{"id":25170,"date":"2014-01-27T00:00:00","date_gmt":"2014-01-26T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lombra-del-jihad-ceceno-sui-giochi-di-putin\/"},"modified":"2017-11-03T15:25:52","modified_gmt":"2017-11-03T14:25:52","slug":"lombra-del-jihad-ceceno-sui-giochi-di-putin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/01\/lombra-del-jihad-ceceno-sui-giochi-di-putin\/","title":{"rendered":"L\u2019ombra del jihad ceceno sui giochi di Putin"},"content":{"rendered":"<p>Con 51 miliardi di euro spesi, i giochi di Sochi, i primi dopo la fine dell\u2019Urss, saranno i pi\u00f9 costosi della storia. A sollevare polemiche non \u00e8 solo la questione economica. Definiti dal signore della guerra ceceno Doku Umarov come \u201cdanze sataniche sulle ossa dei nostri antenati\u201d, i giochi, che si terranno dal 7 al 23 febbraio, sono accompagnati dalle minacce dei jihadisti del Caucaso. I recenti attentati di Volgograd e Macha&#269;kala sono solo le pi\u00f9 recenti manifestazioni di questo allarme.<\/p>\n<p><b>Spettro terrorismo<\/b><br \/>La problematicit\u00e0 di Sochi \u00e8 insita nella sua posizione geografica: non solo \u00e8 vicina alle instabili repubbliche di Cecenia, Daghestan, Inguscezia a prevalenza musulmana, ma \u00e8 anche a pochi chilometri dal confine con la repubblica di Abkhazia, nata dal conflitto russo-georgiano del 2008 che ancora non gode di un riconoscimento internazionale.<\/p>\n<p>Sochi \u00e8 blindata. Per la sua sicurezza, Mosca ha speso 2,5 miliardi di euro, i servizi segreti hanno avuto carta bianca su intercettazioni, raccolta dati, fermi, arresti. \u201c Se volete eliminare qualcuno, uccidetelo\u201d, cos\u00ec il ministro degli Interni ceceno Apti Alaudinov ha esortato i suoi uomini a usare ogni metodo per sventare gli attacchi terroristici.<\/p>\n<p>Tuttavia nel mirino dei terroristi non c\u2019\u00e8 stata fino ad ora Sochi. Le localit\u00e0 pi\u00f9 colpite sono state Volgograd, ex Stalingrado, testimone di tre attentati in tre mesi, Pjatigorsk, il Dagestan e Kabardino-Blakaria, scenario di una guerra che uccide circa 700 persone all\u2019anno e che l\u2019International Crisis Group non ha esitato a definire \u201cil pi\u00f9 sanguinoso conflitto esistente in Europa\u201d.<\/p>\n<p>Nel silenzio della stampa il Bin Laden russo, Doku Umarov, lancia i suoi appelli alla solidariet\u00e0 islamica internazionale, facendo leva sull\u2019incredibile caleidoscopio di etnie che abitano quelle terre come ceceni, cabardini, abkhazi, circassi (di cui quest\u2019anno ricorre il 150esimo anniversario della cacciata dal Caucaso e del \u201cgenocidio circasso\u201d) e tanti altri.<\/p>\n<p>Tra gli irriducibili di Umarov, quello che colpisce \u00e8 il numero di donne, le cosiddette vedove nere o <i>shahidki<\/i>, donne martire. Sono per la maggior parte giovani e acculturate che hanno visto morire nella guerriglia padri, fratelli amici e per le quali il terrorismo a volte \u00e8 un modo per calmare la sete di vendetta, altre volte \u00e8 invece l\u2019unica strada per riguadagnare il proprio onore dopo uno stupro, in una societ\u00e0 chiusa e conservatrice come quella cecena.<\/p>\n<p><b>Tassello siriano <\/b><br \/>Alla base degli attentati, in realt\u00e0, non ci sono solo le ragioni separatiste. Nel teatro caucasico le questioni legate agli interessi strategici della Russia si intersecano nello scontro tra sciiti e sunniti nel quale Mosca si \u00e8 impelagata dai tempi della guerra in Afghanistan nel \u201879.<\/p>\n<p>L\u2019appoggio incondizionato del Cremlino in favore del regime siriano di Bashar al-Assad non \u00e8 stata una mossa gradita ai separatisti che si sono diretti in centinaia verso Damasco per sostenere la rivolta dei loro fratelli siriani.<\/p>\n<p>La questione \u00e8 tuttavia pi\u00f9 complicata e lega la Russia agli affari economici di Arabia Saudita e Qatar. Questi ultimi paesi avevano precedentemente offerto a Damasco non solo l\u2019equivalente di tre anni di bilancio, ma anche la propria disponibilit\u00e0 a domare la rivolta se Assad si fosse allontanato dall\u2019Iran, arci-nemico dei sunniti. Cos\u00ec non \u00e8 stato e pertanto il principe Bandare Bin Sultan, capo dei servizi sauditi, si \u00e8 visto con il presidente russo lo scorso luglio ed \u00e8 tornato a incontrarlo il mese scorso.<\/p>\n<p>Vladimir Putin avrebbe chiesto ai sauditi un sostanziale via libera sui loro gasdotti e un aiuto nel controllare i terroristi ceceni che minacciano i giochi. In cambio, il principe avrebbe domandato la cessazione del sostegno russo al regime di Assad e il rinvio della conferenza di pace sulla Siria, Ginevra 2.<\/p>\n<p><b>Islamismo a freno<\/b><br \/>Ora per\u00f2 la Russia non ha alcuna intenzione di cedere, soprattutto alla luce del buon lavoro diplomatico svolto sulla Siria. Sostenere i regimi sciiti dalla Siria all\u2019Iran \u00e8 per la Russia un modo per frenare l\u2019influenza dell\u2019islamismo nazionalista nel Caucaso: un\u2019eventuale caduta incontrollata di Assad verrebbe interpretata come una breccia nel muro del sistema di difesa interno, minacciato dagli islamici e dai loro alleati.<\/p>\n<p>Intanto i ceceni continuano i loro attacchi per vendicare vent\u2019anni di massacri e da qui alle Olimpiadi sar\u00e0 un incubo infinito di sangue. Putin potr\u00e0 anche riuscire a blindare Sochi, ma finch\u00e9 alla violenza si risponder\u00e0 con la violenza sar\u00e0 impossibile creare le basi per la pace. E di certo non \u00e8 possibile blindare tutta la Russia.<\/p>\n<p>.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con 51 miliardi di euro spesi, i giochi di Sochi, i primi dopo la fine dell\u2019Urss, saranno i pi\u00f9 costosi della storia. A sollevare polemiche non \u00e8 solo la questione economica. 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