{"id":25430,"date":"2014-02-22T00:00:00","date_gmt":"2014-02-21T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-nuova-diplomazia-economica-che-passa-da-roma\/"},"modified":"2017-11-03T15:25:45","modified_gmt":"2017-11-03T14:25:45","slug":"la-nuova-diplomazia-economica-che-passa-da-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/02\/la-nuova-diplomazia-economica-che-passa-da-roma\/","title":{"rendered":"La nuova diplomazia economica che passa da Roma"},"content":{"rendered":"<p>Da quando \u00e8 stato firmato l\u2019accordo ad interim sul nucleare, delegazioni diplomatiche e imprenditoriali di tutto il mondo si sono affollate a Teheran. Negli Stati Uniti hanno destato particolare attenzione le missioni provenienti dai tradizionali partner europei della Repubblica Islamica &#8211; come Germania e Italia &#8211; sullo sfondo della relativa distensione determinata dall\u2019avanzamento del processo negoziale lo scorso novembre.<\/p>\n<p><b>Italia in prima linea<\/b><br \/>In un contesto di crescente competizione per le risorse del pianeta, l\u2019Iran, ricco di materie prime, offre potenzialmente numerose opportunit\u00e0 di guadagno e investimento. Il paese dispone di una consistente classe media e di uno dei pochi mercati ancora isolati dall\u2019economia mondiale.<\/p>\n<p>Roma \u00e8 stata fra le prime in Europa a riallacciare i contatti con Teheran. L\u2019obiettivo \u00e8 di preparare il campo a una rinnovata cooperazione in settori che vanno dall\u2019industria all\u2019energia, dall\u2019archeologia al turismo.<\/p>\n<p>Dal canto suo, il presidente iraniano Hassan Rouhani ha definito l\u2019Italia come \u201c<a href= \"http:\/\/www.iranreview.org\/content\/Documents\/Italy-Iran-s-Gateway-to-Renewed-Interaction-with-Europe.htm\" target= \"blank\"><b><u>la via di accesso all\u2019Europa<\/u><\/b><\/a>\u201d. Pi\u00f9 in generale, il vecchio continente \u00e8 un elemento chiave della offensiva carismatica di Teheran, finalizzata alla normalizzazione dei rapporti con la comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo dell\u2019attuale dirigenza iraniana \u00e8 di convincere l\u2019Occidente che lo sviluppo di armi nucleari non rientra nella strategia di sicurezza della Repubblica islamica. Quest\u2019ultima punterebbe invece a un approccio costruttivo con il resto del mondo, attraverso il rafforzamento delle relazioni energetiche, industriali e commerciali. \u00c8 questo messaggio che Rohani ha portato al World Economic Forum di Davos.<\/p>\n<p><b>Apertura business-oriented<\/b><br \/>Con l\u2019intensificarsi delle sanzioni, l\u2019Iran aveva adottato un\u2019economia di \u201cresistenza\u201d di impronta autarchica e finalizzata a ridurre la dipendenza del paese dagli introiti petroliferi. Questa strategia era stata ufficializzata dalla Guida Suprema Ali Khamenei che aveva proclamato il 2011 \u201canno del jihad economico\u201d e il 2012 \u201canno della produzione nazionale\u201d.<\/p>\n<p>Malgrado le sofferenze causate dalle sanzioni alla societ\u00e0 iraniana (ulteriormente aggravate da alcune scelte errate dell\u2019amministrazione Ahmadinejad), il processo di riconversione economica era stato portato avanti con relativo successo. Lo conferma il fatto che nel 2012 le esportazioni non petrolifere avevano coperto il 60% delle importazioni.<\/p>\n<p>Tuttavia, dopo i problemi evidenziati dalla gestione centralistica di Ahmadinejad, l\u2019elezione di Rohani ha segnato l\u2019ascesa al potere di una classe politica pi\u00f9 favorevole all\u2019imprenditoria privata e all\u2019integrazione con l\u2019economia mondiale. <\/p>\n<p>Tale classe ritiene che, in un contesto di globalizzazione economica, la strategia autarchica non sia sufficiente ad assicurare al paese lo sviluppo e la ricchezza necessari a garantirgli un posto di rilievo nel consesso internazionale. \u00c8 questa convinzione &#8211; e non il presunto imminente crollo dell\u2019economia del paese, come molti hanno pensato in Occidente &#8211; ad aver contribuito a portare Teheran al tavolo negoziale.<\/p>\n<p><b>Crescita e affari<\/b><br \/>Dopo che il Pil iraniano si \u00e8 contratto dell\u20191,9% nel 2012, e dell\u20191,5% nel 2013, il Fondo monetario internazionale prevede nuove espansioni nei prossimi due anni, con un tasso di crescita dell\u20191,3% nel 2014 e di quasi il 2% nel 2015. <\/p>\n<p>La temporanea sospensione di alcune sanzioni marginali, garantita dall\u2019accordo negoziale di novembre, favorir\u00e0 solo moderatamente la crescita economica dell\u2019Iran. Tuttavia la definitiva rimozione delle sanzioni americane ed europee darebbe un impulso enorme allo sviluppo del paese, viste le sue considerevoli potenzialit\u00e0.<\/p>\n<p>La strategia dell\u2019amministrazione Rohani si prefigge perci\u00f2 di creare le premesse per una generale perdita di consenso nei confronti dell\u2019impianto sanzionatorio promosso dagli Stati Uniti.<\/p>\n<p><b>Incognite sul negoziato nucleare<\/b><br \/>I dirigenti iraniani sono consapevoli del fatto che giungere a un accordo definitivo sul nucleare sar\u00e0 molto difficile, soprattutto qualora gli Stati Uniti insistano per lo smantellamento di una porzione consistente delle installazioni. Un\u2019eventualit\u00e0 del genere \u00e8 infatti considerata inaccettabile. Inoltre, anche qualora si trovasse un\u2019intesa, il sistema di sanzioni americane \u00e8 talmente stratificato e complesso che la loro abrogazione richieder\u00e0 anni.<\/p>\n<p>A giudicare dall\u2019afflusso di uomini d\u2019affari a Teheran, la diplomazia economica iraniana si sta rivelando efficace, ma i suoi frutti sono ancora di l\u00e0 da venire. Allo stato attuale, l\u2019Iran continua a essere tagliato fuori dal sistema finanziario internazionale. L\u2019accordo ad interim fornisce ossigeno all\u2019economia del paese per un valore stimato non superiore ai 7 miliardi di dollari e per appena sei mesi.<\/p>\n<p>\tNel caso in cui lo sforzo di giungere a un accordo nucleare definitivo dovesse fallire, a Teheran probabilmente avrebbero di nuovo il sopravvento i sostenitori di un\u2019economia di \u201cresistenza\u201d. Ci\u00f2 in attesa che il consolidarsi di un mondo multipolare, scalzando gli Usa dal centro economico e finanziario mondiale, renda di fatto ininfluenti le sanzioni americane. <\/p>\n<p>Molti a Teheran sono convinti che questo momento non sia troppo lontano. Nel frattempo per\u00f2, i rischi regionali di un fallimento dell\u2019accordo nucleare sarebbero estremamente elevati.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da quando \u00e8 stato firmato l\u2019accordo ad interim sul nucleare, delegazioni diplomatiche e imprenditoriali di tutto il mondo si sono affollate a Teheran. 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