{"id":24900,"date":"2013-12-29T00:00:00","date_gmt":"2013-12-28T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-battaglia-per-litaliano\/"},"modified":"2018-01-08T11:33:45","modified_gmt":"2018-01-08T10:33:45","slug":"la-battaglia-per-litaliano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/12\/la-battaglia-per-litaliano\/","title":{"rendered":"La battaglia per l\u2019italiano"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019italiano \u00e8 la lingua madre pi\u00f9 parlata nell\u2019Unione europea (Ue) dopo il tedesco. Questo quanto rivela lo <i>Special Eurobarometer \u201cEuropeans and Their Languages\u201d<\/i> del 2012. Eppure la nostra lingua non compare fra gli idiomi che secondo gli europei dovrebbero essere studiati in via prioritaria: l\u2019inglese (67%), il tedesco (17%), il francese (16%), lo spagnolo (14%) e il cinese (6%).<\/p>\n<p><b>Tramonto<\/b><br \/>\nA livello mondiale, si pu\u00f2 registrare una progressiva marginalizzazione dell\u2019italiano. Non solo le regioni un tempo legate all\u2019ambiente culturale italiano, come Nizza, la Corsica, la Dalmazia, non presentano pi\u00f9 percentuali minime di parlanti la lingua italiana. Dal 1936 l\u2019italiano non gode pi\u00f9 dello status di lingua ufficiale a Malta. Infine, nelle ex-colonie d\u2019Africa, la lingua italiana ha subito un calo costante gi\u00e0 dalla fine della Seconda guerra mondiale, fino quasi a scomparire.<\/p>\n<p>La battaglia contro il tramonto della nostra lingua si \u00e8 compiuta anche a Bruxelles, dove Roma si \u00e8 attivata per assicurare all\u2019italiano e a tutte le altre lingue ufficiali e di lavoro un rango pari a inglese, francese e tedesco. L\u2019Italia ha fatto vittoriosamente ricorso contro la Commissione per ottenere l\u2019annullamento di alcuni bandi di concorso pubblicati integralmente solo in inglese, francese e tedesco e per l\u2019arbitraria imposizione ai candidati di una lingua a scelta fra queste per le prove (Sentenza della Corte-Grande Sezione 27 novembre 2012, C 566\/10P; Sentenza del Tribunale-Terza Sezione 16 ottobre 2013, T 248\/10).<\/p>\n<p><b>Accordi bilaterali<\/b><br \/>\nUn interesse considerevole per l\u2019insegnamento dell\u2019italiano si \u00e8 manifestato in alcuni stati, come in Montenegro, legati strettamente all\u2019Italia anche sul piano economico. Si tratta per\u00f2 di un interesse spesso non adeguatamente soddisfatto, anche a causa della difficolt\u00e0 di reperire i docenti necessari.<\/p>\n<p>L\u2019Italia affida la regolamentazione di questa materia a specifiche disposizioni inserite in accordi culturali bilaterali, conclusi con numerosi stati e nei loro programmi esecutivi.<\/p>\n<p>Roma si rende disponibile ad accogliere docenti stranieri di lingua italiana a corsi di perfezionamento nel nostro paese (Art. 1.3.3, XIII Programma esecutivo di collaborazione culturale e di istruzione tra Italia e Malta, Peim, 2011-2013; Art. 4.6, XVI Programma esecutivo di cooperazione culturale tra Italia e Austria, Peia, 2012-2016), prevede lo scambio di assistenti di lingua (Art. 4.4 Peia), eroga contributi per il funzionamento di cattedre e lettorati presso le universit\u00e0 (Art. 2.3 Peim; Art. 1.5, Program of Educational, Cultural, Youth and Sports Cooperation between the Government of the Italian Republic and the Government of the State of Israel, Peii, 2012-2015), mette a disposizione testi e materiale per l\u2019insegnamento della lingua italiana (Art. 2.4 Peim) o borse di studio (Art. 2.2 Peii; Art. 3.1 Peia).<\/p>\n<p>Nei paesi in cui l\u2019interesse per l\u2019apprendimento della nostra lingua \u00e8 minore, l\u2019Italia di regola si sobbarca gli oneri economici che il suo insegnamento comporta, ad esempio finanziando i lettorati di lingua italiana presso le universit\u00e0, mentre se la domanda interna \u00e8 alta \u00e8 spesso il paese straniero ad attivare delle cattedre di italianistica con finanziamenti propri.<\/p>\n<p><b>Palcoscenico croato <\/b><br \/>\nL\u2019ingresso della Croazia nell\u2019Ue potrebbe costituire un\u2019occasione per voltare pagina e superare la tradizionale impostazione bilaterale. Attualmente sono tre gli stati dell\u2019Ue dove l\u2019italiano gode dello status di lingua ufficiale o co-ufficiale, almeno in una parte del loro territorio: Italia, Slovenia e Croazia.<\/p>\n<p>Proprio in quest\u2019ultimo paese nel 2013 \u00e8 stata creata un\u2019apposita agenzia per il sostegno del bilinguismo. Si delinea dunque la possibilit\u00e0 per questi tre paesi e per la Svizzera di operare congiuntamente per perseguire obiettivi comuni per la promozione e diffusione della propria lingua.<\/p>\n<p>Del resto, altri stati hanno gi\u00e0 dato vita ad organizzazioni internazionali che perseguono queste finalit\u00e0 in modo esclusivo (come la <i>Nederlandse Taalunie <\/i>per l\u2019olandese) o comunque prioritario (come la <i>Comunidade dos Pa\u00edses de l\u00edngua Portuguesa <\/i>per il portoghese o la <i>Francophonie <\/i>per il francese).<\/p>\n<p>L\u2019Albania &#8211; dove l\u2019italiano gode di una diffusione massiccia &#8211; \u00e8 membro della <i>Francophonie <\/i> e proprio la Croazia ne \u00e8 stato osservatore dal 2004. Anche la Svizzera del resto ne \u00e8 membro, ma per la lingua italiana, ufficiale al pari del francese, sembra preoccuparsi pi\u00f9 della sua salvaguardia a livello interno che della sua promozione all\u2019esterno.<\/p>\n<p><b>Fronte comune<\/b><br \/>\nL\u2019apertura della Rete per l\u2019Eccellenza dell\u2019Italiano Istituzionale (REI) a professionisti, istituzioni ed enti di Slovenia e Croazia, oltre che della Svizzera, dimostra che gi\u00e0 esiste un\u2019esigenza di coordinamento in senso lato nel settore linguistico che dovrebbe essere tenuta in considerazione da tali stati cos\u00ec come da altri paesi \u2013 come il Brasile \u2013 che, caratterizzati in passato da una forte immigrazione dall\u2019Italia, conferiscono ora alla lingua italiana lo status di lingua etnica con le prerogative che ne conseguono.<\/p>\n<p>L\u2019Italia dovrebbe promuovere una cooperazione attiva con gli altri paesi dove la nostra lingua \u00e8 ufficiale o co-ufficiale perch\u00e9 solo creando un fronte unico sar\u00e0 possibile evitarne la marginalizzazione nel \u201cmercato delle lingue\u201d e reggere le sfide poste dalla globalizzazione incalzante.<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-67897\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/eurobarometro-300x229.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"229\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/eurobarometro-300x229.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/eurobarometro-125x95.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/eurobarometro.jpg 361w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: xx-small;\">Il grafico dell\u2019<i>Eurobarometer <\/i> mostra quali sono le lingue che gli europei considerano importanti per il futuro dei propri figli<\/span>.<\/p>\n<p>Solo astraendo dai singoli interessi particolari e individuando alleanze nel perseguire obiettivi comuni si possono formare le basi strategiche per un pi\u00f9 ampio potere contrattuale e smentire i sondaggi dell\u2019<i>Eurobarometer <\/i>che collocano l\u2019italiano agli ultimi posti nella classifica delle lingue pi\u00f9 importanti per le future generazioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019italiano \u00e8 la lingua madre pi\u00f9 parlata nell\u2019Unione europea (Ue) dopo il tedesco. 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