u00e8 oggi il primo partner commerciale dell\u2019Asean, mentre questa \u00e8 il terzo partner di Pechino, dopo Ue e Stati Uniti.<\/p>\n<p><b>Sino-centrismo <\/b><br \/>Il commercio bilaterale Cina-Asean ha raggiunto i 400 miliardi di dollari nel 2012, con un aumento dell\u201911,6% nei primi nove mesi del 2013. Su questa scia, lo yaun &#8211; o renminbi &#8211; si sta imponendo come moneta di riferimento nell\u2019area. Secondo uno <a href= \" http:\/\/www.iie.com\/publications\/wp\/wp12-19.pdf\" target= \"blank\"><b><u> studio<\/u><\/b><\/a> di Arvind Subramanian e Martin Kessler del Peterson Institute for International Economics di Washington, il renminbi \u00e8 gi\u00e0 oggi la moneta dominante nella regione, avendo relegato il dollaro al secondo posto.<\/p>\n<p>Anche se la Cina \u00e8 gi\u00e0 diventata la potenza dominante in Asia in svariati ambiti, la domanda di Stati Uniti rimane forte, soprattutto sul terreno della sicurezza. Restano infatti aperte una serie di dispute territoriali e marittime tra Pechino e i vicini. \u00c8 comunque il Giappone il paese che pi\u00f9 di ogni altro contrasta l\u2019emergere di un\u2019Asia sino-centrica.<\/p>\n<p>In un\u2019intervista a <i>The Wall Street Journal <\/i>a fine ottobre 2013, il premier giapponese Shinzo Abe ha dichiarato (ed \u00e8 la prima volta per un alto dirigente nipponico) che Tokyo \u00e8 pronta ad assumersi un ruolo di leadership in Asia non solo sul fronte economico, ma anche sulle questioni riguardanti la sicurezza, lanciando il messaggio che il paese \u00e8 pronto a contrastare l\u2019ascesa della Cina.<\/p>\n<p>Il monito di Abe \u00e8 stato ben accolto da alcuni paesi quali le Filippine e il Vietnam che sperano che una postura pi\u00f9 decisa da parte di Tokyo &#8211; con l\u2019assenso di Washington &#8211; possa indurre Pechino a maggior cautela nelle dispute territoriali.<\/p>\n<p>La maggior parte dei paesi dell\u2019Asean sembra voler continuare a giocare su due fronti (finch\u00e9 \u00e8 possibile): se da una parte si rendono conto che la supremazia regionale della Cina \u00e8 un fatto pressoch\u00e9 ineludibile nel medio-lungo termine, continuano altres\u00ec a sperare che il sistema di alleanze imperniato intorno all\u2019asse Stati Uniti-Giappone possa porre limiti &#8211; almeno nel breve-medio temine &#8211; a un ordine sino-centrico del quale non si conoscono ancora bene le caratteristiche.<\/p>\n<p><b>Europa e Italia<\/b><br \/>L\u2019Europa e l\u2019Italia hanno interesse a seguire le dinamiche in atto in Asia non solo per l\u2019importanza che la regione ha da un punto di vista prettamente economico, ma anche &#8211; e forse soprattutto &#8211; perch\u00e9 Bruxelles ha la possibilit\u00e0 di esercitare un ruolo di intermediazione tra Washington, Pechino e Tokyo in virt\u00f9 del fatto che l\u2019Europa \u00e8 un fedele alleato degli Stati Uniti e allo stesso tempo un partner importante per Cina e Giappone.<\/p>\n<p>In questa partita, l\u2019Italia ha un ruolo da giocare: Roma deterr\u00e0 infatti la presidenza della Ue nella seconda parte del 2014 e nell\u2019autunno 2014 ospiter\u00e0 a Milano il summit dell\u2019Asia-Europe Meeting, il pi\u00f9 importante forum di dialogo e cooperazione tra Europa e Asia.<\/p>\n<p>Questa potrebbe essere un\u2019ottima occasione di confronto tra le due parti sulle trasformazioni in atto in Asia, incluso il ruolo che la Ue potrebbe avere per far s\u00ec che l\u2019ordine economico e politico in gestazione ad Oriente sia foriero pi\u00f9 di opportunit\u00e0 che di rischi.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le recenti tensioni tra Cina e Giappone intorno alle isole Senkaku &#8211; o Diaoyu in cinese &#8211; e la decisione di Pechino di creare una zona di difesa aerea hanno riacceso antichi dissapori tra i due grandi paesi dell\u2019Asia orientale. 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