{"id":25090,"date":"2014-01-17T00:00:00","date_gmt":"2014-01-16T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-parola-non-spetta-ai-tribunali-indiani\/"},"modified":"2017-11-03T15:25:55","modified_gmt":"2017-11-03T14:25:55","slug":"la-parola-non-spetta-ai-tribunali-indiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/01\/la-parola-non-spetta-ai-tribunali-indiani\/","title":{"rendered":"La parola non spetta ai tribunali indiani"},"content":{"rendered":"<p>Nel balletto di notizie che si susseguono si attende quella di luned\u00ec. Il 20 sapremo se il ricorso  alla Corte Suprema indiana volto a scongiurare l\u2019applicazione del <i>SUA Act<\/i>, che prevede la pena di morte per i colpevoli di omicidio, avr\u00e0 successo. <\/p>\n<p>Si confida addirittura che le autorit\u00e0 indiane possano consentire il ritorno in Italia dei mar\u00f2, fermo restando che il processo a loro carico continua per i capi d\u2019imputazione previsti dal Codice penale indiano. Vorremmo essere ottimisti. Purtroppo le previsioni sono state altre volte puntualmente smentite, anche perch\u00e9 fondate solamente su dichiarazioni di organi dell\u2019esecutivo (ministro degli esteri e ministro della giustizia) riportate dalla stampa.<\/p>\n<p><b>Errori e piroette<\/b><br \/>Stendiamo un velo pietoso sugli errori del passato. Chi si assume la responsabilit\u00e0 di aver consentito alla <i>Enrica Lexie<\/i>, con a bordo i mar\u00f2 italiani, che si trovava in alto mare, di ottemperare all\u2019invito delle autorit\u00e0 indiane a dirigersi nel porto di Kochi? <\/p>\n<p>Per ben due volte i mar\u00f2 sono tornati in Italia: per la licenza natalizia (2012) e in seguito per votare alle elezioni politiche. Perch\u00e9 non si \u00e8 approfittato, gi\u00e0 la prima volta, della loro presenza sul territorio nazionale per non riconsegnarli all\u2019India? La seconda volta un maldestro tentativo di seguire questa via \u00e8 finito in una farsa tragicomica e l\u2019Italia ha ceduto di fronte alle minacce indiane nei confronti del nostro agente diplomatico.<\/p>\n<p>Ogni tanto ci si ricorda dell\u2019<i>affaire <\/i>mar\u00f2 e si rincorrono proposte pi\u00f9 o meno strampalate. C\u2019\u00e8 chi voleva candidarli alle elezioni politiche anticipate e ora a quelle del Parlamento europeo, chi vorrebbe far intervenire le Nazioni Unite (ma quale organo?), chi invece, abituato alle piroette diplomatiche, propone mosse e contromosse e chi muscolose contromisure, senza spiegarci esattamente in cosa consistano. L\u2019elenco potrebbe continuare. <\/p>\n<p>L\u2019ignoranza regna sovrana, anche ai pi\u00f9 alti livelli. Si paventa l\u2019applicazione della legge antipirateria indiana, che prevede la pena di morte. Ma le autorit\u00e0 indiane, almeno a livello di Nia (<i>National Investigation Agency<\/i>), hanno parlato di applicazione della legge indiana (<i>SUA Act<\/i>), che d\u00e0 esecuzione alla Convenzione sulla repressione degli atti illeciti di violenza contro la navigazione marittima del 1988 che, ironia della sorte, fu negoziata a Roma nel quadro dell\u2019Imo (Organizzazione marittima internazionale) su iniziativa italiana dopo l\u2019incidente dell\u2019Achille Lauro (1985), il transatlantico italiano dirottato da un commando palestinese.<\/p>\n<p>La Convenzione del 1988 e di conseguenza il <i>SUA Act <\/i>sono inapplicabili al caso concreto, poich\u00e9 essi riguardano il terrorismo internazionale e l\u2019atto che viene imputato ai due mar\u00f2, a parte ogni altra considerazione circa la veridicit\u00e0 dei fatti asseriti dall\u2019accusa, non \u00e8 ovviamente qualificabile come terrorismo.<\/p>\n<p><b>Giurisdizione italiana<\/b><br \/>Nella strategia seguita, che fin dall\u2019inizio \u00e8 consistita nel difendersi <i>nel<\/i> processo invece di difendersi <i>dal<\/i> processo, si \u00e8 perso di vista il punto fondamentale: i due mar\u00f2 sono organi dello stato italiano e quindi godono dell\u2019immunit\u00e0 per gli atti compiuti nell\u2019esercizio delle loro funzioni. Tanto pi\u00f9 che il preteso omicidio \u00e8 avvenuto in alto mare e non nelle acque  territoriali indiane. Questo non significa che i mar\u00f2 siano<i> legibus soluti<\/i>, cio\u00e8 svincolati da qualsiasi legge. Essi sono soggetti alla legge italiana e spetta alla magistratura italiana (ordinaria e militare) giudicarli.<\/p>\n<p>La premessa dell\u2019assenza di giurisdizione indiana, che \u00e8 anche una questione di interesse nazionale, non essendo questo confinato al solo comparto economico-finanziario, impone di prendere le contromisure adeguate.<\/p>\n<p><b>Iniziativa europea<\/b><br \/>A livello di Unione europea, occorre che l\u2019Alto rappresentante per la politica estera e gli altri organi competenti dell\u2019Unione prendano un\u2019iniziativa incisiva e smettano di trincerarsi dietro la scusa che la questione dei mar\u00f2 \u00e8 un affare bilaterale Italia-India. <\/p>\n<p>Il proposito di bloccare le trattative in corso per un accordo di libero scambio tra Ue e India \u00e8 una strada da percorrere. L\u2019iniziativa deve essere presa e perseguita per\u00f2 al pi\u00f9 alto livello governativo, palesando chiaramente che l\u2019Italia si opporr\u00e0 al perfezionamento dell\u2019accordo quando questo approder\u00e0 al tavolo del Consiglio dell\u2019Unione, qualora non venga risolta la questione dei mar\u00f2. Qualche passo si sta finalmente facendo in questa direzione.<\/p>\n<p>L\u2019organo che deve districare la matassa \u00e8 il Segretario Generale delle Nazioni Unite. La pirateria \u00e8 ormai configurata come una minaccia alla pace o quanto meno alla sicurezza dei traffici marittimi. Il Segretario Generale pu\u00f2 far tesoro dei numerosi precedenti, in cui i suoi predecessori hanno risolto complessi problemi di rapporti giurisdizionali tra gli stati.<\/p>\n<p>Come <i>extrema ratio<\/i> i due mar\u00f2 potrebbero trovare rifugio nella nostra ambasciata di New Delhi senza pi\u00f9 sottostare alle intimazioni indiane. Allo stato italiano spetta ribadire con fermezza che essi non sono soggetti alla giurisdizione locale. Per confermare che i mar\u00f2 non godono invece di nessuna immunit\u00e0 dalla giurisdizione italiana, le nostre autorit\u00e0 giudiziarie potrebbero proseguire le indagini a loro carico anche servendosi dei mezzi che la moderna tecnologia mette loro a disposizione.<\/p>\n<p>I locali della rappresentanza diplomatica sono inviolabili e non credo che l\u2019India intenda imitare ci\u00f2 che fece l\u2019Iran con la sede diplomatica americana a Teheran, avallando l\u2019invasione dell\u2019ambasciata e la presa in ostaggio del personale diplomatico e consolare (1979): la violazione fu condannata dalla Corte internazionale di giustizia e da tutta la comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>.   <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel balletto di notizie che si susseguono si attende quella di luned\u00ec. 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