{"id":25250,"date":"2014-02-05T00:00:00","date_gmt":"2014-02-04T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/brexit-or-not-brexit-questo-il-dilemma\/"},"modified":"2017-11-03T15:25:50","modified_gmt":"2017-11-03T14:25:50","slug":"brexit-or-not-brexit-questo-il-dilemma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/02\/brexit-or-not-brexit-questo-il-dilemma\/","title":{"rendered":"Brexit or not Brexit, questo il dilemma"},"content":{"rendered":"<p>Alta tensione nella coalizione di governo inglese. A fare aumentare la febbre tra conservatori e liberali \u00e8 la notizia della bocciatura, da parte della Camera dei Lords, del progetto di referendum sui rapporti della Gran Bretagna con l\u2019Unione europea (Ue). <\/p>\n<p>Se si aggiunge il peso del referendum sull\u2019indipendenza della Scozia \u2013 che si tiene in settembre &#8211; si pu\u00f2 capire che la scena politica inglese stia conoscendo una fase di grande movimento. Per una volta, le questioni principali non sono economiche e finanziarie, ma riguardano le basi costituzionali del Regno Unito, la sua integrit\u00e0 come stato, la sua identit\u00e0 nazionale e il suo ruolo nel mondo.<\/p>\n<p><b>Europa sconvolgente<\/b><br \/>La bocciatura &#8211; il 31 dicembre &#8211; del progetto referendario pu\u00f2 anche essere il risultato di imbarazzanti errori procedurali. Il primo ministro ha subito detto che andr\u00e0 avanti lo stesso, ma la vicenda conferma fino a che punto la \u2018questione europea\u2019 riesce a  sconvolgere l\u2019azione di qualsiasi governo o partito inglese. Dopo anni di dibattiti, sussulti e tensioni con gli altri membri dell\u2019Ue, la questione europea sta convergendo rapidamente verso un singolo quesito: la Gran Bretagna vuole o non vuole rimanere dentro le istituzioni dell\u2019Unione? <\/p>\n<p>Le elezioni europee  del prossimo maggio si avvicinano e tutte le indicazioni prevedono un\u2019affermazione senza precedenti del partito per l\u2019indipendenza del regno Unito (United Kingdom Independence Party &#8211; Ukip). Nato pochi anni fa e considerato del tutto marginale ed eccentrico fino all\u2019epoca di Cameron, l\u2019Ukip \u00e8 dato dai sondaggi al 25%, il doppio rispetto a un\u2019elezione generale nazionale. <\/p>\n<p>Ukip ha fatto della \u2018Brexit\u2019 &#8211; l\u2019uscita dall\u2019Unione &#8211; la sua  ragion d\u2019essere, ed \u00e8 comunque riuscito a concentrare l\u2019attenzione degli altri partiti &#8211; soprattutto quello conservatore &#8211; su questa questione come nessuna altra forza politica. <\/p>\n<p>Davanti all\u2019ascesa dell\u2019Ukip &#8211; ma soprattutto davanti alle simpatie sempre pi\u00f9 evidenti per la \u2018Brexit\u2019 tra le file degli elettori, dei deputati, dei giornali conservatori e dei finanziatori del partito <i>Tory<\/i> &#8211; Cameron ha fatto la sua mossa, promettendo il referendum da tenere entro il 2017. Per ora la manovra ha fallito e l\u2019ascesa continua degli \u2018euroscettici\u2019 in tutte le loro forme rischia di costare a Cameron le elezioni del 2015.<\/p>\n<p><b>Unionisti vs separatisti<\/b><br \/>Cominciano le grandi manovre. I capi di Ford, Unilever e Vodafone in Gran Bretagna si sono espressi per la continuit\u00e0 della Gb dentro l\u2019Unione, come hanno fatto governi come quelli australiani e giapponesi, e naturalmente quello degli Stati Uniti. <\/p>\n<p>Ogni governo americano dall\u2019epoca del Piano Marshall in poi ha tentato di convincere &#8211; senza alcun successo &#8211; gli inglesi che non hanno alternative al di fuori del progetto europeo. Sin da quando si iniziava a parlare di integrazione, i governi inglesi hanno fatto capire che \u2018non se lo sentivano nelle loro ossa\u2019, come ebbe a dire l\u2019ex-ministro degli esteri Anthony Eden nel 1949, ed \u00e8 tutt\u2019ora l\u2019istinto che sembra prevalere in tanti esponenti della classe politica e nel mondo dei media.<\/p>\n<p>Per loro, il progetto non sar\u00e0 mai altro che un sistema di libero commercio. \u00c8 per questo che i 95 deputati conservatori che hanno scritto ultimamente a Cameron chiedendo un radicale ri-negoziato della posizione inglese puntano sull\u2019eliminazione di qualsiasi obbligo in materia di welfare e giustizia, l\u2019uscita dalla Carta europea dei diritti umani, radicali limiti sui movimenti dei lavoratori dentro l\u2019Unione e, soprattutto, un veto parlamentare sull\u2019applicazione delle leggi Ue in Gran Bretagna.<\/p>\n<p>Tanti inglesi \u2018euroscettici\u2019 parlano di re-negoziazione o addirittura di rifondazione dell\u2019Unione. Pi\u00f9 alzano i toni, pi\u00f9 diminuiscono per\u00f2 le loro probabilit\u00e0 di trovare ascolto tra gli altri 27 membri, come ha confermato il presidente francese Fran\u00e7ois Hollande nel suo pi\u00f9 recente incontro con Cameron.<\/p>\n<p><b>Nessuna cessione di potere<\/b><br \/>Quello che gli inglesi condividono con le due altre grandi potenze dell\u2019Ue \u00e8 il rifiuto assoluto di concedere a Bruxelles e Strasburgo un quoziente di potere maggiore rispetto a quello che loro immaginano di possedere come singole potenze nazionali. <\/p>\n<p>L\u2019inconsistenza britannica tra una disponibilit\u00e0 di vendere qualsiasi struttura, servizio o azienda nazionale allo straniero nel nome del libero mercato, e un protezionismo militante sui fronti del mercato del lavoro, del welfare, della giustizia, dell\u2019idea di sovranit\u00e0 nazionale, stride per\u00f2 a molti orecchi europei. Anche perch\u00e9 spesso \u00e8 accompagnata dall\u2019antica tendenza inglese a fare le prediche agli altri &#8211; e all\u2019Ue nel suo insieme &#8211; sui loro difetti, presunti o reali. <\/p>\n<p>Tesa tra un\u2019America che non vuole sapere dei loro guai, e un\u2019Europa che non le interessa, si pu\u00f2 capire perch\u00e9 tanta cultura inglese si rivolga sempre di pi\u00f9 a quel passato tanto glorioso che non delude mai. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alta tensione nella coalizione di governo inglese. A fare aumentare la febbre tra conservatori e liberali \u00e8 la notizia della bocciatura, da parte della Camera dei Lords, del progetto di referendum sui rapporti della Gran Bretagna con l\u2019Unione europea (Ue). 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