{"id":24950,"date":"2014-01-07T00:00:00","date_gmt":"2014-01-06T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/nessun-copione-per-sicurezza-e-difesa-comune\/"},"modified":"2017-11-03T15:25:59","modified_gmt":"2017-11-03T14:25:59","slug":"nessun-copione-per-sicurezza-e-difesa-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/01\/nessun-copione-per-sicurezza-e-difesa-comune\/","title":{"rendered":"Nessun copione per sicurezza e difesa comune"},"content":{"rendered":"<p>Solo una etichetta che fa sperare in progressi futuri. Questo il peso dedicato alla politica europea della difesa. Ufficialmente doveva essere la grande protagonista dell\u2019ultimo consiglio europeo, ma nei fatti \u00e8 rimasta in un angolo.<\/p>\n<p>I capi di stato e di governo dell\u2019Unione europea (Ue) non sono ancora pronti per affrontare un nuovo dibattito strategico riguardo all\u2019Europa della difesa. Forse non hanno torto: prima di sancire quale strategia collettiva l\u2019Unione dovrebbe seguire tramite la sua politica di sicurezza e di difesa comune (Psdc), sarebbe opportuno che chiarissero che cosa aspettano individualmente da essa. Una certa confusione esistenziale sembra persistere in materia e questo ben pi\u00f9 nelle capitali nazionali che a Bruxelles.<\/p>\n<p><b>Rischio marginalizzazione<\/b><br \/>Lo studio <a href= \"http:\/\/www.grip.org\/fr\/node\/1150\" target= \"blank\"><b><u> National Visions of EU Defence Policy<\/u><\/b><\/a> &#8211; Common Denominators and Misunderstandings, recentemente pubblicato, ha quindi tentato di invertire l\u2019approccio comunemente utilizzato nell\u2019ambito del dibattito strategico sulla Psdc. <\/p>\n<p>Invece di identificare, a Bruxelles, i valori e gli interessi comuni che potrebbero cimentare una nuova strategia europea globale, lo studio si \u00e8 focalizzato sulle politiche individuali che sette paesi europei (Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Spagna, Polonia e Svezia) intendono perseguire, a partire dalle proprie capitali, attraverso la Psdc.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultima non \u00e8 quindi considerata come un fine in s\u00e9 o come un progetto collettivo, ma come un mezzo al servizio degli interessi e delle visioni puramente nazionali dei paesi considerati.<\/p>\n<p>A prima vista i risultati dell\u2019inchiesta sembrano sorprendenti. La maggior parte delle \u00e9lites intervistate riconoscono, assai preoccupate, che senza maggiore integrazione, i loro rispettivi paesi sono destinati a essere marginalizzati e a diventare irrilevanti. Britannici a parte, tutti invocano, sospirando, l\u2019Europa e la sua Psdc.<\/p>\n<p><b>Divergenze tra Francia e Germania<\/b><br \/>Ovviamente i buoni propositi nascondono una realt\u00e0 pi\u00f9 complicata. Lo studio infatti mette in risalto due malintesi di fondo sull\u2019essenza stessa della Psdc. Il primo riguarda le divergenze in materia di culture strategiche, soprattutto tra Francia e Germania.<\/p>\n<p>Il problema non \u00e8 certo sconosciuto: una ricca letteratura esiste gi\u00e0 in materia. Tuttavia le diverse culture strategiche non possono, da sole, spiegare tutto. Esse appaiono come strettamente legate a un altro malinteso di fondo emerso dall\u2019inchiesta che riguarda questa volta l\u2019attitudine che gli stati membri hanno, tramite la Psdc, nei confronti del processo di integrazione europea.<\/p>\n<p>Il legame tra la Psdc e l\u2019integrazione europea \u00e8 un tema molto meno dibattuto, e probabilmente anche pi\u00f9 delicato. Sono di nuovo le divergenze tra Francia e Germania a schematizzare meglio l\u2019equivoco.<\/p>\n<p>Questi due paesi infatti, percepiscono in modo assai diverso il ruolo ed il senso dell\u2019Europa della difesa nel contesto dell\u2019Ue. Per Parigi, la Psdc \u00e8 prima di tutto uno strumento al servizio degli stati nazione per rafforzare e coordinare le loro capacit\u00e0 di proiezione nel mondo e solo marginalmente uno strumento per approfondire l\u2019integrazione europea.<\/p>\n<p>Promuovere l\u2019Europa della difesa come lo ha spesso fatto la Francia non vuole automaticamente dire sostenere l\u2019integrazione europea, intesa in un senso qualitativo del termine.<\/p>\n<p><b>Visione intergovernativa<\/b><br \/>Sotto questo punto di vista Parigi alimenta un\u2019ambiguit\u00e0 storica rimasta immutata sin dal 1953, quando affoss\u00f2 la Comunit\u00e0 europea di difesa. Ancora oggi conserva una visione rigidamente intergovernativa della Psdc, e rimane strettamente legata ad una sacralizzata \u201csouvrainet\u00e9 nationale\u201d.<\/p>\n<p>Il libro bianco adottato nel 2013 dalla presidenza Hollande del resto non lo nasconde, quando afferma che la Francia deve mantenere la sua capacit\u00e0 di entrare per prima in un teatro di crisi. Prima degli altri quindi, inclusa ovviamente l\u2019Ue.<\/p>\n<p>Al contrario, la Germania &#8211; come la Spagna e l\u2019Italia &#8211; ha storicamente inteso l\u2019Europa della difesa come uno strumento di integrazione e razionalizzazione intra-europea e solo in misura minore come un vettore di proiezione della potenza oltre i confini del continente.<\/p>\n<p>Certo, non sempre le autorit\u00e0 tedesche si sono comportate in modo coerente con tale principio, ma questa impostazione di fondo rimane ancora oggi presente a Berlino, malgrado la sfiducia crescente nel progetto europeo.<\/p>\n<p><b>Direzione cercasi <\/b><br \/>Cos\u00ec, l\u2019idea, oramai diffusa a Parigi, secondo la quale la reticenza di Berlino allo spalleggiare militarmente la Francia in giro per il mondo siano sintomi di un disinteresse crescente nei confronti della Psdc \u00e8 il frutto di un malinteso.<\/p>\n<p>La Germania non \u00e8 pi\u00f9 o meno disinteressata della Francia in materia. Semplicemente, attraverso la Psdc guarda in una direzione diversa: se Parigi guarda oltre le frontiere europee (ma pur sempre in termini nazionali), Berlino volge la testa verso Bruxelles, forse un po\u2019 sonnecchiando.<\/p>\n<p>Quanto al Regno-Unito, si sa, guarda all\u2019ins\u00f9 fischiettando.<\/p>\n<p>Difficile, in questo contesto, capire in quale direzione strategica l\u2019Ue si dovrebbe incamminare. Prima di discuterne a Bruxelles, gli stati membri dovrebbero accordarsi su quale sia la ragion d\u2019essere di questa politica alla luce del processo di integrazione europea.<\/p>\n<p>In fondo l\u2019Ue \u00e8 un progetto politico di integrazione, del quale la Psdc dovrebbe far parte.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Solo una etichetta che fa sperare in progressi futuri. Questo il peso dedicato alla politica europea della difesa. 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