{"id":25020,"date":"2014-01-14T00:00:00","date_gmt":"2014-01-13T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/tra-europa-e-eurasia-kiev-al-bivio\/"},"modified":"2017-11-03T15:25:56","modified_gmt":"2017-11-03T14:25:56","slug":"tra-europa-e-eurasia-kiev-al-bivio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/01\/tra-europa-e-eurasia-kiev-al-bivio\/","title":{"rendered":"Tra Europa e Eurasia, Kiev al bivio"},"content":{"rendered":"<p>Le manifestazioni di Euro Maidan sono state scatenate dal voltafaccia finale del governo ucraino sull\u2019accordo di libero scambio con l\u2019Unione Europea, ma la protesta \u00e8 il risultato anche di altri fattori.<\/p>\n<p>Nei primi tre anni del governo del presidente ucraino Viktor Yanukovich non c\u2019erano state proteste di massa, perch\u00e9 l\u2019opinione pubblica era rimasta delusa dai seguiti della rivoluzione arancione del 2006. <\/p>\n<p>Progressivamente per\u00f2, il nuovo regime si era fatto prepotente, la corruzione pi\u00f9 evidente. Era ripreso l\u2019andazzo post sovietico di inchieste e condanne ordinate dal ministro degli Interni contro i leader scomodi dell\u2019opposizione, a partire da Yulia Timoschenko. <\/p>\n<p>La protesta covava ed \u00e8 scattata come una ribellione di giovani e studenti, contro un regime visto come retrogrado e corrotto.Un elemento importante \u00e8 stata la partecipazione in massa di piccoli e medi imprenditori.<\/p>\n<p><b>Voglia di Europa<\/b><br \/>Le forze politiche che sostengono la protesta, come spesso avviene in Ucraina, sono abbastanza eterogenee, ma la richiesta di Europa, comune a tutti, \u00e8 motivata dall\u2019aspettativa che l\u2019integrazione europea possa dare una spinta decisiva alle riforme economiche, sociali e politiche, necessarie per completare la trasformazione dell\u2019Ucraina da paese post-sovietico in una moderna democrazia europea.<\/p>\n<p>L\u2019accordo con l\u2019Ue, pronto per la firma il 29 novembre, era stato negoziato per due anni. Era stato accettato, non senza reticenze, dai maggiori paesi dell\u2019Unione.Tutte le ambasciate ucraine in Europa si erano date da fare fino all\u2019ultimo per facilitare la firma.<\/p>\n<p>Che cosa ha determinato l\u2019improvviso rifiuto di Yanukovich? Vi sono indicazioni che il presidente ucraino avesse forti riserve sull\u2019accordo ed abbia utilizzato il negoziato con l\u2019Ue per ottenere concessioni economiche dalla Russia. <\/p>\n<p>Dal canto suo, il presidente russo Vladimir Putin esercitava da tempo forti pressioni per riportare l\u2019Ucraina nell\u2019orbita di Mosca e le aveva accentuate recentemente, per impedire ad ogni costo l\u2019accordo con l\u2019Ue. Gli elementi pi\u00f9 filo russi nella compagine governativa sembrano aver preso il sopravvento al momento decisivo.<\/p>\n<p><b>Asimmetria europea<\/b><br \/>Per questo, negli slogan di Euro Maidan l\u2019appello all\u2019Europa \u00e8 unito alla rivendicazione dell\u2019indipendenza ucraina. Il problema \u00e8 che su questo punto gli ucraini non sono d\u2019accordo fra di loro. Una consistente minoranza si sente pi\u00f9 attratta dalla Russia che dall\u2019Europa occidentalee, soprattutto nel sud-est del paese, teme i riflessi economici di un distacco.<\/p>\n<p>Sono riemerse anche vecchie polemiche, in relazione ai movimenti indipendentisti ucraini della seconda guerra mondiale, ed al controverso loro leader Stepan Bandera.<\/p>\n<p>Questi problemi interni ucraini si inseriscono in una situazione geopolitica europea asimmetrica. Da una parte la Russia di Putin \u00e8 impegnata nello sforzo per recuperare o mantenere il suo status di \u201cgrande potenza\u201d e da un paio d\u2019anni \u00e8 tornata in forze sulla scena internazionale. Dall\u2019altra, l\u2019Ue pu\u00f2 trovare un\u2019unit\u00e0 d\u2019intenti nella sua azione esterna, soprattutto in questo momento di incertezza e di crisi, solo sulla base degli ideali da cui trae la sua ragione di essere.<\/p>\n<p><b>Prospettive diverse<\/b><br \/>La prospettiva rischia spesso di essere diversa, da Mosca o da Bruxelles. L\u2019espansione dell\u2019Ue e dello Nata fino ai suoi confini, dopo la fine della guerra fredda, pu\u00f2 essere apparsa alla Russia come una minaccia. <\/p>\n<p>Dal punto di vista europeo per\u00f2, i paesi dell\u2019Europa orientale avevano diritto ad entrare nell\u2019Ue, in quanto europei e democratici, in base ai Trattati di Roma e di Lisbona. L\u2019ingresso di tutti questi paesi nella Nato non era altrettanto scontato, ma \u00e8 risultato inevitabile, per l\u2019attrattiva che aveva su di loro (per ovvie ragioni) un\u2019alleanza difensiva che aveva dimostrato tale efficacia.<\/p>\n<p>Vari incidenti di percorso, come il Kosovo e la Georgia, sono stati percepiti in maniera differente dalla Russia e dall\u2019Occidente.<\/p>\n<p>Visto da Mosca, lo spazio ex sovietico (pudicamente designato \u201cestero vicino\u201d) appare come un\u2019area d\u2019influenza esclusiva della Russia. Affiora facilmente nel senso nazionale dei russi la percezione che l\u2019Ucraina appartenga a Mosca per ragioni storiche, culturali e religiose, oltre che economiche e strategiche.<\/p>\n<p>Da parte europea, il caso dei paesi baltici, invasi dall\u2019Urss nel 1939 a seguito del patto Ribbentrop-Molotov, \u00e8 visto come analogo a quello dei paesi occupati dall\u2019Urss dopo la seconda guerra mondiale, mentre l\u2019Ucraina e tutte le altre Repubbliche europee ex sovietiche sono viste con maggiore distacco. <\/p>\n<p>A nessuna di esse erano mai state fatte promesse di liberazione, anche solo implicite, ai tempi della guerra fredda. Anzi, la repressione sovietica nei territori occidentali dell\u2019Ucraina ha potuto proseguire per tutti gli anni \u201950 e oltre senza che l\u2019Occidente fiatasse. <\/p>\n<p><b>Bruxelles prudente<\/b><br \/>Da oltre venti anni l\u2019Ucraina \u00e8 per\u00f2 un paese indipendente e ha mostrato di volersi avvicinare all\u2019Europa. Bruxelles si \u00e8 mosso con prudenza. Solo recentemente aveva acconsentito ad aprire negoziati con l\u2019Ucraina e le altre quattro Repubbliche europee dell\u2019ex Urss, nel quadro del Partenariato orientale. <\/p>\n<p>I media russi hanno denunciato interferenze inaccettabili da parte di esponenti americani ed europei, soprattutto polacchi e baltici, ma in realt\u00e0 i responsabili delle istituzioni europee hanno rilasciato solo dichiarazioni piuttosto caute, per non suscitare la suscettibilit\u00e0 di Mosca. <\/p>\n<p>Spetta all\u2019Ucraina scegliere liberamente se impegnarsi nella prospettiva europea, realizzando le necessarie riforme sul piano della democrazia, del sistema giudiziario, del governo dell\u2019economia.<\/p>\n<p>Quando l\u2019Armenia ha posto improvvisamente fine al negoziato del Partenariato orientale, dopo un incontro del presidente armeno con Putin, l\u2019Europa non ha fiatato. Per l\u2019Ucraina, all\u2019appuntamento di Vilnius tutto era pronto per la firma. Era stata concordata anche una scappatoia per il problema Tymoschenko.<\/p>\n<p>La conclusione, per ora, sembra essere che il voltafaccia del governo di Kiev ha fatto perdere all\u2019Ucraina una grande occasione.<\/p>\n<p>L\u2019opposizione filo-europea punta sulle prossime elezioni presidenziali, ma le clausole implicite negli accordi fra Putin e Yanukovich potrebbero rendere difficilmente reversibile, entro 12 o 18 mesi, l\u2019inclusione dell\u2019Ucraina nella \u201cunione euro-asiatica\u201d.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le manifestazioni di Euro Maidan sono state scatenate dal voltafaccia finale del governo ucraino sull\u2019accordo di libero scambio con l\u2019Unione Europea, ma la protesta \u00e8 il risultato anche di altri fattori. 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