{"id":25400,"date":"2014-02-19T00:00:00","date_gmt":"2014-02-18T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/sisi-la-sfinge\/"},"modified":"2017-11-03T15:25:46","modified_gmt":"2017-11-03T14:25:46","slug":"sisi-la-sfinge","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/02\/sisi-la-sfinge\/","title":{"rendered":"Sisi la Sfinge"},"content":{"rendered":"<p>Butta il sasso e tira indietro la mano. Narra sogni premonitori nei quali il presidente Anwar Sadat lo dichiara suo successore, ma non confessa di volerli realizzare. Dice ai giornalisti stranieri di essere pronto e intenzionato a iniziare la corsa, ma appena la notizia inizia a circolare, chiede ai suoi uomini di smentire le voci di una sua ufficiale candidatura.<\/p>\n<p><b>Reazioni a catena<\/b><br \/>Il generale Abdel Fattah al-Sisi, uomo al vertice del Consiglio supremo delle forze armate egiziane, sembra voler sondare il terreno prima di iniziare il percoso per diventare il successore di Mohammed Mursi. L\u2019ex presidente islamista \u00e8 colui che il 3 luglio &#8211; dopo una grande manifestazione popolare che chiedeva elezioni anticipate &#8211; \u00e8 stato spodestato, ironia della sorte, dal generale che aveva messo al vertice dell\u2019esercito.<\/p>\n<p>Ogni volta che Sisi \u00e8 sfiorato dall\u2019idea di sciogliere la riserva sulla sua partecipazione alle presidenziali della prossima primavera si ferma a un passo dal farlo per testare le possibili reazioni di un eventuale annuncio.<\/p>\n<p>A preoccuparlo non \u00e8 la probabilit\u00e0 &#8211; altissima &#8211; di successo. I suoi dubbi sono ben altri. Qualora si candidasse alla presidenza, quanto salirebbe la febbre del malcontento islamista? Che terremoto di reazioni scatenerebbe all\u2019estero l\u2019annuncio del ritorno di un uomo in divisa alla guida dell\u2019Egitto? <\/p>\n<p><b>Tra endorsement e imbarazzo<\/b><br \/>A non gradire, almeno a parole, sarebbero molte cancellerie occidentali, visibilmente imbarazzate a sostenere il ritorno di un militare. Ciononostante, mentre aspettano di vedere come la questione si concluder\u00e0, l\u2019Ue continua a inviare sussidi al Cairo e gli Stati Uniti discutono la ricalibrazione degli aiuti che il presidente Barack Obama aveva annunciato a seguito degli eventi di luglio.<\/p>\n<p>Pur non volendo interferire nelle questioni egiziane, la Casa Bianca non ha esitato a criticare l\u2019endorsment che, il 14 febbraio, il presidente russo Vladimir Putin ha fatto al generale Sisi a latere dell\u2019incontro bilaterale tenutosi Mosca. Sul tavolo, una serie di accordi sulla fornitura di armamenti del valore di 3 miliardi di dollari.<\/p>\n<p>A preoccuapre Sisi sono soprattuto gli umori dei paesi del Golfo, generosissimi finanziatori che hanno investito nella nuova transizione egiziana 12 miliardi di dollari. A consigliare Sisi di non candidarsi \u00e8 stato proprio l\u2019emiro di Dubai, Mohammed bin Rashid Al- Maktoum, che ha suggerito al generale di continuare a tenere unite le fila dell\u2019esercito. A pensarla come l\u2019emiro sono anche influenti opinionisti sauditi che temono, qualora Sisi abbandoni l\u2019esercito, dinamiche conflittuali tra i ranghi militari.<\/p>\n<p><b>Sisi, completa il favore<\/b><br \/>Questo \u00e8 quello che pensano anche alcuni analisti egiziani. La maggioranza degli opinionisti e della popolazione critica nei confronti degli islamisti sostiene per\u00f2 la candidatura di Sisi, ritenendolo l\u2019unico in grado di condurre il paese fuori dal \u201cbaratro del terrorismo islamista\u201d.<\/p>\n<p>Liberali, intellettuali e politici di sinistra, personaggi che in passato si sono espressi contro il regime militare, hanno partecipato alla campagna popolare che chiede al generale di \u201ccompletare il favore\u201d fatto agli egiziani, candidandosi alla presidenza per poi traghettare il paese in una nuova fase.<\/p>\n<p>Oltre agli islamismi che ritengono illegittimo l\u2019intero processo elettorale, ad opporsi alla candidatura di Sisi \u00e8 per\u00f2 una frangia minoritaria del Tamarrod, il movimento giovanile rivoluzionario che a fine giugno ha chiesto a Mursi di farsi da parte. Alcuni fondatori del movimento sono stati esplusi quando hanno annunciato di sostenere Hamdeen Sabbahi, il liberale arrivato terzo alle presidenziali del 2012 che ha annunciato di ricandidarsi.<\/p>\n<p>Anche se ha rotto il ghiaccio nel quale il silenzio di Sisi ha congelato le mosse di altri eventuali candidati, Sabbahi non si presenta come un uomo realmente in grado di sfidare il generale. Pur raccogliendo attorno a s\u00e9 una frangia del movimento rivoluzionario nato nel 2011, Sabbahi &#8211; che non \u00e8 un nuovo frutto dell\u2019era post Mubarak &#8211; sarebbe costretto a rincorrere un Sisi con un vantaggio quasi incolmabile alla partenza. Ad annunciare la sua candidatura \u00e8 stato anche Sami Anan, ex capo di stato maggiore delle Forze armate.<\/p>\n<p><b>Meglio di un plebiscito <\/b><br \/>Pi\u00f9 che essere una sfida al generale, gli annunci di Sabbahi e di Anan potrebbero diventare la variabile che convince Sisi a scendere in capo. Il generale potrebbe infatti preferire apparire come il vincitore di una competizione elettorale, piuttosto che il ra\u00ecs incoronato da un plebiscito.<\/p>\n<p>E mentre Sisi continua a riflettere sul da farsi, la sua campagna elettorale \u00e8 gi\u00e0 iniziata. Da settimane, le strade delle principali citt\u00e0 del paese sono tappezzate da manifesti con il suo volto.<\/p>\n<p>A indicare che il momento di una decisione \u00e8 alle porte \u00e8 anche un particolare che interessa soprattutto le elettrici. Si \u00e8 sciolto infatti il giallo sul volto dell\u2019eventuale first lady. Quanti descrivevano la moglie di Sisi come una donna conservatrice che indossa il niqab, il tradizionale abito lungo e scuro che lascia scoperti solo gli occhi, si sono dovuti rivedere. Comparendo al fianco del marito in una cerimonia ufficiale, la signora Intasar aveva un semplice velo, legato secondo la moda seguita dalle donne dell\u2019upper class egiziana.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Butta il sasso e tira indietro la mano. Narra sogni premonitori nei quali il presidente Anwar Sadat lo dichiara suo successore, ma non confessa di volerli realizzare. 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