{"id":24920,"date":"2013-12-31T00:00:00","date_gmt":"2013-12-30T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/italiaue-le-insidie-di-una-presidenza\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:00","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:00","slug":"italiaue-le-insidie-di-una-presidenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/12\/italiaue-le-insidie-di-una-presidenza\/","title":{"rendered":"Italia\/Ue, le insidie di una presidenza"},"content":{"rendered":"<p>Il 2014 dell\u2019Unione europea, Ue, deve segnare &#8211; dice il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano &#8211; lo spartiacque tra il rigore e la crescita: \u201cL\u2019Unione corregga la rotta e promuova l\u2019occupazione: siamo orgogliosi dei risanamenti dei conti, ma ci preoccupano recessione e carenza di lavoro\u201d. E il presidente della Commissione europea Jos\u00e9 Barroso mescola ottimismo (\u201cl\u2019economia migliorer\u00e0\u201d) e timori davanti all\u2019avanzata dei populismi, invitando l\u2019Italia a tenere la barra sulle riforme, \u201cbene il deficit sotto il 3%, ma il debito \u00e8 troppo alto\u201d.<\/p>\n<p>Nello snodo tra rigore e crescita, l\u2019Italia ha un ruolo speciale, perch\u00e9 dal 1\u00b0 luglio al 31 dicembre assumer\u00e0 la presidenza di turno semestrale del Consiglio dell\u2019Ue. <\/p>\n<p>Sar\u00e0 una riunione dell\u2019Eurogruppo, luned\u00ec 7 luglio, seguita da una dell\u2019Ecofin, marted\u00ec 8, ad aprire il semestre italiano. I momenti clou saranno i vertici europei del 23 e 24 ottobre e del 18 e 19 dicembre, entrambi a Bruxelles.<\/p>\n<p>Queste sono indicazioni ricavate dalla bozza di calendario della presidenza, gi\u00e0 trasmessa a Bruxelles e ancora soggetta a variazioni e integrazioni. Prevede la consueta teoria di riunioni ministeriali formali e informali nelle varie formazioni, alcune con scadenza mensile &#8211; Affari generali, Esteri, Ecofin, Agricoltura, etc. &#8211; altre con scadenze pi\u00f9 rarefatte.<\/p>\n<p><b>Presidenza breve<\/b><br \/>Sar\u00e0 una presidenza breve, come tutte quelle nel secondo semestre di ogni anno, ma densa di appuntamenti. Si calcolano pi\u00f9 o meno 160 eventi da distribuire su 115 giorni utili circa, perch\u00e9 il mese di agosto e l\u2019ultima decade di dicembre sono \u2018a perdere\u2019: decine di Consigli formali e una quindicina d\u2019informali &#8211; una gran parte a Milano &#8211; oltre a riunioni di ogni genere, alcune delle quali ancora da fissare. C\u2019\u00e8 incertezza, ad esempio, sullo svolgimento, in autunno, delle Assise inter-parlamentari.<\/p>\n<p>Nel semestre italiano saranno rarefatte le proposte della Commissione, perch\u00e9 \u00e8 probabile che l\u2019attuale si concentri pi\u00f9 sul portare avanti i dossier gi\u00e0 trasmessi al Consiglio e al Parlamento che sul lanciarne di nuovi. La nuova Commissione sar\u00e0 troppo fresca di nomina per sfornare proposte proprie.<\/p>\n<p>Dopo la riunione del 7 agosto, la prima a livello ministeriale del comitato di pilotaggio della presidenza, la preparazione del semestre prosegue con le riunioni, con ritmo quasi quindicinale, di un comitato della Presidenza del Consiglio guidato dal sottosegretario Filippo Patroni Griffi. Sono pure al lavoro gli sherpa dei ministri.<\/p>\n<p>A Palazzo Chigi e al Dipartimento delle Politiche comunitarie, si assicura che, nella preparazione della presidenza, \u201cnon siamo in ritardo\u201d. La Grecia, la cui presidenza inizia a giorni, ha distribuito solo da qualche settimana il suo programma, mentre l\u2019Italia ha gi\u00e0 diramato un calendario di massima delle riunioni.<\/p>\n<p>Bisogna pure fare i conti con le disponibilit\u00e0 economiche: l\u2019Italia ha finora stanziato, secondo buone fonti, 60 milioni di euro, tanti quanti la Lettonia che la seguir\u00e0 e meno del Lussemburgo (80) che chiuder\u00e0 il trittico delle presidenze aperto proprio dall\u2019Italia.<\/p>\n<p><b>Insidie istituzionali<\/b><br \/>Fra le priorit\u00e0 italiane troviamo il Mediterraneo e l\u2019immigrazione, la lotta alla disoccupazione, il completamento dell\u2019Unione bancaria. La presidenza italiana coincider\u00e0 con un momento particolare dell\u2019Unione e delle sue istituzioni, tutte in fase di rinnovamento e\/o di rodaggio. Il che condizioner\u00e0 la possibilit\u00e0 di \u2018fare maturare\u2019 nel semestre dossier e decisioni.<\/p>\n<p>Questa consapevolezza \u00e8 per ora meno evidente nelle dichiarazioni politiche. Ci sar\u00e0 da fare fronte alla crisi di fiducia tra i cittadini e l\u2019Unione, che potrebbe trovare un riflesso nella partecipazione alle elezioni europee del maggio prossimo e nei risultati del voto. Bisogner\u00e0 anche evitare che si creino tensioni e fratture fra le stesse istituzioni, ad esempio quando il Consiglio europeo dovr\u00e0 designare il nuovo presidente della Commissione europea e il Parlamento europeo dovr\u00e0 poi votarne l\u2019investitura.<\/p>\n<p>Nelle diatribe anche procedurali sulle nomine, c\u2019\u00e8 il rischio che venga meno il rapporto di fiducia Consiglio \/ Commissione, anche se una dialettica fra le istituzioni \u00e8 fisiologica e se, su molti temi, ad esempio sul bilancio, c\u2019\u00e8 spesso stata in passato una sorta di alleanza Parlamento \/ Commissione contro il Consiglio.<\/p>\n<p><b>Milan l\u2019\u00e8 on gran Milan<\/b><br \/>Di Milano, Enrico Letta vuole fare la capitale della presidenza di turno italiana del Consiglio. La citt\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 nella storia dell\u2019integrazione europea, con il Vertice al Castello Sforzesco &#8211; giugno 1985 &#8211; voluto dall\u2019allora premier Bettino Craxi e che, dopo quasi cinque anni di stasi legati al problema britannico, innesc\u00f2 il rilancio del progetto europeo.<\/p>\n<p>Da allora, Milano non ha pi\u00f9 avuto un ruolo da protagonista nell\u2019Ue. Ora le riunioni informali si faranno a Milano, anche in un\u2019ottica di lancio dell\u2019Expo 2015, mentre quelle informali in varie localit\u00e0 del paese. <\/p>\n<p>L\u2019Italia ha insistito che il vertice Ue-Asem, in programma a ottobre, si facesse a Milano e non, come previsto, a Bruxelles. Questo evento porter\u00e0 nella citt\u00e0 dell\u2019Expo decine di delegazioni europee e, soprattutto, asiatiche, che di l\u00ec a sei mesi saranno protagoniste dell\u2019esposizione universale, una Expo che l\u2019Italia tende a presentare come \u2018europea\u2019, essendo l\u2019unica a svolgersi nel territorio dell\u2019Unione nell\u2019ambito di un ventennio.<\/p>\n<p>Ma per altre riunioni, pi\u00f9 tecniche &#8211; l\u2019Eurogruppo e l\u2019Ecofin &#8211; o pi\u00f9 di nicchia &#8211; l\u2019agricoltura, l\u2019ambiente, etc -, non \u00e8 chiaro in che misura la scelta di Milano risulti vincente. <\/p>\n<p><b>Il semestre in bianco<\/b><br \/>Il rischio di fondo \u00e8 che, quasi a prescindere dalla volont\u00e0 dell\u2019Italia, il semestre vada in bianco, nonostante i propositivi di partenza siano buoni: priorit\u00e0 poche e chiare, obiettivi definiti e raggiungibili.<\/p>\n<p>A Bruxelles, lo sanno bene, calendario alla mano. E pure a Roma lo sanno, quelli che conoscono scadenze e ritmi dell\u2019Unione: il secondo semestre 2014 sar\u00e0 \u201cmolto atipico\u201d, cadr\u00e0 dopo le elezioni di maggio e coincider\u00e0 con il rinnovo della Commissione europea e del presidente del Vertice. Con l\u2019Assemblea in rodaggio e la Commissione in allestimento, ci sar\u00e0 da gestire il valzer delle poltrone, se i giochi non saranno gi\u00e0 stati fatti, il passaggio delle consegne e gli affari correnti. Salvo, naturalmente, crisi emergenti; o dossier aperti, come l\u2019Unione bancaria, l\u2019emigrazione, l\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>Anche l\u2019attivit\u00e0 di rilancio dell\u2019integrazione, cui quel che resta dell\u2019Italia europeista tiene molto, potr\u00e0 avere al massimo una funzione propedeutica a decisioni e iniziative che giungeranno a maturazione, se tutto filer\u00e0 liscio, non prima del 2015.<\/p>\n<p>Sento gi\u00e0 qualcuno fremere: se gestiamo le nomine ci toccher\u00e0 qualcosa di grosso. A dire il vero, non mi farei troppe illusioni: l\u2019Italia ha gi\u00e0 la presidenza della Bce con Mario Draghi; e ha in pista Franco Frattini per il posto di segretario generale dell\u2019Alleanza atlantica &#8211; decisivo il Vertice Nato in Galles a settembre. Uno dice: non \u00e8 un\u2019istituzione europea. Vero, ma, se ci danno quello, mica ci tocca altro. Se non ce lo danno, magari ci siamo intanto bruciati il resto, ammesso che avessimo una chance.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2014 dell\u2019Unione europea, Ue, deve segnare &#8211; dice il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano &#8211; lo spartiacque tra il rigore e la crescita: \u201cL\u2019Unione corregga la rotta e promuova l\u2019occupazione: siamo orgogliosi dei risanamenti dei conti, ma ci preoccupano recessione e carenza di lavoro\u201d. 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