{"id":25320,"date":"2014-02-12T00:00:00","date_gmt":"2014-02-11T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/tra-spartiacque-e-confluenza\/"},"modified":"2017-11-03T15:25:48","modified_gmt":"2017-11-03T14:25:48","slug":"tra-spartiacque-e-confluenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/02\/tra-spartiacque-e-confluenza\/","title":{"rendered":"Tra spartiacque e confluenza"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019anno europeo degli anniversari \u2018pesanti\u2019 era stato posto sotto l\u2019egida di parole importanti, in vista delle elezioni di maggio per il rinnovo del Parlamento europeo e della presidenza di turno italiana del Consiglio dell\u2019Unione europea (Ue) dal 1\u00b0 luglio al 31 dicembre. <\/p>\n<p>Di anno spartiacque, aveva parlato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano; di anno di svolta, il premier Enrico Letta e pure il presidente, intervenendo, il 4 febbraio, alla plenaria dell\u2019Assemblea di Strasburgo. &#8220;Spartiacque&#8221; e &#8220;svolta&#8221;, per l\u2019Unione, tra il rigore e la crescita, i sacrifici e l\u2019occupazione.<\/p>\n<p><b>Verso le elezioni europee<\/b><br \/>A cento giorni dalle elezioni europee, la diplomazia italiana comincia a mettere dell\u2019acqua nel vino, non sempre buono, della politica: cos\u00ec, lo &#8220;spartiacque&#8221; diventa &#8220;confluenza&#8221; &#8211; sperando che almeno sia quella al Ponte della Becca del Ticino della crescita nel Po del rigore, non quella d\u2019un rigagnolo nel grande fiume; e la &#8220;svolta&#8221; diventa &#8220;correzione di rotta&#8221;, perch\u00e9 \u201cl\u2019Ue \u00e8 come una nave, che basta toccare il timone e vira di molto, ma molto lentamente\u201d.<\/p>\n<p>Realismo a fronte di retorica: nessuno s\u2019illude che l\u2019Ue, dopo le elezioni di maggio e il rinnovo delle Istituzioni &#8211; la Commissione e i vertici del Consiglio -, abbandoni il rigore e punti senza vincoli di bilancio sulla crescita e l\u2019occupazione; come tutti sanno che la presidenza italiana, stretta nelle scadenze istituzionali, non potr\u00e0 davvero cambiare le cose. <\/p>\n<p> <b>Trent\u2019anni del progetto Spinelli<\/b><br \/>Elaborazioni intellettuali a margine delle intense celebrazioni dei trent\u2019anni del progetto Spinelli: l\u2019approvazione, il 14 febbraio 1984, a larga maggioranza, nel Parlamento europeo, del progetto di Trattato per l\u2019Unione europea \u00e8 stata ricordata a Strasburgo dal presidente Napolitano; e viene pure celebrata a Roma, proprio il 14, con un evento promosso dal Consiglio italiano del Movimento europeo (Cime), il cui presidente Virgilio Dastoli fu vicinissimo a Spinelli e visse tutta l\u2019avventura del \u2018Club del Coccodrillo\u2019, dal nome del ristorante di Strasburgo dove gli eurodeputati europeisti si riunivano.<\/p>\n<p>Quel progetto era un documento visionario, come lo era stato il Manifesto di Ventotene: allora, l\u2019Europa era solo una somma di Comunit\u00e0 ancora alle prese con il problema britannico. Spinelli, nonostante le perplessit\u00e0 e le ostilit\u00e0 di molte forze, fu capace di anticipare e, in qualche misura, innescare l\u2019evoluzione dalla Comunit\u00e0 all\u2019Unione.<\/p>\n<p><b>Dalla grande guerra alla Ced<\/b><br \/>Oltre che i trent\u2019anni del progetto Spinelli, quest\u2019anno ricorrono anche i sessant\u2019anni dal fallimento senz\u2019appello della Ced, la Comunit\u00e0 europea di difesa, che doveva nascere dopo la Ceca, Comunit\u00e0 europea del carbone e dell\u2019acciaio, ma che fu definitivamente affossata, il 30 agosto 1954, dal voto contrario dell\u2019Assemblea nazionale francese; e, ancora, i cent\u2019anni della Grande Guerra, il cui tragico ricordo dovrebbe contribuire a ravvivare e rinsaldare, nei cittadini europei, le ragioni dell\u2019integrazione &#8211; data simbolo \u00e8 il 28 giugno, il giorno dell\u2019attentato di Sarajevo in cui furono uccisi il Gran Duca Ferdinando d\u2019Austria e la moglie Sofia e che divenne il \u2018casus belli\u2019.<\/p>\n<p>A Strasburgo, la giornata europea a 360 gradi del presidente Napolitano era partita da Spinelli e con Spinelli s\u2019era chiusa. In mezzo, parole, applausi, polemiche. Della candidatura di Spinelli nelle liste del Pci alle prime elezioni europee a suffragio universale, nel 1979, Napolitano era stato uno dei fautori, insieme a Giorgio Amendola.<\/p>\n<p>Il presidente mancava da Strasburgo dal 2007. Ci \u00e8 tornato alla fine di una legislatura di crisi, forse la pi\u00f9 travagliata dell\u2019Assemblea comunitaria. Guardando al voto di maggio e al semestre italiano, Napolitano porta un messaggio di discontinuit\u00e0 per l\u2019Europa e un auspicio di continuit\u00e0 per l\u2019Italia: discontinuit\u00e0 \u2013 appunto &#8211; tra rigore e crescita, tra conti in ordine e ai posti di lavoro; e continuit\u00e0 perch\u00e9 in Italia \u2013 dice &#8211; il governo non subir\u00e0 contraccolpi dalle elezioni europee.<\/p>\n<p><b>Europa intrappolata <\/b><br \/>L\u2019Europa &#8211; esordisce il presidente &#8211; affronta il &#8220;momento della verit\u00e0&#8221;: &#8220;Non regge pi\u00f9 la politica dell\u2019austerit\u00e0 a ogni costo&#8221;. In plenaria e poi dialogando con testimoni del progetto spinelliano, Napolitano osserva che l&#8217;Ue esce dalle sfide pi\u00f9 importanti della sua storia: quella apertasi nel 2008 \u00e8 una crisi in cui &#8220;non si contrapponevano gli interessi degli Stati&#8221;, ma che &#8220;riguardava la capacit\u00e0 di crescita, il funzionamento delle istituzioni e il consenso dei cittadini&#8221;.<\/p>\n<p>Ora, c\u2019\u00e8 bisogno di &#8220;rompere il circolo vizioso di questa Europa intrappolata&#8221;. Il presidente depreca &#8220;l&#8217;agitazione distruttiva contro l&#8217;euro e contro l&#8217;Europa\u201d di \u201cun&#8217;immaginaria altra Europa&#8221; destinata a &#8220;nascere sulle rovine di questa&#8221;; e sottolinea, suscitando una contestazione leghista, come &#8220;l&#8217;Euro sia un&#8217;innovazione di valore storico, ma rimasta per troppi anni monca&#8221;.<\/p>\n<p>Il presidente dell\u2019Assemblea Martin Schulz, in campagna elettorale per la Commissione europea, colloca Napolitano &#8220;nel solco di De Gasperi e Spinelli&#8221;. E lui sottolinea che &#8220;condizione decisiva del successo&#8221; del progetto europeista &#8220;\u00e8 una nuova, pi\u00f9 forte e decisa volont\u00e0 politica comune, capace di dare ai cittadini le ragioni storiche e le nuove motivazioni&#8221; dell\u2019integrazione.<\/p>\n<p>&#8220;L\u2019Europa &#8211; diceva Napolitano il 4 febbraio &#8211; non \u00e8 solo mercato comune e cooperazione economica, \u00e8 anche valori e democrazia&#8221;. C\u2019\u00e8 il pericolo &#8211; avvertiva- di una &#8220;irresponsabilit\u00e0 demagogica&#8221;, che, a maggio, pu\u00f2 tradursi in una marea di suffragi euro-scettici e populisti. Il 9 febbraio, pochi giorni dopo, il referendum svizzero suonava la campana a martello.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019anno europeo degli anniversari \u2018pesanti\u2019 era stato posto sotto l\u2019egida di parole importanti, in vista delle elezioni di maggio per il rinnovo del Parlamento europeo e della presidenza di turno italiana del Consiglio dell\u2019Unione europea (Ue) dal 1\u00b0 luglio al 31 dicembre. 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