{"id":25420,"date":"2014-02-22T00:00:00","date_gmt":"2014-02-21T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/dalleuropa-nessuna-cambiale-in-bianco\/"},"modified":"2017-11-03T15:25:45","modified_gmt":"2017-11-03T14:25:45","slug":"dalleuropa-nessuna-cambiale-in-bianco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/02\/dalleuropa-nessuna-cambiale-in-bianco\/","title":{"rendered":"Dall\u2019Europa nessuna cambiale in bianco"},"content":{"rendered":"<p>Non c\u2019\u00e8 dubbio che in Europa si stiano seguendo con un misto di interesse e curiosit\u00e0, ma anche di disponibilit\u00e0 e apertura, le recenti vicende italiane che hanno portato alla formazione di un nuovo governo, presieduto dal Segretario del Partito democratico, Matteo Renzi.<\/p>\n<p>Sarebbe illusorio pensare che il nuovo governo possa fare affidamento, in Europa, su una sorta di cambiale in bianco, solo perch\u00e9 si presenta con nuovi protagonisti e con una nuova compagine. Ci sar\u00e0 quindi molta attenzione a Bruxelles e nelle capitali europee per le prime mosse e i primi annunci del governo italiano.<\/p>\n<p><b>Mantenere gli impegni<\/b><br \/>\nProprio per questo sarebbe un grave errore pensare di poter rimettere in discussione l\u2019impianto complessivo delle regole definite in questi anni sia in materia di controllo delle politiche fiscali e dei bilanci pubblici degli stati membri che in materia di coordinamento delle politiche economiche nazionali.<\/p>\n<p>Sarebbe un altrettanto grave errore presentarsi in Europa con una richiesta di revisione degli impegni assunti dai precedenti governi in materia di riduzione del deficit e in prospettiva del debito, o di rinegoziazione degli strumenti di controllo dei bilanci nazionali.<\/p>\n<p>La situazione italiana \u00e8 nota in Italia e in Europa. Abbiamo realizzato un significativo consolidamento delle finanze pubbliche (grazie anche a misure che hanno avuto un impatto negativo sulle prospettive di crescita); e possiamo fare affidamento su un avanzo primario che ci qualifica tra i primi della classe in Europa sul fronte del deficit. Continuiamo per\u00f2 a far registrare un debito consolidato, secondo solo a quello della Grecia.<\/p>\n<p>I mercati finanziari manifestano fiducia nei confronti dell\u2019Italia e della sostenibilit\u00e0 del nostro debito pubblico, come testimoniato dall\u2019andamento degli spread di questi ultimi giorni. Continuiamo per\u00f2 a essere il fanalino di coda in termini di crescita.<\/p>\n<p>Rimaniamo infatti il paese dell\u2019Eurozona che fatica di pi\u00f9 ad agganciare i pur timidi accenni di ripresa prevista per il 2014 e 2015. E soprattutto, siamo agli ultimi posti in Europa per competitivit\u00e0, produttivit\u00e0, attrazione degli investimenti e altri importanti indicatori che segnalano lo stato di salute dell\u2019economia di un paese.<\/p>\n<p><b>Sfida credibilit\u00e0<\/b><br \/>\nPer il governo che si insedier\u00e0 nei prossimi giorni si riproporr\u00e0 quindi la sfida della credibilit\u00e0, in primis in Europa e con l\u2019Europa, che \u00e8 stata al centro delle preoccupazioni dei due governi precedenti.<\/p>\n<p>E la sfida della credibilit\u00e0 si pu\u00f2 vincere non tanto sbattendo i pugni sul tavolo di Bruxelles o chiedendo improbabili deroghe sui target per deficit e debito, quanto avviando in maniera convinta, e fin dai primi giorni, un programma di misure di riforma di rapida attuazione e destinate ad accrescere la competitivit\u00e0 del sistema Paese.<\/p>\n<p>La lista delle cose da fare \u00e8 nota: una seria riduzione del cuneo fiscale e una riforma pi\u00f9 generale del fisco che consenta di alleggerire il carico fiscale sul lavoro; una riforma del mercato del lavoro che semplifichi le tipologie dei contratti e introduca ulteriori elementi di flessibilit\u00e0 in entrata e in uscita, accompagnata da una riforma dei sussidi disoccupazione; un programma serio di semplificazioni amministrative con impatto immediato sul sistema delle imprese e delle famiglie; una revisione della spesa pubblica che consenta di liberare risorse per investimenti produttivi; uno programma di ulteriori privatizzazioni non solo di immobili ma anche di societ\u00e0 pubbliche; una riforma della giustizia che consenta di velocizzare i processi civili; ulteriori interventi mirati a ridurre i fenomeni di corruzione nella pubblica amministrazione a tutti i livelli.<\/p>\n<p>A queste riforme con impatto diretto sulla competitivit\u00e0 del sistema paese si dovrebbero accompagnare anche riforme istituzionali destinate a modernizzare l\u2019apparato dello stato e a ridurre i costi della politica.<\/p>\n<p><b>Flessibilit\u00e0<\/b><br \/>\nUn governo che si presenti in Europa con un programma ambizioso, ma credibile di riforme avrebbe sicuramente buone chance di negoziare con successo margini di flessibilit\u00e0 con la Commissione, ma anche con i maggiori partner, non tanto sul livello del deficit quanto sulla riduzione del debito, sfruttando in maniera costruttiva quegli elementi di flessibilit\u00e0 che sono gi\u00e0 previsti dagli strumenti comuni di controllo dei bilanci nazionali, anche nella loro versione pi\u00f9 aggiornata.<\/p>\n<p>Lo si potrebbe fare avviando da subito un\u2019interlocuzione con la Commissione sul piano bilaterale per esplorare un percorso che ci consenta di utilizzare questa flessibilit\u00e0 (soprattutto sulla riduzione del debito ed eventualmente sui tempi per la riduzione del deficit) gi\u00e0 da quest\u2019anno e ancor pi\u00f9 per l\u2019anno prossimo (il primo anno di applicazione della cosiddetta regola del debito).<\/p>\n<p>Ma lo si dovrebbe fare anche su un piano pi\u00f9 generale, rilanciando il negoziato sui contratti\/partenariati per la crescita che erano stati concordati in linea di principio al Consiglio europeo dello scorso dicembre, ma che dovranno essere definiti in maniera compiuta entro il prossimo ottobre (sotto presidenza italiana della Ue).<\/p>\n<p>Questi contratti offrono infatti un\u2019opportunit\u00e0 da non perdere per realizzare uno strumento pi\u00f9 efficace di coordinamento delle politiche nazionali per la crescita in un quadro comune, a condizione che si applichino a tutti i membri dell\u2019Eurozona e che siano accompagnati da convincenti incentivi.<\/p>\n<p>In attesa di poter costruire nel medio termine una autonoma capacit\u00e0 di bilancio dell\u2019Eurozona, l\u2019idea di margini di flessibilit\u00e0 sul debito (ed eventualmente anche sul deficit) in cambio delle riforme si presenta un \u201ctrade-off\u201d sicuramente proponibile, probabilmente praticabile e di verosimile interesse anche per altri Paesi dell\u2019Eurozona.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non c\u2019\u00e8 dubbio che in Europa si stiano seguendo con un misto di interesse e curiosit\u00e0, ma anche di disponibilit\u00e0 e apertura, le recenti vicende italiane che hanno portato alla formazione di un nuovo governo, presieduto dal Segretario del Partito democratico, Matteo Renzi. 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