{"id":24960,"date":"2014-01-08T00:00:00","date_gmt":"2014-01-07T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/quo-vadis-europa\/"},"modified":"2017-11-03T15:25:58","modified_gmt":"2017-11-03T14:25:58","slug":"quo-vadis-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/01\/quo-vadis-europa\/","title":{"rendered":"Quo Vadis Europa?"},"content":{"rendered":"<p>Se si valutano i risultati del Consiglio europeo di dicembre sulla difesa non si pu\u00f2 manifestare soddisfazione. Se si considera la distanza percorsa dall\u2019Europa nei quattordici anni trascorsi dal precedente vertice su questo tema si possono per\u00f2 registrare alcuni positivi cambiamenti.<\/p>\n<p><b>Integrazione<\/b><br \/>Considerando la posizione assunta da alcuni paesi, fra cui soprattutto il Regno Unito, poteva andare anche peggio, ma il prezzo pagato per arrivare a un accordo \u00e8 stato molto alto. Ci si deve domandare se ormai l\u2019unica soluzione nel campo della difesa non sia quella di cercare la convergenza solo con i paesi <i>willing and able<\/i> (disposti e capaci).<\/p>\n<p>Senza cambiamenti si proceder\u00e0, invece, sulla strada dell\u2019integrazione del mercato senza inserirlo in un generale processo d\u2019integrazione della politica della difesa, ripetendo l\u2019errore dell\u2019euro in campo monetario ed economico. Cos\u00ec si crea, per\u00f2, uno squilibrio fra la struttura economica e industriale sempre pi\u00f9 integrata e la sovrastruttura politica divisa. Un sistema squilibrato \u00e8 per\u00f2 sempre instabile e poco efficiente. Alla fine o lo squilibrio viene risolto (e quando \u00e8 troppo ampio, rischia di esserlo in modo traumatico) o il sistema implode.<\/p>\n<p>La costruzione dell\u2019Europa della difesa \u00e8 uno dei traguardi pi\u00f9 ambiziosi dell\u2019integrazione e irto di ostacoli. Peraltro, a causa delle crisi economica e finanziaria fuse con quella politica, l\u2019Unione europea conosce uno dei suoi momenti pi\u00f9 difficili. Pesano, infine, gli attori. Sul palcoscenico europeo non si vedono protagonisti destinati a passare alla storia n\u00e9 in generale, n\u00e9 nel campo della difesa.<\/p>\n<p>Il risultato del vertice europeo di dicembre \u00e8 stato inevitabilmente condizionato da questo quadro complessivo, anche per quanto riguarda il terzo punto delle Conclusioni relativo al rafforzamento dell\u2019industria europea della difesa. Sul piano generale, le dichiarazioni restano chiare e teoricamente potrebbero essere il presupposto per future concrete iniziative: <\/p>\n<p>\u201cL&#8217;Europa ha bisogno di una base industriale e tecnologica di difesa (Edtib) pi\u00f9 integrata, sostenibile, innovativa e competitiva per sviluppare e sostenere le capacit\u00e0 di difesa. Ci\u00f2 pu\u00f2 altres\u00ec rafforzare la sua autonomia strategica e capacit\u00e0 di agire con i partner. \u00c8 opportuno rafforzare l&#8217;Edtib per assicurare l&#8217;efficacia operativa e la sicurezza dell&#8217;approvvigionamento, rimanendo al contempo competitivi a livello mondiale e stimolando l&#8217;occupazione, l&#8217;innovazione e la crescita in tutta l&#8217;Ue. Occorre che tali sforzi siano inclusivi, con opportunit\u00e0 per l&#8217;industria della difesa nell&#8217;Ue, equilibrati e nel pieno rispetto del diritto dell&#8217;Ue. Il Consiglio europeo sottolinea la necessit\u00e0 di sviluppare ulteriormente le necessarie competenze individuate come essenziali per il futuro dell&#8217;industria europea della difesa\u201d.<\/p>\n<p>Ribadendo l\u2019importanza di un mercato della difesa efficace e aperto, il Consiglio europeo ha accolto con favore la Comunicazione della Commissione intitolata &#8220;Verso un settore della difesa e della sicurezza pi\u00f9 concorrenziale ed efficiente&#8221;, prendendo atto dell&#8217;intenzione della Commissione di elaborare, in stretta cooperazione con l&#8217;alto rappresentante e l&#8217;Agenzia europea per la difesa, una tabella di marcia per la sua attuazione. <\/p>\n<p>Il Consiglio ha sottolineato l&#8217;importanza di garantire la piena e corretta attuazione ed applicazione delle due direttive in materia di difesa del 2009, tra l&#8217;altro al fine di aprire il mercato ai subfornitori di tutta Europa, assicurare economie di scala e consentire una migliore circolazione dei prodotti della difesa.<\/p>\n<p>Se non altro si \u00e8, quindi, lasciata la porta aperta alla Commissione, all\u2019Eda e all\u2019Alto rappresentante per muoversi nell\u2019ambito delle proprie competenze e per tornare a discuterne fra un anno e mezzo.<\/p>\n<p><b>Obiettivi<\/b><br \/>Per quanto riguarda le principali aree di intervento, il Comunicato  indica la necessit\u00e0 di un maggiore impegno nella ricerca e, in particolare, nella convergenza fra il settore civile e quello della difesa. Di qui l\u2019appoggio all\u2019intenzione della Commissione di valutare in che modo i risultati ottenuti nell&#8217;ambito di Orizzonte 2020 possano andare anche a vantaggio delle capacit\u00e0 industriali nel settore della difesa e della sicurezza e il via libera alla proposta della Commissione di definire un&#8217;azione preparatoria sulla ricerca connessa alla Politica di sicurezza e difesa comune, Psdc.<\/p>\n<p>Un secondo obiettivo \u00e8 quello del rafforzamento delle piccole e medie imprese, Pmi. \u201cLe Pmi sono un elemento importante della catena di approvvigionamento della difesa, fonte di innovazione e fattori chiave per la competitivit\u00e0. Il Consiglio europeo sottolinea l&#8217;importanza che riveste per le Pmi l&#8217;accesso al mercato transfrontaliero e l&#8217;opportunit\u00e0 di avvalersi appieno delle possibilit\u00e0 offerte dal diritto dell&#8217;Ue in materia di subappalti e di licenze generali di trasferimento\u201d.<\/p>\n<p>A questo fine la Commissione \u00e8 invitata a vagliare la possibilit\u00e0 di misure supplementari che aprano le catene di approvvigionamento alle Pmi di tutti gli stati membri, fra cui anche il sostegno alle reti regionali di Pmi e ai cluster strategici.<\/p>\n<p>Un terzo punto riguarda la sicurezza degli approvvigionamenti: \u201cIl Consiglio europeo sottolinea l&#8217;importanza delle disposizioni volte a garantire la sicurezza dell&#8217;approvvigionamento per lo sviluppo della cooperazione e pianificazione a lungo termine, nonch\u00e9 per il funzionamento del mercato interno della difesa\u201d. <\/p>\n<p>Di qui l\u2019invito alla Commissione a elaborare, insieme agli stati membri e in cooperazione con l&#8217;alto rappresentante e l&#8217;Agenzia europea per la difesa, una tabella di marcia per \u201cun regime globale di sicurezza dell&#8217;approvvigionamento a livello di Ue, che tenga conto della natura globalizzata delle catene di approvvigionamento critiche\u201d.<\/p>\n<p><b>Capacit\u00e0 europee <\/b><br \/>In realt\u00e0 vanno, per\u00f2, considerati anche alcuni impegni che il Consiglio europeo ha preso al secondo punto delle conclusioni perch\u00e9 impatteranno sull\u2019industria europea a livello di programmi con lo sviluppo di sistemi aerei a pilotaggio remoto (Rpas) nel periodo 2020-2025 e l\u2019elaborazione di un programma Rpas europeo di prossima generazione di &#8220;media altitudine e lunga autonomia&#8221; con la creazione di una comunit\u00e0 di utenti Rpas fra gli stati membri partecipanti che posseggono e usano questi sistemi; la preparazione della comunicazione satellitare statale di prossima generazione mediante una stretta cooperazione fra gli stati membri, la Commissione e l&#8217;Agenzia spaziale europea; lo sviluppo della cyber-difesa con l\u2019elaborazione di una tabella di marcia e di progetti concreti incentrati sulla formazione e su esercitazioni, il miglioramento della cooperazione civile\/militare sulla base della strategia dell&#8217;Ue per la cyber-sicurezza, nonch\u00e9 la protezione dei mezzi nelle missioni e operazioni dell&#8217;Ue.<\/p>\n<p>Quella che, per\u00f2, per ora manca \u00e8 soprattutto la consapevolezza che il motore dell\u2019integrazione europea nella difesa non pu\u00f2 essere solamente migliorato e reso pi\u00f9 efficiente con nuove regole e nuovi impegni operativi e politici.<\/p>\n<p>Ha anche bisogno di nuovo carburante per poter funzionare. Questo significa investire nei programmi europei della difesa. L\u2019Europa ha intaccato in questi ultimi anni il suo patrimonio tecnologico e industriale. Se non ricomincia a ricostituirlo, rischia di perderlo definitivamente.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se si valutano i risultati del Consiglio europeo di dicembre sulla difesa non si pu\u00f2 manifestare soddisfazione. Se si considera la distanza percorsa dall\u2019Europa nei quattordici anni trascorsi dal precedente vertice su questo tema si possono per\u00f2 registrare alcuni positivi cambiamenti. 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