{"id":25350,"date":"2014-02-13T00:00:00","date_gmt":"2014-02-12T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/locchio-delleuropa-sulla-finanza\/"},"modified":"2017-11-03T15:25:47","modified_gmt":"2017-11-03T14:25:47","slug":"locchio-delleuropa-sulla-finanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/02\/locchio-delleuropa-sulla-finanza\/","title":{"rendered":"L&#8217;occhio dell&#8217;Europa sulla finanza"},"content":{"rendered":"<p>La Commissione europea ha reso nota la sua proposta legislativa per separare le pi\u00f9 rischiose attivit\u00e0 di investimento e le attivit\u00e0 tradizionali delle trenta maggiori banche europee. Si tratta dei gruppi bancari che, nel recente passato, hanno svolto un ammontare rilevante di negoziazioni complesse e che hanno dimensioni tali da esercitare impatti significativi sul resto del sistema.<\/p>\n<p><b>Separazione fra attivit\u00e0 bancarie<\/b><br \/>La riforma proposta a fine gennaio  prevede, innanzitutto, che ognuna di queste banche non possa effettuare quelle attivit\u00e0 di compra-vendita per conto proprio in strumenti finanziari e in merci, esclusivamente finalizzate a ottenere profitti senza alcun beneficio &#8211; diretto o indiretto &#8211; per i clienti.<\/p>\n<p>Essa prevede, inoltre, che le stesse banche conferiscano le altre attivit\u00e0 di compra-vendita per conto proprio e quelle di compra-vendita per conto dei clienti, basate su complesse operazioni in derivati o in altri prodotti strutturati, a entit\u00e0 legali interne al gruppo, ma separate dalla loro tradizionale attivit\u00e0 commerciale oppure che istituiscano presidi in grado di isolare e di porre sotto controllo i relativi rischi.<\/p>\n<p>Essa affida, infine, alle autorit\u00e0 di regolamentazione europee e, soprattutto, nazionali la concreta attuazione di tali norme, con specifico riferimento alle soluzioni operative e di <i>governance<\/i> per la separazione fra le pi\u00f9 rischiose attivit\u00e0 di investimento e le attivit\u00e0 commerciali, e la possibilit\u00e0 di estendere queste stesse norme a banche non incluse fra le prime trenta.<\/p>\n<p>Secondo il Commissario ai servizi finanziari, Michel Barnier, l\u2019Unione europea (Ue) ha cos\u00ec completato il lungo percorso di ri-regolamentazione dei mercati finanziari sollecitato dalle crisi internazionali ed europee e concretizzatosi nella centralizzazione di molte transazioni prima esterne ai mercati regolati (ossia Otc), nella costruzione di una nuova architettura di vigilanza micro e macro-prudenziale, nel recepimento dei nuovi coefficienti bancari di capitale, nel disegno dei due fondamentali pilastri del processo di Unione bancaria. <\/p>\n<p>La proposta di separazione di attivit\u00e0 bancarie \u00e8 di particolare rilevanza. Essa mira, infatti, a isolare e a porre sotto controllo quel sistema bancario (o finanziario) \u201combra\u201d che tanto peso ha avuto nel trasformare l\u2019incremento delle insolvenze nel segmento statunitense dei mutui <i>subprime<\/i> in una pandemia nei mercati finanziari internazionali.<\/p>\n<p><b>Trading proprietario <\/b><br \/>Vari commentatori hanno gi\u00e0 sottolineato che la riforma presenta vari limiti. Innanzitutto, al fine di salvaguardare il modello continentale della banca universale, tale riforma non propone una netta separazione fra attivit\u00e0 bancarie di investimento e attivit\u00e0 bancarie tradizionali, ma preferisce spostare l\u2019attenzione sulla necessit\u00e0 di tenere distinte le compra-vendite bancarie per conto proprio e quelle per conto dei clienti. Cos\u00ec facendo, essa si avventura per\u00f2 su un terreno scivoloso in quanto, nel concreto, risulta spesso difficile individuare un netto confine fra questi diversi tipi di compra-vendita.<\/p>\n<p>Inoltre, la proposta della Commissione europea fornisce una definizione troppo restrittiva di \u201c<i>trading<\/i> proprietario\u201d e lascia un\u2019eccessiva discrezionalit\u00e0 alle scelte dei regolatori dei singoli Stati membri. Infine, essa prende forma in ritardo tanto che non vi saranno i tempi tecnici per superare il vaglio del Consiglio europeo e per ottenere l\u2019approvazione del Parlamento europeo prima delle prossime elezioni. Pertanto, l\u2019approvazione \u00e8 demandata ai nuovi componenti degli organi dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>Tali critiche colgono, spesso, nel segno, ma non arrivano al nocciolo del problema. Come \u00e8 accaduto per l\u2019adozione dei nuovi coefficienti di capitalizzazione di Basilea 3, \u00e8 possibile che la proposta di riforma della Commissione europea sar\u00e0 recepita dalle maggiori banche dell\u2019area ben prima di assumere una cogenza normativa, cos\u00ec da evitare ogni possibile stigma. <\/p>\n<p>D\u2019altro canto, la rinuncia a separare le attivit\u00e0 bancarie di investimento da quelle tradizionali \u00e8 spiegabile con l\u2019estesa area grigia che connette queste due attivit\u00e0; e la definizione restrittiva di compra-vendita bancaria per conto proprio porta, comunque, a un divieto che \u2018forza\u2019 la posizione molto pi\u00f9 conservativa di Germania e Francia.<\/p>\n<p><b>Rischio contagio<\/b><br \/>Il problema fondamentale, fin qui sottovalutato, \u00e8 un altro: la separazione fra (una parte del)le attivit\u00e0 pi\u00f9 rischiose e le attivit\u00e0 tradizionali di ciascuna banca facilita una pi\u00f9 rigorosa ed efficace regolamentazione di ambedue le attivit\u00e0? <\/p>\n<p>L\u2019evidenza empirica disponibile indica che, negli Stati Uniti e nel Regno Unito dove una qualche forma di separazione \u00e8 gi\u00e0 avvenuta, i responsabili della vigilanza hanno perseguito una strategia diversa: rafforzare le regole per le attivit\u00e0 bancarie tradizionali, che riguardano gli investitori al dettaglio (in particolare, le famiglie) e le piccolo-medie imprese produttive, e continuare a imporre regole \u2018leggere\u2019 per le attivit\u00e0 bancarie di investimento che coinvolgono gli investitori professionali.<\/p>\n<p>Tale scelta pu\u00f2 apparire ragionevole perch\u00e9 mira ad assicurare massima protezione ai depositanti e agli altri investitori prudenziali anche a costo di sacrificare la tutela degli investitori professionali e di quanti amano il rischio.<\/p>\n<p>La crisi finanziaria internazionale del 2007-\u201909 ci ha per\u00f2 mostrato la fallacia di un simile approccio. Il contagio fra le banche di investimento statunitensi e i grandi agglomerati finanziari europei \u00e8 stato cos\u00ec immediato e pervasivo da far emergere che non vi sono confini netti e barriere robuste fra il settore bancario \u2018ombra\u2019 e le banche commerciali.<\/p>\n<p>Pertanto, prima di perseguire l\u2019obiettivo di una separazione fra (una parte del)le attivit\u00e0 bancarie di investimento e quelle tradizionali, si tratta di imporre regole severe anche alle prime attivit\u00e0 che sono state troppo a lungo de-regolamentate. Questo obiettivo non sembra, per\u00f2, una priorit\u00e0 dei regolatori britannici e non sembra colto dai regolatori dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Commissione europea ha reso nota la sua proposta legislativa per separare le pi\u00f9 rischiose attivit\u00e0 di investimento e le attivit\u00e0 tradizionali delle trenta maggiori banche europee. 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