{"id":25140,"date":"2014-01-23T00:00:00","date_gmt":"2014-01-22T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/se-anche-il-mondo-islamico-invecchia\/"},"modified":"2017-11-03T15:25:53","modified_gmt":"2017-11-03T14:25:53","slug":"se-anche-il-mondo-islamico-invecchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/01\/se-anche-il-mondo-islamico-invecchia\/","title":{"rendered":"Se anche il mondo islamico invecchia"},"content":{"rendered":"<p>Il fenomeno della contrazione della natalit\u00e0 nel mondo islamico, con tutte le sue conseguenze sul piano economico, della stabilit\u00e0 e dei flussi migratori futuri risulta tutt\u2019oggi oscurato dalle analisi socioeconomiche sull\u2019altro grande fenomeno della demografia moderna che \u00e8 l\u2019invecchiamento dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>Nel mondo islamico e nel mondo arabo la transizione demografica \u00e8 per\u00f2 un fatto. Secondo dati delle Nazioni Unite relativi ai due lustri campione 1975-80 e 2005-10, la fertilit\u00e0 complessiva del pianeta \u00e8 calata del 35% circa. Quella dei paesi dove l\u2019Islam \u00e8 la religione maggioritaria, del 40% circa. Nel lustro 2005-2010, l\u2019Iran presenta una natalit\u00e0 di 1,8 figli per donna, la Turchia di 2,1 e l\u2019Egitto di 2,8, livelli ben diversi dai rispettivi pi\u00f9 di 6, pi\u00f9 di 4,5 e pi\u00f9 di 5,5 del lustro \u201975-\u201980.<\/p>\n<p><b>Meno figlio per tutti <\/b><br \/>Il caso della tendenzialmente laica Tunisia \u00e8 particolarmente interessante: nei due quinquenni di riferimento \u00e8 passata da pi\u00f9 di 5,5 a circa 2,5 figli per donna. Nel meno laico Oman si \u00e8 passati da poco pi\u00f9 di 8 a meno di 3 figli per donna. Siamo davanti a un calo della fertilit\u00e0 approssimativamente del 60%, un dato che colpisce, in quanto pi\u00f9 incisivo di quello vissuto in Europa nello stesso periodo.<\/p>\n<p>Un\u2019analisi basata sui soli dati relativi alla natalit\u00e0 assoluta e all\u2019aumento demografico netto complessivo sarebbero fuorvianti. Nei paesi dove l\u2019Islam \u00e8 religione maggioritaria nascono tendenzialmente pi\u00f9 figli che in Occidente. Non solo: sono societ\u00e0 dove i comportamenti riproduttivi dei decenni passati comportavano una natalit\u00e0 ancora pi\u00f9 alta. <\/p>\n<p>Il risultato complessivo ci presenta societ\u00e0 molto pi\u00f9 giovani di quelle europee, dove quindi vi sono pi\u00f9 donne in et\u00e0 riproduttiva e quindi anche il potenziale demografico \u00e8 maggiore. La reclusione della donna ai ruoli domestici nonch\u00e9 la minor diffusione del benessere che comporta minori investimenti sull\u2019istruzione dei figli hanno influito e influiscono sugli aspetti demografici.<\/p>\n<p><b>Pi\u00f9 disoccupati ovunque<\/b><br \/>Tale immagine \u00e8 per\u00f2 incompleta se non vista in prospettiva. Nelle societ\u00e0 islamiche la fertilit\u00e0 sta calando e a ritmi rapidi. Il gran numero di giovani \u00e8 spesso corrispondente ad un gran numero di disoccupati, non in condizione di creare un nucleo famigliare ed anzi propensi a immigrare ritardando l\u2019et\u00e0 matrimoniale. <\/p>\n<p>Il benessere economico complessivo e gli investimenti nell\u2019istruzione, specie in quella femminile, sono cresciuti andando a costituire un quadro sociale in mutamento che spiega il forte cambiamento dei comportamenti riproduttivi delle societ\u00e0 islamiche.<\/p>\n<p>Attualmente le societ\u00e0 del mondo islamico sono quindi societ\u00e0 giovani, caratterizzate da una tendenza a un aumento demografico complessivo nel medio-breve termine, da una certa tendenza alla mobilit\u00e0 dei flussi migratori e all\u2019instabilit\u00e0 politica: molti giovani desiderosi di benessere, ma costretti a competere per pochi posti di lavoro. <\/p>\n<p>Proprio questo quadro rimanda a una societ\u00e0 che gi\u00e0 oggi affronta un consistente calo delle nascite, che nel medio-lungo termine potrebbe attenuare i propri flussi migratori verso il mondo occidentale e diventare nel complesso pi\u00f9 stabile. Il livello demografico pu\u00f2 aiutare appunto a spiegare, e forse a prevedere, le diverse reazioni delle societ\u00e0 europee e quelle arabo-islamiche all\u2019attuale situazione di disagio economico.<\/p>\n<p><b>Risposte al disagio <\/b><br \/>Le anziane societ\u00e0 europee tendono a reagire al disagio economico, mutando il proprio comportamento elettorale e virandolo verso movimenti di protesta o comunque avversi all\u2019integrazione dei singoli stati nell\u2019Unione Europea e all\u2019immigrazione. Facendo leva sulla paura data dalla perdita del benessere e sulla minaccia dell\u2019insicurezza, le societ\u00e0 europee si oppongono alle influenze esterne.<\/p>\n<p>La violenza gioca ruoli diversi nei contrasti sociali delle societ\u00e0 pi\u00f9 giovani. La violenza terroristica e di piazza ha caratterizzato l\u2019Europa dei decenni successivi al baby boom come caratterizza oggi &#8211; e, possiamo spingerci a prevedere, continuer\u00e0 a caratterizzare fino a transizione demografica avvenuta &#8211; le giovani societ\u00e0 arabo-islamiche, dotate di maggiori energie rivendicative.<\/p>\n<p>Per trarre alcune considerazioni dal lato strategico e della sicurezza, non deve stupire il permanere di esplosioni di violenza nel mondo islamico &#8211; inclusa la rivitalizzazione del fenomeno qaedista. <\/p>\n<p>Per quanto riguarda il futuro delle tendenze demografiche nella ummah, comunit\u00e0 islamica, tutto dipender\u00e0 dal permanere dei fattori che hanno finora guidato il mutamento di quei quadri sociali: aumento del livello di benessere e di vita, aumento dell\u2019istruzione complessiva e di quella femminile, desiderio di maggior benessere ed autorealizzazione da parte dei giovani. <\/p>\n<p>Nel complesso, i secondi due fattori sembrano i pi\u00f9 resistenti e influenzano il primo, messo in discussione invece dall\u2019instabilit\u00e0 politica come nel caso egiziano e dalla pressione demografica attuale.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il fenomeno della contrazione della natalit\u00e0 nel mondo islamico, con tutte le sue conseguenze sul piano economico, della stabilit\u00e0 e dei flussi migratori futuri risulta tutt\u2019oggi oscurato dalle analisi socioeconomiche sull\u2019altro grande fenomeno della demografia moderna che \u00e8 l\u2019invecchiamento dell\u2019Europa. 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