{"id":25200,"date":"2014-01-30T00:00:00","date_gmt":"2014-01-29T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/europa-una-politica-energetica-di-compromesso\/"},"modified":"2017-11-03T15:25:51","modified_gmt":"2017-11-03T14:25:51","slug":"europa-una-politica-energetica-di-compromesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/01\/europa-una-politica-energetica-di-compromesso\/","title":{"rendered":"Europa, una politica energetica di compromesso"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;Unione europea rivede i suoi obiettivi climatici ed energetici. Questo \u00e8 quanto \u00e8 emerso la scorsa settimana, quando la Commissione ha presentato una Comunicazione che definisce il quadro per le politiche climatiche ed energetiche al 2030, fissando anche le linee guida per l\u2019azione dell\u2019Ue in materia. <\/p>\n<p>Tra gli elementi principali, l\u2019ulteriore riduzione delle emissioni di gas a effetto serra rispetto all\u2019obiettivo per il 2020, la riforma dell\u2019Emission trading scheme (Ets) &#8211; il sistema per lo scambio di quote di emissione di gas serra all\u2019interno della Comunit\u00e0 -, l\u2019aumento del contributo delle rinnovabili al mix energetico europeo e il perfezionamento dei meccanismi di <i>governance<\/i> e coordinamento delle politiche nazionali.<\/p>\n<p>Sebbene punti a migliorare le attuali <i>performance<\/i> europee e a rafforzare la leadership globale dell\u2019Unione in materia di energia e sostenibilit\u00e0, il documento rispecchia l\u2019approccio pragmatico di una Commissione fortemente condizionata dall\u2019attuale congiuntura economica e dalla progressiva perdita di competitivit\u00e0 del sistema industriale europeo.<\/p>\n<p><b>Meno effetto serra, pi\u00f9 rinnovabili<\/b><br \/>La Commissione riconosce i passi avanti fatti dalle politiche energetiche-climatiche dell\u2019Unione e fissa due nuovi obiettivi vincolanti per il futuro. Il primo prevede la riduzione del 40% delle emissioni di gas a effetto serra rispetto ai livelli del 1990, da raggiungere attraverso impegni dei singoli stati membri. Nello specifico, le emissioni dei settori coperti dal sistema Ets dovranno essere ridotte del 43%, mentre quelle dei settori non coperti del 30%, entrambe rispetto ai valori del 2005.<\/p>\n<p>Il secondo obiettivo, relativo alle rinnovabili, prevede che quest\u2019ultime coprano il 27% dei consumi energetici a livello europeo. Contrariamente a quanto previsto per le emissioni, l\u2019obiettivo viene declinato solamente a livello europeo. <\/p>\n<p>L\u2019Ue pertanto, non fisser\u00e0 target nazionali, lasciando maggiore flessibilit\u00e0 ai singoli stati membri nel definire le proprie traiettorie energetiche. Queste, tenendo conto delle peculiarit\u00e0 di ciascun paese (mix energetico, capacit\u00e0 di generare da rinnovabili), dovrebbero incrementare l\u2019efficienza e la sostenibilit\u00e0 delle singole politiche nazionali.<\/p>\n<p>In generale, i due obiettivi prevedono un\u2019accelerazione &#8211; seppur in termini ragionevoli &#8211; rispetto alle politiche portate avanti sulla base del pacchetto 20-20-20. <\/p>\n<p>Questo prevede un calo delle emissioni del 20% rispetto ai livelli del 1990; un aumento dell&#8217;energia derivante dalle fonti rinnovabili in modo che queste ultimi arrivino a coprire il 20% del fabbisogno energetico interno dell\u2019Ue; una riduzione del 20% del consumo di energia grazie a misure dirette a renderlo pi\u00f9 efficiente.<\/p>\n<p>Stando all\u2019attuale traiettoria, infatti, nel 2030 la riduzione delle emissioni si attesterebbe al 32% rispetto al 1990, mentre il contributo delle rinnovabili raggiungerebbe circa il 24% nel mix energetico europeo. <\/p>\n<p>Gli stati membri saranno pertanto chiamati a migliorare le loro performance energetiche senza tuttavia essere obbligati a introdurre misure fortemente distorsive, come avvenuto in molti casi in seguito all\u2019adozione del pacchetto 20-20-20.<\/p>\n<p>La prudenza di Bruxelles \u00e8 confermata dall\u2019approccio adottato in materia di efficienza energetica. Tenendo in considerazione le difficolt\u00e0 incontrate nel 2012 per l\u2019adozione della relativa direttiva, e consapevole che l\u2019obiettivo (non vincolante) del 20% per il 2020 non sar\u00e0 rispettato, la Commissione non ha infatti fissato nessun nuovo target per il 2030. L\u2019intenzione \u00e8 di aspettare l\u2019esito della valutazione dei risultati ottenuti fino ad oggi, che verr\u00e0 presentata nel 2014, e in caso proporre modifiche all\u2019attuale legislazione.<\/p>\n<p><b>Nuovi meccanismi<\/b><br \/>Partendo dalle difficolt\u00e0 sperimentate negli ultimi cinque anni, la Commissione si concentra anche sulla ridefinizione dei meccanismi necessari a raggiungere gli obiettivi fissati per il 2030. <\/p>\n<p>In particolare, Bruxelles sembra riconoscere i problemi legati al funzionamento del sistema Ets che, a causa dell\u2019incapacit\u00e0 di adattarsi all\u2019attuale congiuntura economica, ha abbattuto il prezzo del carbonio generando un eccesso di permessi in circolazione di circa due miliardi. <\/p>\n<p>Pur non mettendone in dubbio il ruolo centrale per il raggiungimento degli obiettivi europei in materia di de-carbonizzazione, la Commissione sembra intenzionata ad aggiustare il tiro del sistema Etd, proponendo la creazione di una riserva per la stabilit\u00e0 del mercato. La riserva, che nelle intenzioni della Commissione dovrebbe essere stabilita a partire dal 2021, dovrebbe regolare automaticamente l\u2019immissione di quote nel mercato, nel tentativo di far fronte all\u2019eccedenza di permessi generati negli ultimi anni.<\/p>\n<p>Un altro aspetto importante introdotto dalla comunicazione riguarda il miglioramento della gestione delle politiche nazionali a livello europeo, attraverso la creazione di un nuovo sistema di <i>governance <\/i>e di una serie di nuovi indicatori per assicurare un sistema energetico competitivo, sostenibile e sicuro. In base al modello pensato dalla Commissione, gli stati membri elaboreranno i loro piani nell\u2019ambito di un approccio comune che garantir\u00e0 maggiore coordinamento e sorveglianza da parte dell\u2019Ue.<\/p>\n<p><b>Pragmatismo necessario<\/b><br \/>La sensazione \u00e8 che la Commissione sia costretta a operare con le mani legate. Il tema della competitivit\u00e0 economico-industriale dell\u2019Europa in questo periodo di crisi e di declino relativo appare troppo importante per essere sacrificato in favore di ambiziose politiche climatiche ed energetiche. <\/p>\n<p>L\u2019assenza di cooperazione internazionale, in vista dei negoziati internazionali per un nuovo accordo mondiale sul clima che si concluderanno a Parigi alla fine del 2015, rende questa esigenza ancora pi\u00f9 palese.<\/p>\n<p>In attesa di proposte dettagliate, Bruxelles sembra muoversi con grande circospezione e pragmatismo. Pur senza abbandonare l\u2019ideale di un\u2019Ue paladina globale dello sviluppo sostenibile, la Commissione ha presentato un quadro per il 2030 all\u2019insegna di aggiustamenti incrementali e flessibilit\u00e0. <\/p>\n<p>Nelle circostanze attuali, infatti, l\u2019Europa non riuscirebbe a sopportare un\u2019altra forzatura come quella introdotta nel 2009 col pacchetto 20-20-20. E di questo, a Bruxelles, sembrano esserne consapevoli.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Unione europea rivede i suoi obiettivi climatici ed energetici. Questo \u00e8 quanto \u00e8 emerso la scorsa settimana, quando la Commissione ha presentato una Comunicazione che definisce il quadro per le politiche climatiche ed energetiche al 2030, fissando anche le linee guida per l\u2019azione dell\u2019Ue in materia. 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