{"id":24970,"date":"2014-01-09T00:00:00","date_gmt":"2014-01-08T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-rivoluzione-rubata-degitto\/"},"modified":"2017-11-03T15:25:58","modified_gmt":"2017-11-03T14:25:58","slug":"la-rivoluzione-rubata-degitto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/01\/la-rivoluzione-rubata-degitto\/","title":{"rendered":"La rivoluzione rubata d\u2019Egitto"},"content":{"rendered":"<p>Il regime egiziano \u00e8 determinato ad affermare la sua credibilit\u00e0 nei confronti dell\u2019Occidente. In particolare, in materia di politica economica come mostra il team che si occupa di questa questione, composto dai migliori tecnocrati che il paese possa vantare. Il 25% dei debiti arretrati (cio\u00e8 2 miliardi di dollari dei 7 dovuti) inizieranno a essere pagati entro fine anno a tutte le aziende energetiche internazionali. <\/p>\n<p>Inoltre, il paese ha intenzione di proseguire i negoziati con il Fondo monetario internazionale (Fmi) e questo porter\u00e0 con buona probabilit\u00e0 a dei benefici. Il prestito del Fmi non sar\u00e0 enorme &#8211; 50 miliardi di dollari, erogati in quattro anni &#8211; ma per l&#8217;economia egiziana a corto di liquidi \u00e8 degno di nota.<\/p>\n<p>Il governo dovr\u00e0 anche fare il possibile per riaffermare ordine nelle strade, una priorit\u00e0 per una popolazione che ha vissuto per tre anni in un clima di agitazione, ottenendo un misero rimborso in termini sia politici che economici. <\/p>\n<p>Il general Abdel Fattah Al-Sisi, capo delle forze armate, potrebbe possedere le capacit\u00e0 per riuscire in questo obiettivo. \u00c8 stato infatti per un lungo periodo una figura chiave all\u2019interno delle forze armate e la sua fedelt\u00e0 all\u2019istituzione \u00e8 indiscussa. Le voci di corridoio che lo dipingono come un alleato dei Fratelli Musulmani, e quindi visto con sospetto all\u2019interno dell\u2019establishment militare, appaiono infondate.<\/p>\n<p><b>Sisimania<\/b><br \/>Tuttavia, al fine di risollevare l\u2019Egitto dal baratro economico sono indispensabili sforzi ulteriori.Per attuare importanti riforme economiche, tra cui il taglio dei sussidi energetici (10% del Pil), la creazione di nuovi posti di lavoro e investimenti in infrastrutture, \u00e8 necessaria una solida base politica: un nuovo contratto sociale tra le autorit\u00e0 e i propri cittadini.<\/p>\n<p>Nel breve periodo, la situazione sembra protendere verso una fase di stabilit\u00e0. Da un lato la possibilit\u00e0 di un ritorno sulle scene della Fratellanza Musulmana appare per il momento neutralizzata, mentre dall\u2019altro i liberali hanno accettato il regime militare come l&#8217;unica opzione praticabile. I giovani sono in uno stato di smarrimento, mentre la magistratura \u00e8 irrimediabilmente politicizzata.<\/p>\n<p>Al-Sisi gode dello status di pop-star in tutto il paese. Ci\u00f2 che potrebbe verificarsi in questo contesto \u00e8 la ricostituzione del sistema, con caratteristiche in qualche modo diverse dal regime pre-2011. Piuttosto che verso il ripristino di un unico &#8220;partito di governo&#8221; simile al Partito nazionale democratico di Hosni Mubarak, la situazione rischia di virare verso un sistema presidenziale associato a un parlamento debole e frammentato.<\/p>\n<p>Nel breve periodo questa ricetta potrebbe funzionare, ma un regime di tal genere non potr\u00e0 condurre alla democratizzazione del Paese, n\u00e9 sar\u00e0 in grado di affrontare radicali riforme economiche. Potrebbe tuttavia garantire ordine e procedere per delle riforme graduali. In questo modo sarebbe possibile ottenere alcuni anni di stabilit\u00e0, attraverso un\u2019attenta gestione del sistema. Al di l\u00e0 di questo continua ad aleggiare lo spettro della crisi.<\/p>\n<p><b>Stati Uniti <\/b><br \/>\u00c8 verosimile che Washington abbia intenzione di ristabilire un solido asse di sicurezza statunitense-egiziana. Il silenzio mantenuto dal Segretario di stato americano riguardo al deposto presidente Mohammed Mursi durante la sua visita al Cairo, non sarebbe potuto essere pi\u00f9 assordante. Washington ha infatti bisogno del sostegno dell\u2019Egitto e di un esercito abbastanza forte da assisterli nel compito di fornire sicurezza a Israele e porre un freno all\u2019instabilit\u00e0 presente in Sudan e Nord Africa.<\/p>\n<p>In termini di sicurezza, Al-Sisi \u00e8 visto come un alleato affidabile e capace di mantenere gli impegni presi. Ci si aspetta che lui rispetti la promessa di riabilitare il ruolo che gli Stati Uniti hanno ritagliato per l\u2019Egitto di Sadat e che \u00e8 andato perso con la fragile presa che Mubarak aveva nei confronti dell\u2019establishment della difesa. \u00c8 molto probabile che venga ripristinato il supporto militare degli Stati Uniti all\u2019Egitto, concentrato sulla lotta al terrorismo, la sicurezza delle frontiere e l&#8217;addestramento militare.<\/p>\n<p>Washington non ha interessi vitali nell\u2019economia egiziana; le compagnie americane, soprattutto energetiche, si sono gi\u00e0 ritirate dall\u2019Egitto alcuni anni fa. Quindi le profonde riforme economiche di cui l\u2019Egitto avrebbe adesso estremo bisogno, nonostante siano auspicate dagli americani, non sono considerate una priorit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Europa<\/b><br \/>Per quanto riguarda Bruxelles, la posizione \u00e8 decisamente diversa e non soltanto a causa delle dure critiche rivolte contro il rovesciamento del governo di Mursi e contro la successiva repressione nei confronti dei Fratelli Musulmani (critiche peraltro rivolte anche dagli stessi americani). La posizione europea \u00e8 differente soprattutto perch\u00e9, diversamente dagli Stati Uniti, l\u2019Europa e le compagnie europee hanno seriamente investito nell\u2019economia egiziana ed \u00e8 difficile immaginare il verificarsi di riforme socio-economiche su vasta scala non accompagnate da una ridefinizione politica.<\/p>\n<p>L\u2019illusione che le riforme economiche possano in qualche modo precedere e addirittura indurre mutamenti politici \u00e8 stata per lungo tempo una speranza europea, che tuttavia le sollevazioni nel mondo arabo hanno definitivamente spento.<\/p>\n<p>Dunque, cosa \u00e8 possibile fare? Lo spazio di manovra \u00e8 incredibilmente stretto. Gli egiziani sono duramente provati dalle rivolte e dalle rivoluzioni. In aggiunta, l\u2019influenza europea appare come limitata, dato che il livello di assistenza europea impallidisce rispetto al tipo di aiuti (militari) offerti dagli Stati Uniti e alla generosit\u00e0 dei finanziamenti sauditi.<\/p>\n<p><b>Presenza costante<\/b><br \/>In un contesto in cui n\u00e9 la situazione interna n\u00e9 l\u2019ambiente internazionale appaiono propensi a una riconfigurazione dell\u2019agenda politica, non appena le acque si saranno calmate all\u2019Unione europea non rester\u00e0 che cogliere le opportunit\u00e0 che le si prospetteranno; scegliere di occuparsi di alcune materie, sia in materia di sicurezza sia riguardanti questioni economiche, che possano avere pi\u00f9 ampie implicazioni di <i>governance<\/i>, e sfruttare questa occasione per mettere un piede nella porta e lasciare cos\u00ec marginalmente aperto il dialogo.<\/p>\n<p>In questo senso, possibili ambiti di interesse potrebbero includere il monitoraggio delle frontiere (come il tentativo di massimizzare gli sforzi nella lotta contro la tratta degli esseri umani) e l\u2019enfatizzare i principi di legalit\u00e0 nei progetti economici di cooperazione. Questo non significa che altre questioni di maggior rilevanza politica non debbano essere affrontate.<\/p>\n<p>\u00c8 importante, se non essenziale, che i leader europei in visita in Egitto insistano sul tentativo di incontrare i rappresentanti dei Fratelli Musulmani incarcerati, incoraggino la riconciliazione e propongano il monitoraggio delle elezioni parlamentari e presidenziali. <\/p>\n<p>Impegnarsi in questi obiettivi \u00e8 di vitale importanza per l\u2019identit\u00e0 stessa che l\u2019Europa cerca di darsi. Appare per\u00f2 improbabile che esplicite politiche di democratizzazione possano portare frutti tangibili. Nel breve e medio periodo, tutto ci\u00f2 che l&#8217;Europa pu\u00f2 realisticamente sperare di raggiungere \u00e8 la possibilit\u00e0 di lavorare per sostenere tecnocrati competenti in ci\u00f2 che rimane della tradita rivoluzione d\u2019Egitto.<\/p>\n<p>* Traduzione dall\u2019inglese di Chiara Bastreghi.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il regime egiziano \u00e8 determinato ad affermare la sua credibilit\u00e0 nei confronti dell\u2019Occidente. In particolare, in materia di politica economica come mostra il team che si occupa di questa questione, composto dai migliori tecnocrati che il paese possa vantare. 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